Vittoriano Esposito, nato a Cèlano nel 1929, è un importante figura accademica e culturale. Dopo aver insegnato Lettere italiane e Storia in vari istituti, ha collaborato con il professor Giachery alla Università dell’Aquila negli anni ’70 e ’80. Ha partecipato a convegni sia in Italia che all’estero e ha diretto la rivista “Abruzzo Letterario” dal 1988 al 1993. Attualmente, dirige con Luce d’Eramo i “Quaderni Siloniani”, arricchendo una vasta bibliografia.
Le sue prime opere, scritte sotto lo pseudonimo di Amato Amans, includono “Primavera di un’anima” (1950) e “Cuore e speranze” (1952), insieme ad altre raccolte poetiche e saggi critici. Tra le opere inedite si segnalano “Amori clandestini” e “Fùcino, conca di passioni”, un dramma rappresentato a Cèlano, nonché saggi politici e critici che dimostrano la sua dedizione alla letteratura e alla cultura.
Con il passare degli anni, Esposito ha approfondito la sua ricerca letteraria pubblicando opere significative come “Problematica esistenziale in Cesare Pavese” (1965) e “Vita e pensiero di Ignazio Silone” (1993). Il suo interesse per la poesia è evidente in titoli come “Poesia, non-poesia, anti-poesia del Novecento italiano” (1992) e “La poesia femminile in Italia” (1997). Questa vasta produzione dimostra il suo impegno nel promuovere la cultura e la poesia abruzzese e italiana.
Oltre al suo lavoro di scrittore, Vittoriano Esposito ha curato opere di altri autori, inclusi “Marsica” di Roberto Grillo e “Viaggio a Parigi” di Ignazio Silone. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, come il Premio nazionale “La Procellaria” (1954) e il Premio Flaiano nel 1997. Questi premi attestano il suo contributo alla letteratura e alla cultura, celebrando il suo impegno e la sua passione per la scrittura.


