Notifica
Notifica

.Papa Wojtyla Nella Marsica. La 1° Udienza Del Santo Padre

Aggiungi qui il testo del titolo

Giovanni Paolo II incontra la Diocesi dei Marsi: un dialogo di fede e tradizione che rafforza la comunità.

In un’epoca in cui la storia richiede figure carismatiche, Giovanni Paolo II emerge come un Papa estremamente attento ai destini dell’umanità, dimostrando una profonda sensibilità verso il suo contemporaneo, indipendentemente dalle scelte politiche e religiose. Durante un incontro che si è tenuto il 19 febbraio, ho avuto l’opportunità di dialogare con lui riguardo alla situazione della Diocesi dei Marsi, in vista della sua imminente Visita pastorale. L’atmosfera di quella serata era intrisa di semplicità e confidenza, momenti in cui San Berardo e le tradizioni locali venivano messe in risalto.

Il Papa ha ascoltato con attenzione le storie delle famiglie, dei giovani e dei malati, mostrando una sincera partecipazione e un profondo desiderio di conoscere le difficoltà e le speranze della nostra comunità. La sua curiosità ha abbracciato le diverse organizzazioni diocesane, come il Consiglio presbiteriale, l’Azione Cattolica e la Caritas, i cui miglioramenti sono stati un tema centrale del nostro dialogo.

Il ricordo del terribile terremoto del 13 gennaio 1915 ha segnato il nostro incontro. Quel momento di dolore collettivo ha portato alla luce figure di grande carità come Don Luigi Orione, la cui opera continua a influenzare la nostra Diocesi, soprattutto attraverso i Figli di Don Orione ad Avezzano, attivi in ambito pastorale e giovanile.

La conversazione si è focalizzata anche sui numerosi Santuari mariani della Diocesi, in particolare sul Santuario della Madonna di Pietraquaria, una delle tappe del suo viaggio e meta di devoti, particolarmente durante il mese di maggio. Al termine della cena, abbiamo condiviso un momento di raccoglimento nella sua cappellina, ed un affettuoso saluto ha sancito la chiusura di un incontro che rimarrà per sempre impresso nel mio cuore.

Riferimento autore: Alvaro Salvi.

Giustamente si afferma che ogni epoca storica ha il “suo” Papa. L’asserto risulta sempre vero, ma credo che lo sia di più in questi momenti cruciali della storia, quando si giocano i destini del mondo. La situazione storica dei nostri giorni presenta un orizzonte minaccioso; perciò richiedeva e richiede una personalità eccezionale, con un’intelligenza aperta, dal polso fermo e, nel contempo, dalla sensibilità acuta.

Giovanni Paolo II ama intensamente l’uomo; egli ama e rispetta il suo contemporaneo, prescindendo dalle scelte politiche e dal “credo” religioso. È disponibile a intavolare con chiunque un dialogo costruttivo sui problemi fondamentali della vita e di DIO. È pronto a portare avanti le sue scelte per l’uomo anche in mezzo alle critiche e alle ostilità, vivendo dignitosamente il silenzio, il rifiuto e il disprezzo. Sempre pronto a contraccambiare con simpatia, amabilità, affetto e cortesia.

A tutto questo pensavo quando, la sera del 19 febbraio, mi sono ritrovato a “tu per tu” con il Papa, a mensa con lui, per informarlo a viva voce dell’attuale situazione sociale, spirituale e culturale della Diocesi dei Marsi, in vista della sua imminente Visita pastorale. In una cornice di semplicità e di estrema confidenza, il Supremo Pastore della Chiesa si è informato dettagliatamente dell’antica terra dei Marsi, delle sue tradizioni, della sua fede e dei suoi costumi.

Il colloquio si è fatto toccante quando il suo cuore e il suo ascolto si sono fermati sulle singole persone: dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose. Si è fatto attento e partecipe nell’apprendere della situazione rassicurante delle famiglie, dei giovani, dei bambini, degli operai, dei poveri e dei malati. Man mano che l’orizzonte della nostra Chiesa locale si andava illuminando e dispiegando alla sua mente, il S. Padre mi dava visibilmente l’impressione che con il suo paterno cuore prendeva già a vivere nella realtà della nostra Diocesi.

Perciò, ha voluto informarsi delle varie organizzazioni diocesane: del Consiglio presbiteriale e pastorale, dell’Azione Cattolica, della Caritas e dei movimenti ecclesiali. L’ho assicurato che in questo particolare e delicato settore della vita della nostra Chiesa locale si va notando una sensibile ripresa numerica e qualitativa.

La presentazione della panoramica della Diocesi si è poi spinta indietro nel tempo, e insieme siamo riandati al ricordo del terremoto del 13 gennaio 1915, che fu una vera tragedia dalla portata umana e materiale incalcolabile. In quelle ore di buio e di smarrimento emerse una gigante figura di carità: Don Luigi Orione, che si prodigò per tutti, particolarmente per gli orfani.

Ho informato il S. Padre che, in Avezzano, vi sono i Figli di Don Orione, i quali operano pastoralmente in una parrocchia e sono molto presenti nel settore giovanile, insieme ad alcuni istituti religiosi femminili. Ha dimostrato particolare attenzione quando gli ho parlato dei numerosi Santuari mariani sparsi nella nostra Diocesi, segnatamente il discorso è stato portato sul Santuario della Madonna di Pietraquaria, che, come si sa, sarà una delle tappe del suo viaggio.

Ha gradito moltissimo sapere che Pietraquaria è continua meta di tanti devoti e che, soprattutto nel mese di maggio, numerosi pellegrini salgono di buon mattino per partecipare alla S. Messa delle ore 6,10. Al termine della cena, ci siamo recati insieme nella sua cappellina privata per una breve “visita” al Santissimo. Poi, nel salutarmi, mi ha detto affabilmente: “Arrivederci ad Avezzano! Porti il mio saluto e la mia benedizione a tutti, propiziatrice di grazie per la mia prossima Visita pastorale”.

Si chiudeva così il mio incontro con il Papa, incontro che porterò sempre nel mio cuore.

Riferimento autore: Alvaro Salvi.

Aggiungi qui il testo del titolo

Ospitalità e servizi

Giustamente si afferma che ogni epoca storica ha il “suo” Papa. L’asserto risulta sempre vero, ma credo che lo sia di più in questi momenti cruciali della storia, quando si giocano i destini del mondo. La situazione storica dei nostri giorni presenta un orizzonte minaccioso; perciò richiedeva e richiede una personalità eccezionale, con un’intelligenza aperta, dal polso fermo e, nel contempo, dalla sensibilità acuta.

Giovanni Paolo II ama intensamente l’uomo; egli ama e rispetta il suo contemporaneo, prescindendo dalle scelte politiche e dal “credo” religioso. È disponibile a intavolare con chiunque un dialogo costruttivo sui problemi fondamentali della vita e di DIO. È pronto a portare avanti le sue scelte per l’uomo anche in mezzo alle critiche e alle ostilità, vivendo dignitosamente il silenzio, il rifiuto e il disprezzo. Sempre pronto a contraccambiare con simpatia, amabilità, affetto e cortesia.

A tutto questo pensavo quando, la sera del 19 febbraio, mi sono ritrovato a “tu per tu” con il Papa, a mensa con lui, per informarlo a viva voce dell’attuale situazione sociale, spirituale e culturale della Diocesi dei Marsi, in vista della sua imminente Visita pastorale. In una cornice di semplicità e di estrema confidenza, il Supremo Pastore della Chiesa si è informato dettagliatamente dell’antica terra dei Marsi, delle sue tradizioni, della sua fede e dei suoi costumi.

Il colloquio si è fatto toccante quando il suo cuore e il suo ascolto si sono fermati sulle singole persone: dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose. Si è fatto attento e partecipe nell’apprendere della situazione rassicurante delle famiglie, dei giovani, dei bambini, degli operai, dei poveri e dei malati. Man mano che l’orizzonte della nostra Chiesa locale si andava illuminando e dispiegando alla sua mente, il S. Padre mi dava visibilmente l’impressione che con il suo paterno cuore prendeva già a vivere nella realtà della nostra Diocesi.

Perciò, ha voluto informarsi delle varie organizzazioni diocesane: del Consiglio presbiteriale e pastorale, dell’Azione Cattolica, della Caritas e dei movimenti ecclesiali. L’ho assicurato che in questo particolare e delicato settore della vita della nostra Chiesa locale si va notando una sensibile ripresa numerica e qualitativa.

La presentazione della panoramica della Diocesi si è poi spinta indietro nel tempo, e insieme siamo riandati al ricordo del terremoto del 13 gennaio 1915, che fu una vera tragedia dalla portata umana e materiale incalcolabile. In quelle ore di buio e di smarrimento emerse una gigante figura di carità: Don Luigi Orione, che si prodigò per tutti, particolarmente per gli orfani.

Ho informato il S. Padre che, in Avezzano, vi sono i Figli di Don Orione, i quali operano pastoralmente in una parrocchia e sono molto presenti nel settore giovanile, insieme ad alcuni istituti religiosi femminili. Ha dimostrato particolare attenzione quando gli ho parlato dei numerosi Santuari mariani sparsi nella nostra Diocesi, segnatamente il discorso è stato portato sul Santuario della Madonna di Pietraquaria, che, come si sa, sarà una delle tappe del suo viaggio.

Ha gradito moltissimo sapere che Pietraquaria è continua meta di tanti devoti e che, soprattutto nel mese di maggio, numerosi pellegrini salgono di buon mattino per partecipare alla S. Messa delle ore 6,10. Al termine della cena, ci siamo recati insieme nella sua cappellina privata per una breve “visita” al Santissimo. Poi, nel salutarmi, mi ha detto affabilmente: “Arrivederci ad Avezzano! Porti il mio saluto e la mia benedizione a tutti, propiziatrice di grazie per la mia prossima Visita pastorale”.

Si chiudeva così il mio incontro con il Papa, incontro che porterò sempre nel mio cuore.

Riferimento autore: Alvaro Salvi.

Resta connesso con Terre Marsicane

TERRE MARSICANE MEWS

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Avezzano (AQ) n.9 del 12 novembre 2008 – Editore web solutions Alter Ego S.r.l.s. – Direttore responsabile Luigi Todisco.

copyright: TERREMARSICANE Servizi e Comunicazione S.r.l.s.

Informazioni e contatto

Invia suggerimenti o materiale integrativo

Utilizza il form sottostante per segnalare delle modifiche o inesattezze e inviare del materiale utile all'ottimizzazione dei contenuti