Cambise Zefferino è il proprietario e gestore del più rinomato forno a legna di Avezzano, situato in uno stretto vicolo che conduce da Corso Umberto I a Piazzetta delle Monache, ribattezzata successivamente Largo Società Operaia. Nasce ad Avezzano nel 1867 e muore il giorno del terremoto. Era sposato con Fiasca Chiara, che gli sopravvisse e lo aiutava nella gestione del forno. Questo personaggio è descritto a pagina 15 e seguenti del libro di Armando Palanza, “Avezzano dei tempi andati”, pubblicato nel 1967 da Editrice Della Torre.
A pagina 37 dello stesso libro, si menziona Peppine je Balie, il banditore ufficiale del Comune. Questo personaggio, il cui vero nome era Fontana Giuseppe, nacque a Santa Maria Capua Vetere nel 1843 e morì il 20 luglio 1914. Annunciava a voce alta le decisioni del sindaco e altri fatti d’interesse pubblico dopo aver suonato una trombetta o un altro strumento musicale. Il suo soprannome deriva dalla sua abitudine di andare in giro per il paese a proclamare notizie.
Si trova un accenno interessante alla figura di Franceschine La Cornacchietta, il cui vero nome era Gallese Francesco, nato ad Avezzano il 4 luglio 1872 e morto all’Aquila il 21 febbraio 1952. Era attacchino e, durante le feste patronali di San Rocco, sin dal periodo pre-terremoto, si dedicava al ballo della “pupazza”. Di lui si parla a pagina 26 del libro di Palanza e nella poesia di Antonio Pitoni, “Je cinquantenarie”, riportata a pagina 39 dell’antologia del dialetto avezzanese “La Bocaletta” di Giovanbattista Pitoni, pubblicata nel 1966.
Un altro fatto tragico riguarda Don Camillo Pentoli, parroco di San Rocco, che morì sotto le macerie del terremoto all’età di 47 anni. Questa tragica notizia si trova a pagina 68 del libro di Palanza. Inoltre, a pagina 61 e seguenti si ripercorrono gli eventi del terremoto, ampiamente riportati nella cronaca dei periodici locali dell’epoca.
Un importante personaggio è Agostino Iatosti, nato ad Avezzano nel 1870, figlio di Nicola e di Mattei Chiara, una gentildonna appartenente a una nobile famiglia avezzanese. Morì il 21 giugno 1922, nella Via Ciuffelli (oggi Via Crispi). Era Priore della Confraternita di San Rocco e la sua figura è menzionata a pagina 68 di Palanza.
Si ricorda anche un dialogo del maggio 1908 tra Antonio Persisto, un calzolaio filosofo, e Cesarone, un famiglio di casa Pignatella. Questo colloquio avvenne sotto l’abitazione del notaio D’Amico in Piazza Castello, come riporta Palanza a pagina 42 e seguenti.
Se ci spostiamo su episodi divertenti, Rampa Sergio Ireneo, appartenente all’antica famiglia spagnola di Avezzano, nacque nel 1816 e fu nominato Capo della Guardia Nazionale, una forza messa in piedi per combattere il brigantaggio. Era conosciuto per il suo autoritarismo ma anche per il suo umorismo. Questo racconto divertente è riportato a pagina 8 e seguenti da Palanza.
In ambito commerciale, Don Fedele De Bernardinis, chimico farmacista, gestiva una farmacia a Piazza San Bartolomeo, la quale era un punto di ritrovo per cacciatori. Aprì la farmacia nel 1874 e si dedicava all’allevamento di presenze sociali, sostenendo anche la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Avezzano. Ne parla Antonio Falcone a pagina 47 di “Fiori di carta”.
Tra i nomi che si richiamano ci sono Aspreno Seritti, contadino e cacciatore, e Michetti Giacinta, soprannominata Ziriona, che nacque a Avezzano il 22 settembre 1876 e morì il 16 dicembre 1967. Un altro nomignolo significativo è Giobbe, attribuito alla guardia municipale Pennazza Antonio, nato nel 1873 e deceduto il 13 gennaio 1915, il cui ruolo è spesso menzionato.
In conclusione, si evidenzia Nicola Gallese, sindaco di Avezzano dal 26 novembre 1910 al 23 marzo 1914, menzionato ampiamente a pagina 35 di Palanza. Ultimamente, molte di queste informazioni storiche si possono rintracciare nei lavori di Antonio De Nino, come “Malattie e rimedi negli Usi e Costumi Abruzzesi”, editi nel 1891 e in altri testi più recenti.
Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.