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La fede degli agricoltori fucensi nei sindacati fascisti (1924-1927)

Fulvio D Amore
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Fulvio D Amore
Fulvio D'Amore ricercatore e saggista dall’Età Moderna all’Età Contemporanea      LEGGI BIOGRAFIA

Dal 1924 l’aumento dei canoni d’affitto salì gradatamente. Il principe Torlonia cercò di «non turbare la massa delle diverse migliaia di affittuari», anche se nei documenti ufficiali, il locatore non risultava dovesse avere fede ad alcun vincolo d’ordine sindacale (1). Dopo diversi incontri e trattative, le quote per l’affitto furono stabilite con un concordato provinciale del 26 febbraio dello stesso anno. All’articolo sei degli atti contrattuali si poteva leggere:«s’invita anche il proprietario a rivedere le affittanze, onde troncare le speculazioni sul lavoro del diretto coltivatore ed attuare una migliore redistribuzione parcellare». Inoltre, la proprietà promise di migliorare le opere di bonifica e manutenzione stradale del Fucino (2). Purtroppo, ciò non significò che convenzioni e concordati trovarono pronto adempimento. Altri accordi del marzo 1926 non incontrarono effetti di sorta, compreso l’esame delle categorie dei terreni e i miglioramenti delle strade da eseguire in ventiquattro anni. Tutto questo mostrava ampiamente, come l’amministrazione Torlonia continuò ad alimentare un’intricatissima storia di sedimentazioni faziose socio-economiche dell’intero comprensorio a suo favore.

Oltremodo, il 19 marzo 1927 si stipulò un nuovo contratto collettivo di lavoro per l’imminente campagna saccarifera. Dopo laboriose trattative, alle quali parteciparono i delegati della Società Anonima Zuccherificio di Avezzano, il presidente della confederazione sindacati fascisti dell’agricoltura (onorevole Luigi Razza), il presidente della confederazione nazionale agricoltori fascisti (Cacciari), l’onorevole Casavicchio in rappresentanza della federazione bieticoltori italiani e Romano Cocchi, segretario generale dell’ufficio provinciale dell’Aquila, si riuscì a fissare il prezzo per ogni quintale di barbabietole in lire 16,70 al quintale. In aggiunta «a questi notevolissimi vantaggi economici si è anche ottenuta la riduzione sensibile delle spese di trasporto a carico dei coltivatori per ogni quintale di polpa insilata ritirata dalla Società. Il concordato è stato accolto con viva soddisfazione e vibrante entusiasmo da tutta la massa degli agricoltori, i quali rinsaldano così la loro fede nel Fascismo, quale tutore vigile ed amorevole dei loro interessi». Il giorno dopo Cocchi e il vicesegretario Giovanni Alessandri si recarono a Luco dei Marsi: «ove nell’aula Consiliare parlò del nuovo contratto, mettendo in evidenza l’importanza delle clausole a favore dei lavoratori, dicendosi certo di poter contare sulla loro fede e tenace attaccamento. La lucida esposizione del valoroso organizzatore fu salutata da scroscianti applausi». Poi, l’imponente manifestazione si spostò nella piazza del paese, dove lo stesso Cocchi e il vicesegretario suscitarono «grande entusiasmo e poderosi alalà al fascismo, al sindacalismo e al Duce». Ugualmente, a Celano furono accolti dal commissario prefettizio (Albanello), dal comandante della milizia e da altre autorità locali con entusiasmo. Dal balcone del municipio, i due rappresentanti governativi presero la parola fra grandi applausi. Il giorno dopo, ebbero luogo imponenti adunate a Pescina, Gioia dei Marsi, Ortucchio e S. Benedetto. Il podestà di Pescina, avvocato Mameli Tarquini, mostrò i vantaggi conseguiti attraverso il nuovo contratto delle bietole, accogliendo i rappresentanti con fanatismo e gratitudine (3). Infine, da tutti i paesi appena citati, furono inviati telegrammi di «saluto deferente e devoto all’on.Rossoni, all’on.Razza e al Console Maschiocchi Segretario federale del Partito, per attestare ancora una volta la feconda armonia di intenti che lega le organizzazioni sindacali della provincia e quelle politiche» (4).

I questi articoli appare prevalente la propaganda fascista, impegnata a diffondere un messaggio nuovo capace di migliorare le condizioni economiche dei contadini fucensi.

NOTE

  1. A.Pizzuti, Le affittanze agrarie nel Fucino prima della riforma fondiaria (Avezzano 1953) in «I Quaderni della Maremma», I Serie: Documenti, Stabilimento A.Staderini Roma, p.41.
  2. Ivi, cit., pp.42-43.
  3. Il Risorgimento d’Abruzzo e Molise, Anno IX, Num.690, Roma, 20 Marzo 1927, p. 3, Un nuovo contratto di lavoro per la campagna bietolifera 1927. Importanti riunioni di agricoltori nella Marsica.
  4. Ibidem.
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