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Giovanbattista Pitoni

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Giovanbattista Pitoni, una vita tra cultura e tradizioni marsicane, memoria storica e innovazione narrativa.

Giovanbattista Pitoni nasce ad Avezzano il 1 settembre 1942, dove risiede. Nel 1966 pubblica “La Bocaletta”, un’antologia del dialetto avezzanese e nello stesso anno viene nominato collaboratore de Il Messaggero. Avezzano diventa sempre più protagonista della sua vita culturale, culminando nel 1986 con la nomina ad assessore alla cultura del Comune.

Il suo impegno per la memoria storica si concretizza nel 1994, quando cura una mostra fotografica e documentaria sul periodo della Seconda Guerra Mondiale presso il Palazzo Comunale di Avezzano. Un anno dopo, nel 1995, si dedica alla pubblicazione di un volume di fotografie relative al terremoto del 13 gennaio 1915, oltre a realizzare un documentario sul disastro che colpì la Marsica.

Nell’1996 pubblica “Je fùrne de Zefferìne”, una commedia in dialetto che narra la storia di Avezzano nel 1905. Due anni più tardi, presenta “Sànte Mìddie… je tarramùte!”, una tragicommedia ambientata prima e dopo il terremoto. Il suo contributo alla cultura locale è premiato nel 1998, anno in cui pubblica “Je ‘mpìcce d’Assuntìna”, rappresentando la Avezzano della ricostruzione.

Pitoni continua a essere attivo nel panorama culturale locale, partecipando come socio della Deputazione di Storia Patria per gli Abruzzí dal 7 marzo 1998 e viene rieletto nel 1999 come tesoriere dell’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea. Nel 2000, pubblica “Antrosano – memoria e storia”, e in collaborazione con le scuole locali, realizza rappresentazioni teatrali delle sue opere che trionfano in concorsi nazionali.

In seguito, è coinvolto in diversi progetti editoriali, tra cui un vocabolario del dialetto avezzanese e un dizionario dei nomignoli di Avezzano. Da segnalare la sua partecipazione nel Comitato Scientifico Nazionale della Fondazione Ignazio Silone. Infine, nel aprile 2002, pubblica “Albe medioevale”, dedicando ulteriore risalto alla storia e alle tradizioni locali.

Giovanbattista Pitoni nasce ad Avezzano il 1 settembre 1942 ed ivi risiede. Nel 1966, pubblica La Bocaletta, un’antologia del dialetto avezzanese, e viene nominato collaboratore del quotidiano Il Messaggero. Nel 1986, assume il ruolo di assessore alla cultura del Comune d’Avezzano.

Nel 1994, cura, insieme ad altri amici, una mostra di foto e documenti relativi al periodo dell’ultima guerra mondiale. Questo evento si svolge ad Avezzano dal 22 al 24 maggio presso il Palazzo Comunale. Dall’ottobre del 1994 all’ottobre del 1998, ricopre l’incarico di tesoriere presso l’Istituto Abruzzese di Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza, che diventa poi, con legge regionale di riforma, l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea.

Il 13 gennaio 1995, cura, insieme ad amici, la pubblicazione di un volume riguardante le foto di Avezzano prima e dopo il terremoto del 13 gennaio 1915. Nel 1995, insieme a P. Palumbo e A. Salvi, realizza una videocassetta-documentario sul terremoto della Marsica, presentata il 13 gennaio 1995 ad Avezzano.

Nel giugno 1996, pubblica Je fùrne de Zefferìne, una commedia in tre atti in dialetto avezzanese. Questa opera utilizza il teatro come pretesto per raccontare la storia di Avezzano agli inizi del secolo, ambientata nel 1905. Il volume è presentato dai professori Ugo Vignuzzí e Alessandro Clementi.

Il 13 gennaio 1997, cura uno spettacolo rievocativo del disastro tellurico della Marsica presso il teatro “Don Orione” di Avezzano. Nel aprile 1997, pubblica Sànte Mìddie… je tarramùte!, una tragicommedia in due atti in dialetto avezzanese. Anche in questo caso, l’opera è caratterizzata da una minuziosa ricostruzione storica del territorio immediatamente prima e dopo il disastro tellurico. Il lavoro è presentato dai professori Vittoriano Esposito, Raffaele Colapietra e Elígio Villa.

Dal 7 marzo 1998, è socio della Deputazione di Storia Patria per gli Abruzzí. Nell’aprile 1998, pubblica Je ‘mpìcce d’Assuntìna, una commedia in tre atti in dialetto avezzanese, che rappresenta Avezzano durante il periodo della ricostruzione. Questo volume è presentato dal professor Costantino Felice.

Il 30 maggio 1998, in collaborazione con Ugo Buzzelli e il corpo docente della scuola media statale “E. Fermi” di Avezzano, organizza una rappresentazione presso il Castello Orsini di un atto della sua commedia “Je fùme de Zefferìne”. Questo lavoro vince il secondo premio, con speciale menzione, in un concorso nazionale riservato alle scuole elementari.

Attualmente, è in corso di stampa, a cura del Centro d’iniziativa Politica e Culturale – La Spezia / L’Aquila, un volume con titolo provvisorio Attento Bettíno!, che racconta in modo semiserio la storia dei socialisti degli ultimi trent’anni della nobile provincia di Avezzano. Dopo un lungo e appassionato lavoro di ricerca in collaborazione con Alvaro Salvi, è in stampa anche La società operaia d’Avezzano dalla fondazione ad oggi.

È in avanzata fase di preparazione anche il Dizionario dei nomignoli e delle località avezzanesi. Inoltre, è membro del Comitato Scientifico Nazionale della Fondazione “Ignazio Silone”. Infine, nel aprile 2002, pubblica, con Alvaro Salvi, Albe medioevale – storia e foto d’epoca.

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Giovanbattista Pitoni nasce ad Avezzano il 1 settembre 1942 ed ivi risiede. Nel 1966, pubblica La Bocaletta, un’antologia del dialetto avezzanese, e viene nominato collaboratore del quotidiano Il Messaggero. Nel 1986, assume il ruolo di assessore alla cultura del Comune d’Avezzano.

Nel 1994, cura, insieme ad altri amici, una mostra di foto e documenti relativi al periodo dell’ultima guerra mondiale. Questo evento si svolge ad Avezzano dal 22 al 24 maggio presso il Palazzo Comunale. Dall’ottobre del 1994 all’ottobre del 1998, ricopre l’incarico di tesoriere presso l’Istituto Abruzzese di Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza, che diventa poi, con legge regionale di riforma, l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea.

Il 13 gennaio 1995, cura, insieme ad amici, la pubblicazione di un volume riguardante le foto di Avezzano prima e dopo il terremoto del 13 gennaio 1915. Nel 1995, insieme a P. Palumbo e A. Salvi, realizza una videocassetta-documentario sul terremoto della Marsica, presentata il 13 gennaio 1995 ad Avezzano.

Nel giugno 1996, pubblica Je fùrne de Zefferìne, una commedia in tre atti in dialetto avezzanese. Questa opera utilizza il teatro come pretesto per raccontare la storia di Avezzano agli inizi del secolo, ambientata nel 1905. Il volume è presentato dai professori Ugo Vignuzzí e Alessandro Clementi.

Il 13 gennaio 1997, cura uno spettacolo rievocativo del disastro tellurico della Marsica presso il teatro “Don Orione” di Avezzano. Nel aprile 1997, pubblica Sànte Mìddie… je tarramùte!, una tragicommedia in due atti in dialetto avezzanese. Anche in questo caso, l’opera è caratterizzata da una minuziosa ricostruzione storica del territorio immediatamente prima e dopo il disastro tellurico. Il lavoro è presentato dai professori Vittoriano Esposito, Raffaele Colapietra e Elígio Villa.

Dal 7 marzo 1998, è socio della Deputazione di Storia Patria per gli Abruzzí. Nell’aprile 1998, pubblica Je ‘mpìcce d’Assuntìna, una commedia in tre atti in dialetto avezzanese, che rappresenta Avezzano durante il periodo della ricostruzione. Questo volume è presentato dal professor Costantino Felice.

Il 30 maggio 1998, in collaborazione con Ugo Buzzelli e il corpo docente della scuola media statale “E. Fermi” di Avezzano, organizza una rappresentazione presso il Castello Orsini di un atto della sua commedia “Je fùme de Zefferìne”. Questo lavoro vince il secondo premio, con speciale menzione, in un concorso nazionale riservato alle scuole elementari.

Attualmente, è in corso di stampa, a cura del Centro d’iniziativa Politica e Culturale – La Spezia / L’Aquila, un volume con titolo provvisorio Attento Bettíno!, che racconta in modo semiserio la storia dei socialisti degli ultimi trent’anni della nobile provincia di Avezzano. Dopo un lungo e appassionato lavoro di ricerca in collaborazione con Alvaro Salvi, è in stampa anche La società operaia d’Avezzano dalla fondazione ad oggi.

È in avanzata fase di preparazione anche il Dizionario dei nomignoli e delle località avezzanesi. Inoltre, è membro del Comitato Scientifico Nazionale della Fondazione “Ignazio Silone”. Infine, nel aprile 2002, pubblica, con Alvaro Salvi, Albe medioevale – storia e foto d’epoca.

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