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Storia Di Paterno…. I Colonna Duchi Dei Marsi

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Scopri come Fabrizio Colonna ha trasformato il conflitto secolare con gli Orsini in una vittoria che ha plasmato il destino della Marsica.

Le lotte tra gli Orsini e i Colonna erano lontane dall’essere risolte. Con la calata di Carlo VIII, che mirava a conquistare il regno di Napoli, Fabrizio Colonna riuscì a cacciare gli Orsini dalla Marsica, guadagnandosi la riconoscenza del re, che gli concesse i contadi di Albe e Tagliacozzo. Dopo la partenza di Carlo VIII, l’investitura dei feudi fu confermata anche da Ferdinando II, scatenando la reazione di Virginio Orsini, il quale devastò le terre di Avezzano e fu poi catturato e incarcerato nel castello dell’Ovo a Napoli, dove morì.

Nell’estate del 1497, Federico II conferì a Fabrizio Colonna l’investitura formale dei feudi, comprendenti le terre di< strong> Albe e Tagliacozzo, insieme alla baronia di Carsoli e alla baronia di Civitella Roveto. Il ducato si componeva di diverse località tra cui Tagliacozzo, Celle, Carsoli, e Rocca di Botte, ma le terre di Paterno furono contese tra le truppe degli Orsini e dei Colonna, anche quando si trovava sotto il contado di Cèlano.

Dopo un periodo di appartenenza al contado di Cèlano, documentato da diplomi del 1417 e 1484, Paterno tornò sotto la giurisdizione di Albe con un diploma del 1497. La situazione rimase stabile fino a quando gli Orsini riaprirono le ostilità, occupando le contee di Albe e Tagliacozzo e, poco dopo, tutto l’Abruzzo.

Con l’arrivo di francesi e spagnoli che si contendevano il regno di Napoli, Fabrizio Colonna riuscì a riconquistare l’Abruzzo e fu premiato con il titolo di governatore, diventando viceré per Ferdinando il Cattolico. La pace tra Orsini e Colonna venne finalmente raggiunta nel 1511 grazie agli sforzi del papa Giulio II. Dopo questo accordo, il territorio di Paterno rimase stabilmente sotto il dominio dei Colonna per circa tre secoli, fino all’abolizione dei feudi nel 1806.

Riferimento autore: Il paese Paterno…monografia storica di un centro della Marsica (a cura del prof. Mario di Berardino).

Le lotte tra gli Orsini e i Colonna non accennavano a finire. Passò del tempo e nuovi avvenimenti accaddero nel regno di Napoli. Fabrizio Colonna, approfittando della calata di Carlo VIII, il quale voleva impadronirsi di quel regno che un tempo era stato della casa d’Angiò, riuscì a cacciare gli Orsini dalla Marsica. Così, guadagnò la riconoscenza di Carlo VIII, il quale gli concesse i contadi di Albe e Tagliacozzo.

Una volta partito Carlo VIII, l’investitura dei due feudi gli fu riconfermata da Ferdinando II. Questo provocò la pronta reazione di Virginio Orsini, che, dopo aver messo a ferro e fuoco le terre di Avezzano, fu fatto prigioniero e rinchiuso nel castello dell’Ovo a Napoli, dove morì.

Federico II, nel luglio del 1497, con due diplomi, diede a Fabrizio Colonna la formale investitura dei feudi che Ferdinando II aveva concesso solo a parole. Col primo diploma gli furono assegnate le terre dei contadi di Albe e Tagliacozzo, compresa la baronia di Carsoli; col secondo la baronia di Civitella Roveto.

Le terre di cui si compose il ducato furono: Tagliacozzo, Albe, Celle, Oricola, Carsoli, Rocca di Botte, Pereto, Colli, Tremonti, Rocca Cerro, Verucchio, Cappadocia, Petrella, Pagliara, Castellafiume, Corcumello, Cese, Scurcola, Poggio S. Donato, Scanzano, Sante Marie, Castelvecchio, Marano, Torano, Tusco, Spedino, Corvaro, Castelmenardo, S. Anatolia, Rosciolo, Magliano, Paterno, Avezzano, Luco, Canistro, Civita d’Antino, Cappelle, Capistrello, Pescocanale, Civitella, Meta, Revecate e Roccavivi.

Le terre di Paterno furono corse e ripercorse ora dalle truppe degli Orsini, ora da quelle dei Colonna. Questo avvenne anche quando Paterno era sotto il contado di Cèlano e, quindi, dei Piccolomini.

Dopo il periodo di appartenenza al contado di Cèlano, testimoniato da due diplomi, uno del 1417 e l’altro del 1484, Paterno tornò a far parte del contado di Albe, come documentato dal diploma dell’anno 1497, di quella città alla quale fu originariamente unita al tempo degli Albensi e dei Marsi.

Dopo tale sistemazione operata da re Federico, gli Orsini, nemici irriducibili dei Colonna, riaprirono ben presto le ostilità. Entrarono nella Marsica, occupando le contee di Albe e Tagliacozzo e, in un secondo momento, tutto l’Abruzzo.

Ma, allorché Francesi e Spagnoli si affrontarono per impadronirsi del regno di Napoli, Fabrizio, dopo aver riconquistato l’Abruzzo e i contadi di Albe e Tagliacozzo, fu giustamente ricompensato per il suo valore dal re di Spagna, Ferdinando il Cattolico, che lo nominò governatore dell’Abruzzo con il titolo di viceré.

Il papa Giulio II si adoperò a riconciliare e a sanare i secolari dissidi tra gli Orsini e i Colonna e, nel 1511, la pace venne concordata solennemente.

Da questo momento il territorio di Paterno non si staccherà più dalla contea di Albe e rimarrà sotto il dominio dei Colonna per circa tre secoli, cioè fino alla abolizione dei feudi, proclamata nel 1806.

Riferimento autore: prof. Mario di Berardino.

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Le lotte tra gli Orsini e i Colonna non accennavano a finire. Passò del tempo e nuovi avvenimenti accaddero nel regno di Napoli. Fabrizio Colonna, approfittando della calata di Carlo VIII, il quale voleva impadronirsi di quel regno che un tempo era stato della casa d’Angiò, riuscì a cacciare gli Orsini dalla Marsica. Così, guadagnò la riconoscenza di Carlo VIII, il quale gli concesse i contadi di Albe e Tagliacozzo.

Una volta partito Carlo VIII, l’investitura dei due feudi gli fu riconfermata da Ferdinando II. Questo provocò la pronta reazione di Virginio Orsini, che, dopo aver messo a ferro e fuoco le terre di Avezzano, fu fatto prigioniero e rinchiuso nel castello dell’Ovo a Napoli, dove morì.

Federico II, nel luglio del 1497, con due diplomi, diede a Fabrizio Colonna la formale investitura dei feudi che Ferdinando II aveva concesso solo a parole. Col primo diploma gli furono assegnate le terre dei contadi di Albe e Tagliacozzo, compresa la baronia di Carsoli; col secondo la baronia di Civitella Roveto.

Le terre di cui si compose il ducato furono: Tagliacozzo, Albe, Celle, Oricola, Carsoli, Rocca di Botte, Pereto, Colli, Tremonti, Rocca Cerro, Verucchio, Cappadocia, Petrella, Pagliara, Castellafiume, Corcumello, Cese, Scurcola, Poggio S. Donato, Scanzano, Sante Marie, Castelvecchio, Marano, Torano, Tusco, Spedino, Corvaro, Castelmenardo, S. Anatolia, Rosciolo, Magliano, Paterno, Avezzano, Luco, Canistro, Civita d’Antino, Cappelle, Capistrello, Pescocanale, Civitella, Meta, Revecate e Roccavivi.

Le terre di Paterno furono corse e ripercorse ora dalle truppe degli Orsini, ora da quelle dei Colonna. Questo avvenne anche quando Paterno era sotto il contado di Cèlano e, quindi, dei Piccolomini.

Dopo il periodo di appartenenza al contado di Cèlano, testimoniato da due diplomi, uno del 1417 e l’altro del 1484, Paterno tornò a far parte del contado di Albe, come documentato dal diploma dell’anno 1497, di quella città alla quale fu originariamente unita al tempo degli Albensi e dei Marsi.

Dopo tale sistemazione operata da re Federico, gli Orsini, nemici irriducibili dei Colonna, riaprirono ben presto le ostilità. Entrarono nella Marsica, occupando le contee di Albe e Tagliacozzo e, in un secondo momento, tutto l’Abruzzo.

Ma, allorché Francesi e Spagnoli si affrontarono per impadronirsi del regno di Napoli, Fabrizio, dopo aver riconquistato l’Abruzzo e i contadi di Albe e Tagliacozzo, fu giustamente ricompensato per il suo valore dal re di Spagna, Ferdinando il Cattolico, che lo nominò governatore dell’Abruzzo con il titolo di viceré.

Il papa Giulio II si adoperò a riconciliare e a sanare i secolari dissidi tra gli Orsini e i Colonna e, nel 1511, la pace venne concordata solennemente.

Da questo momento il territorio di Paterno non si staccherà più dalla contea di Albe e rimarrà sotto il dominio dei Colonna per circa tre secoli, cioè fino alla abolizione dei feudi, proclamata nel 1806.

Riferimento autore: prof. Mario di Berardino.

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