A Cese, oltre alle tre chiese attuali, esisteva un’altra chiesa dedicata a Santa Lucia, situata all’inizio del paese, al civico numero 12. Nonostante le descrizioni degli anziani la edificassero di modeste dimensioni, alcuni sostenevano fosse a due navate, ma mancano prove a sostegno. Fino a circa trent’anni fa, erano visibili i ruderi dell’edificio, distrutto dal terremoto del 13 gennaio 1915, che ha spazzato via il patrimonio artistico locale senza lasciare tentativi di ricostruzione, a differenza di quanto accaduto per altri edifici simili.
Attualmente, due chiese sono dedicate alla Madonna: la parrocchiale e quella della Madonna delle Grazie, conosciuta anche come “della Rafia”. La chiesa parrocchiale sorge presso l’antica sede vescovile risalente all’anno 1000. Quest’ultima si caratterizzava per una porta in legno di sambuco, riccamente intagliata e ornata, con raffigurazioni della Madonna e stemmi delle famiglie Maccafani e Colonna, mentre il portale era in pietra lavorata con fregi e scannellature.
Purtroppo, gran parte dei tesori custoditi nella chiesa è andata perduta, tra cui un grande quadro raffigurante la battaglia di Lepanto. Sono rimasti un frammento della Madonna del Di Litio, una croce astile del ‘600 e una croce del ‘500. In occasione del cinquecentesimo anniversario della chiesa attuale, ottant’anni dopo la rovina della precedente, è stato possibile ammirare un significativo frammento della porta antica, che non era stato esposto da tempo.
La vecchia chiesa, con un porticato illuminato da dodici finestre, presentava vari ingressi a pianterreno, utilizzati come scuderie, magazzini e botteghe, e un ingresso dedicato alle donne. Questo tempio, purtroppo, fu completamente distrutto dal terremoto del 1915, che cancellò in pochi attimi una storia artistica e culturale invidiabile. I pochi testimoni rimasti, una decina di anni fa, evocavano ancora la memoria della sua grandezza. Si conservano ora il tabernacolo in pietra scolpita con iscrizioni greche, murato nella nuova chiesa, e alcune pietre del portale della “Chiesa Vecchia”, recentemente ristrutturata grazie all’impegno di un comitato locale e volontari.
Riferimento autore: Osvaldo Cipollone.


