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Storia Di Antrosano… Stato Delle Anime Della Popolazione

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Scopri come un antico formulario svela la resilienza e le tragedie di Antrosano tra epidemie e terremoti, tracciando le radici della comunità marsicana.

L’anagrafe del paese di Antrosano era gestita dal parroco, che censiva la popolazione in modo dettagliato, vicolo per vicolo o per ordine alfabetico, come avvenne nel 1838. Un formulario trovato nell’archivio della nuova casa canonica conteneva istruzioni per i parroci, trasmesse dal Vescovo di Pescina alle foranie e ai reverendi che avevano la cura delle anime. Dall’analisi delle istruzioni emerge chiaramente la perdita di numerosi cognomi, causata da epidemie, come il colera, il vaiolo, la malaria e la tubercolosi, oltre ai frequenti terremoti e alle guerre che colpirono la Marsica.

Tra le famiglie censite nel formulario, vi era la famiglia Nardi di Sulmona, che si stabilì ad Antrosano. La coppia ebbe due figli, Arcangelo e Filomena, quest’ultima tragicamente deceduta all’età di otto anni nel 1829. La registrazione dello Stato delle anime doveva avvenire con modalità precise, come il censire i membri di ogni famiglia, evidenziando le variazioni e mantenendo la tracciabilità delle linee familiari.

Il parroco doveva assicurarsi che i coniugi fossero segnati insieme nel registro, e per i vedovi e vedove vi erano specifiche indicazioni su come registrarli. La gestione dello Stato delle anime era fondamentale, non solo per il conteggio della popolazione, ma anche per creare gli alberi genealogici, dimostrando l’importanza di questa registrazione nel contesto sociale e culturale della Marsica.

Il formulario fornisce indicazioni chiare su come registrare i membri delle famiglie, comprese le note sui cresimati e sulle persone che cambiavano famiglia o parrocchia. Questa attenzione al dettaglio era cruciale per garantire la continuità delle generazioni e il riconoscimento delle relazioni familiari nel tempo.

Riferimento autore: Antrosano memoria e storia, a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi.

L’anagrafe del paese era effettuata dal parroco, che censiva la popolazione vicolo per vicolo, oppure per ordine alfabetico, come si fece nel 1838. Nel quarto formulario rinvenuto nell’archivio della nuova casa canonica vi sono riportate le istruzioni a cui debbono attenersi tutti i parroci. Queste istruzioni erano circolari che il Vescovo di Pescina girava alle foranie e da queste ai reverendi che avevano in cura le anime. Dalla lettura delle istruzioni e dai nomi riportati e censiti si nota subito che molti cognomi, con il tempo, sono scomparsi dal paese, mentre successivamente ne sono subentrati altri. Questo fenomeno è attribuibile alle frequenti epidemie, come il colera, il vaiolo, la malaria e la tubercolosi, che si diffuse in tutto il territorio, oltre ai ripetuti terremoti e guerre. Tra le famiglie straniere vi era la famiglia Nardi di Solmona.

La coppia stabilitasi ad Antrosano ebbe due figli: Arcangelo e Filomena, quest’ultima morì all’età di otto anni nel 1829. Filomena era nata ad Arpino nella Ciociaria, Terra del Lavoro. Per comodità dei lettori, si riportano qui di seguito il formulario e l’elenco delle famiglie.

Formolario: per la formazione del quarto libro dello Stato delle anime che il parroco conserverà dentro lo stesso libro.

Avvertimento: in due maniere il parroco può scrivere lo Stato delle Anime della propria parrocchia: o principiando da un punto della parrocchia vicolo per vicolo finché sia terminato; oppure descrivendo per ordine alfabetico il cognome di ciascuna famiglia col suo numero d’ordine. In questo secondo caso deve lasciare uno spazio competente da una famiglia all’altra, onde poter vi scrivere le variazioni che possono avvenire. Negli eventuali spazi da lasciare in bianco, si raccomanda di formare l’elenco per ordine alfabetico, anche lasciando pagine intere bianche da una lettera all’altra.

In qualunque modo si formi, in mezzo della pagina deve essere posto il cognome della famiglia in lettere maiuscole. Si annoteranno tutti gli individui appartenenti alla famiglia, specificando di chi siano figli, la loro età o il giorno della nascita. Si dovrà sempre iniziare dalla persona dalla quale discendono gli altri della famiglia. Successivamente, si elencheranno gli altri individui. Se all’interno della famiglia vi sono persone di altro luogo o parrocchia, si esprimerà il nome da cui discendono.

La moglie, per quanto possibile, non deve essere disunita dal marito nel registro; per garantire che in ciascuna famiglia compaiano le persone coniugate, si deve fare una legatura tra il cognome del marito e della moglie. Se vi sono vedovi o vedove, dopo aver detto di chi siano figli o figlie, si annoterà di chi siano vedovi o vedove. Se un vedovo o una vedova contraggono nuove nozze, dopo aver annotato i figli del matrimonio vigente, si registreranno i figli avuti da precedenti unioni.

Gli individui che sono cresimati avranno nel margine il segno Cr scritto in latino, Chr. Quelli poi che hanno ricevuto la comunione avranno nello stesso margine il segno C. Gli individui defunti saranno contrassegnati con il segno +. Coloro che passeranno in un’altra famiglia si segneranno con una linea sottostante. Per indicare in quale famiglia siano passati, si annoterà tra parentesi il numero della famiglia di provenienza. Se un individuo si trasferisce in un’altra località o parrocchia, si può notare anch’esso.

Per gli antenati di coloro che, per matrimonio, sono passati ad altre famiglie, si dovrà mettere tra parentesi il numero della famiglia da cui discendono. Se uno dei figli segnati nella famiglia in primo luogo si sposa, si cancella dove si trova e si segna sotto il nuovo cognome e il nome della moglie.

Le persone che servono in qualche famiglia e sono di altro luogo o parrocchia possono essere segnate in due luoghi: o nella famiglia in cui prestano servizio, dopo tutti gli individui della famiglia stessa, oppure alla fine dello Stato delle Anime di ogni anno, dove si possono indicare come segue: Esteri che nell’anno 1838 stanno a servire in questa terra. Questo Stato delle Anime, se non si forma ogni anno, non deve passare molto tempo senza rinnovarlo. Si raccomanda vivamente al parroco di farlo con la massima esattezza possibile, poiché sarà di grande giovamento sia per lui che per i suoi successori, per formare gli alberi genealogici che possono servire agli sposi. Continuando anche da parte di altri parroci successori a formularlo con esattezza, non sarà necessario informarsi presso le persone anziane del paese se gli sposi siano parenti o meno.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi.

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L’anagrafe del paese era effettuata dal parroco, che censiva la popolazione vicolo per vicolo, oppure per ordine alfabetico, come si fece nel 1838. Nel quarto formulario rinvenuto nell’archivio della nuova casa canonica vi sono riportate le istruzioni a cui debbono attenersi tutti i parroci. Queste istruzioni erano circolari che il Vescovo di Pescina girava alle foranie e da queste ai reverendi che avevano in cura le anime. Dalla lettura delle istruzioni e dai nomi riportati e censiti si nota subito che molti cognomi, con il tempo, sono scomparsi dal paese, mentre successivamente ne sono subentrati altri. Questo fenomeno è attribuibile alle frequenti epidemie, come il colera, il vaiolo, la malaria e la tubercolosi, che si diffuse in tutto il territorio, oltre ai ripetuti terremoti e guerre. Tra le famiglie straniere vi era la famiglia Nardi di Solmona.

La coppia stabilitasi ad Antrosano ebbe due figli: Arcangelo e Filomena, quest’ultima morì all’età di otto anni nel 1829. Filomena era nata ad Arpino nella Ciociaria, Terra del Lavoro. Per comodità dei lettori, si riportano qui di seguito il formulario e l’elenco delle famiglie.

Formolario: per la formazione del quarto libro dello Stato delle anime che il parroco conserverà dentro lo stesso libro.

Avvertimento: in due maniere il parroco può scrivere lo Stato delle Anime della propria parrocchia: o principiando da un punto della parrocchia vicolo per vicolo finché sia terminato; oppure descrivendo per ordine alfabetico il cognome di ciascuna famiglia col suo numero d’ordine. In questo secondo caso deve lasciare uno spazio competente da una famiglia all’altra, onde poter vi scrivere le variazioni che possono avvenire. Negli eventuali spazi da lasciare in bianco, si raccomanda di formare l’elenco per ordine alfabetico, anche lasciando pagine intere bianche da una lettera all’altra.

In qualunque modo si formi, in mezzo della pagina deve essere posto il cognome della famiglia in lettere maiuscole. Si annoteranno tutti gli individui appartenenti alla famiglia, specificando di chi siano figli, la loro età o il giorno della nascita. Si dovrà sempre iniziare dalla persona dalla quale discendono gli altri della famiglia. Successivamente, si elencheranno gli altri individui. Se all’interno della famiglia vi sono persone di altro luogo o parrocchia, si esprimerà il nome da cui discendono.

La moglie, per quanto possibile, non deve essere disunita dal marito nel registro; per garantire che in ciascuna famiglia compaiano le persone coniugate, si deve fare una legatura tra il cognome del marito e della moglie. Se vi sono vedovi o vedove, dopo aver detto di chi siano figli o figlie, si annoterà di chi siano vedovi o vedove. Se un vedovo o una vedova contraggono nuove nozze, dopo aver annotato i figli del matrimonio vigente, si registreranno i figli avuti da precedenti unioni.

Gli individui che sono cresimati avranno nel margine il segno Cr scritto in latino, Chr. Quelli poi che hanno ricevuto la comunione avranno nello stesso margine il segno C. Gli individui defunti saranno contrassegnati con il segno +. Coloro che passeranno in un’altra famiglia si segneranno con una linea sottostante. Per indicare in quale famiglia siano passati, si annoterà tra parentesi il numero della famiglia di provenienza. Se un individuo si trasferisce in un’altra località o parrocchia, si può notare anch’esso.

Per gli antenati di coloro che, per matrimonio, sono passati ad altre famiglie, si dovrà mettere tra parentesi il numero della famiglia da cui discendono. Se uno dei figli segnati nella famiglia in primo luogo si sposa, si cancella dove si trova e si segna sotto il nuovo cognome e il nome della moglie.

Le persone che servono in qualche famiglia e sono di altro luogo o parrocchia possono essere segnate in due luoghi: o nella famiglia in cui prestano servizio, dopo tutti gli individui della famiglia stessa, oppure alla fine dello Stato delle Anime di ogni anno, dove si possono indicare come segue: Esteri che nell’anno 1838 stanno a servire in questa terra. Questo Stato delle Anime, se non si forma ogni anno, non deve passare molto tempo senza rinnovarlo. Si raccomanda vivamente al parroco di farlo con la massima esattezza possibile, poiché sarà di grande giovamento sia per lui che per i suoi successori, per formare gli alberi genealogici che possono servire agli sposi. Continuando anche da parte di altri parroci successori a formularlo con esattezza, non sarà necessario informarsi presso le persone anziane del paese se gli sposi siano parenti o meno.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi.

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