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Storia Di Antrosano… Le Lapidi

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Antrosano rivela i suoi segreti: le antiche lapidi svelano legami storici e sociali fondamentali per la Marsica e il suo passato romano.

La storia di Antrosano è segnata da importanti reperti epigrafici rinvenuti nella regione, le cui sette lapidi offrono spunti per la comprensione del territorio. Sebbene alcuni studiosi considerino fondamentale la loro analisi, riteniamo che rappresentino un’importante testimonianza dell’evoluzione sociale ed economica della Marsica e dell’interland albense, a cui il paese appartiene.

Tra le iscrizioni, un rilievo particolare va a quella menzionata nel CIL da Theodor Mommsen, la quale documenta schiavi che offrono una base votiva alla dea Mens Bona. Questo culto, introdotto a Roma nel III sec. a.C., evidenzia l’influenza di una famiglia importante, la gente Pace, sulla storia locale di Antrosano e dintorni.

Le lapidi rinvenute includono riferimenti a personaggi della regione, come Gaio Tituleio, comandante di cavalleria, e membri della famiglia Allidia, rivedendo così gli scambi sociali e le relazioni familiari nel contesto romano. L’importanza della figura di Amaredio, attivo nella vita politica della Marsica, è documentata da un’iscrizione datata al 168 d.C., che evidenzia il suo ruolo di quattuorvir, carica di rilevanza comunitaria.

Il valore di queste testimonianze, purtroppo, è minacciato dal degrado e dall’inevitabile usura, a causa della loro esposizione alle intemperie. È fondamentale proteggere questi beni storici, che non solo raccontano la storia di Antrosano, ma rappresentano anche un legame inscindibile tra passato e presente. La comunità è dunque chiamata a preservare e valorizzare questa eredità culturale, salvaguardando le tracce della memoria marsicana.

Riferimento autore: Antrosano memoria e storia, Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi.

Taluni autori ritengono fondamentale, ai fini della ricostruzione della storia di Antrosano, la lettura, l’interpretazione e il confronto tra le sette lapidi che vi sono state rinvenute in epoca passata. Secondo costoro si tratta di un indispensabile punto di partenza dal quale, attraverso un percorso che abbraccia un lasso di tempo di circa venti secoli, e anche con l’ausilio di celebrati (ma non sempre molto attendibili) autori di ricerche di storia locale, pian piano si può giungere al paese moderno.

Noi riteniamo utile, ma non indispensabile, la lettura di dette lapidi che, sicuramente provenienti da Albe, non offrono spunti utili per la ricostruzione della storia di Antrosano, ma stanno a testimoniare la nascita, l’evolversi e l’intreccio di situazioni, personaggi e condizioni dell’interland albense al quale appartiene il nostro paese.

Ne parleremo seguendo ciò che, a nostro parere, rappresenta un ordine di importanza, ringraziando sin d’ora per la preziosa collaborazione il dott. Enrico Veri, appassionato e capace epigrafista, che ci ha facilitato l’arduo compito di completare e tradurre le iscrizioni che qui di seguito sono ricordate.

La N° 3910 del CIL di Theodor Mommsen riporta: “Albae in sacello S.Leonardi in Aasi altaris iam in Antrosciani in ecclesia gentis Pace” – nel tempietto di San Leonardo in Albe sulla base dell’altare già in Antrosano nella chiesa della gente Pace. La lapide è dedicata a Nicomaco e gli altri schiavi di Lucio, Atiedio e Tettieno. Si fa menzione della chiesa della gente Pace, una famiglia influente nella storia antrosanense.

La stessa iscrizione viene riportata anche da Febonio e Corsignani, con qualche differenza di trascrizione. La lapide, attribuita a Nicomaco, Paapia, Doroteo e Menti Bonae, offre un dono votivo a una divinità che ha avuto un culto significativo, specialmente tra schiavi e liberti.

La N° 3913 del CIL di Mommsen menziona lapide rinvenuta dalla chiesa di San Angelo presso Alba. Essa ricorda M. Agrippa come tribuno con potestà di una coorte, una figura di riferimento della zona.

Di seguito, la N° 3926 del CIL informa su una lapide collocata ad Antrosciano, che celebra Caio Tituleio. La traduzione del testo evidenzia l’importanza di questo personaggio come comandante di cavalleria.

La N° 3927 del CIL nel descrivere due esemplari di iscrizioni, una a Albe e una a Massa, somministra significanti informazioni relative a Caio Tituleio, evidenziando la collocazione delle lapidi e la loro importanza storica.

La N° 3928 descrive una lapide anch’essa a San Angelo. Essa celebra Gneo Tituleio, un cavaliere, estratto dalle antiche e nobili famiglie quale garanzia di prestigio nella comunità.

La N° 3932 rende noto un monumento dedicato ai membri della famiglia Allidio. La traduzione esprime la ricchezza della statutura sociale dell’epoca, analizzando la sua conservazione nel tempo e il suo significato.

Infine, la N° 3950, considerata la più importante, fa riferimento all’anxantino, un popolo tra la storia e la leggenda. Vi sono state diverse trascrizioni e interpretazioni, creando un dialogo tra i reperti epigrafici e le fonti storiche sul popolo Anxantino, rivelando così l’importanza storica di questo luogo.

Riferimento autore: Antrosano memoria e storia (Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi).

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Taluni autori ritengono fondamentale, ai fini della ricostruzione della storia di Antrosano, la lettura, l’interpretazione e il confronto tra le sette lapidi che vi sono state rinvenute in epoca passata. Secondo costoro si tratta di un indispensabile punto di partenza dal quale, attraverso un percorso che abbraccia un lasso di tempo di circa venti secoli, e anche con l’ausilio di celebrati (ma non sempre molto attendibili) autori di ricerche di storia locale, pian piano si può giungere al paese moderno.

Noi riteniamo utile, ma non indispensabile, la lettura di dette lapidi che, sicuramente provenienti da Albe, non offrono spunti utili per la ricostruzione della storia di Antrosano, ma stanno a testimoniare la nascita, l’evolversi e l’intreccio di situazioni, personaggi e condizioni dell’interland albense al quale appartiene il nostro paese.

Ne parleremo seguendo ciò che, a nostro parere, rappresenta un ordine di importanza, ringraziando sin d’ora per la preziosa collaborazione il dott. Enrico Veri, appassionato e capace epigrafista, che ci ha facilitato l’arduo compito di completare e tradurre le iscrizioni che qui di seguito sono ricordate.

La N° 3910 del CIL di Theodor Mommsen riporta: “Albae in sacello S.Leonardi in Aasi altaris iam in Antrosciani in ecclesia gentis Pace” – nel tempietto di San Leonardo in Albe sulla base dell’altare già in Antrosano nella chiesa della gente Pace. La lapide è dedicata a Nicomaco e gli altri schiavi di Lucio, Atiedio e Tettieno. Si fa menzione della chiesa della gente Pace, una famiglia influente nella storia antrosanense.

La stessa iscrizione viene riportata anche da Febonio e Corsignani, con qualche differenza di trascrizione. La lapide, attribuita a Nicomaco, Paapia, Doroteo e Menti Bonae, offre un dono votivo a una divinità che ha avuto un culto significativo, specialmente tra schiavi e liberti.

La N° 3913 del CIL di Mommsen menziona lapide rinvenuta dalla chiesa di San Angelo presso Alba. Essa ricorda M. Agrippa come tribuno con potestà di una coorte, una figura di riferimento della zona.

Di seguito, la N° 3926 del CIL informa su una lapide collocata ad Antrosciano, che celebra Caio Tituleio. La traduzione del testo evidenzia l’importanza di questo personaggio come comandante di cavalleria.

La N° 3927 del CIL nel descrivere due esemplari di iscrizioni, una a Albe e una a Massa, somministra significanti informazioni relative a Caio Tituleio, evidenziando la collocazione delle lapidi e la loro importanza storica.

La N° 3928 descrive una lapide anch’essa a San Angelo. Essa celebra Gneo Tituleio, un cavaliere, estratto dalle antiche e nobili famiglie quale garanzia di prestigio nella comunità.

La N° 3932 rende noto un monumento dedicato ai membri della famiglia Allidio. La traduzione esprime la ricchezza della statutura sociale dell’epoca, analizzando la sua conservazione nel tempo e il suo significato.

Infine, la N° 3950, considerata la più importante, fa riferimento all’anxantino, un popolo tra la storia e la leggenda. Vi sono state diverse trascrizioni e interpretazioni, creando un dialogo tra i reperti epigrafici e le fonti storiche sul popolo Anxantino, rivelando così l’importanza storica di questo luogo.

Riferimento autore: Antrosano memoria e storia (Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi).

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