Una lettera scritta oltre un secolo fa, il 3 febbraio 1923, da Detroit, nel Michigan, restituisce uno spaccato della vita degli italiani emigrati negli Stati Uniti e del legame che continuavano a mantenere con la propria terra d’origine.
A scrivere è Maria Domenica Di Santo originaria di OPi, che si rivolge al fratello rimasto in Italia per affrontare alcune questioni familiari legate alla gestione e alla possibile vendita di proprietà. Tra dubbi, difficoltà nel seguire gli affari a distanza e riferimenti a terreni da dividere, emerge anche la dimensione più intima della corrispondenza: la fiducia nei familiari, la lontananza e il desiderio di ricevere notizie dei propri cari.
La lettera, che pubblichiamo di seguito rispettandone il linguaggio originale, rappresenta una piccola testimonianza di memoria familiare e della storia dell’emigrazione italiana del primo Novecento.
DETROIT MICHIGAN 3 FEBBRAIO 1923
CARISSIMO FRATELLO
Dunque Caro Fratello riguardo a quello che tu mi dici della mia proprietà io per adesso non posso dare alcun parere perché adesso come io come pure mio marito non abbiamo nessuno che possiamo farci una procura generale fidandolo dei nostri affari, per adesso tienila tu a godimento ci paghi tutte le spese che ci vogliono e tu ti godi il frutto le tiene in buone condizioni finché troverò qualcuno che potrà fare la nostra vece allora vedremo come possiamo fare vedrò per primavera se qualche d’uno della mia Famiglia avrà forza di poter venire in Italia e forse di poter accomodare le faccende.
Sai benissimo che noi in Italia non abbiamo nessuno di darci e farci una procura e per vendere cosi non ci conviene perche non so come stanno le cose; perche non mi anno fatto sapere il preciso degli affari.
Adesso mi avrai bene capito di questo che io ti dico poche parole e buon intenditore e a tua voltami farai sapere il tuo parere di quello che ti pare a riguardo.
Poi tua sorella sta ancora confusa che non sa se ce incluso la macchia San Cristofaro che ce la ditta Milanese perche noi tutto supponiamo e però non sappiamo se ce anche quella nella spartenza; poi se per caso la dobbiamo da vendere sei primo tu che non un altro.
Non altro o che descriverti ti invio i miei più cari affettuosi saluti auguri da me e mio marito e come pure miei figli tanto a te e tua Famiglia e sono tua affezionatissima sorella
Maria Domenica Di Santo
Mi farete sapere se Francesca sta bene cio scritto due lettere non ho avuto risposta non so come auguro buone feste




