Notifica
Notifica

Il Santuario Di Pietraquaria. La Leggenda Del Pastorello Sordomuto

Aggiungi qui il testo del titolo

Dalla visione miracolosa su Salviano alla rinascita di Pietraquaria: scopri la leggenda che continua a unire Avezzano nella fede e nell’arte.

La ricostruzione della chiesa di Pietraquaria trae origine da una leggenda suggestiva. Un pastorello di Avezzano, muto e sordo, stava sorvegliando il suo gregge sul Salviano quando, mentre contemplava le acque del Fùcino, gli apparve una bella Signora vestita di bianco. Questa figura divina lo confortò, comunicandogli dolci parole che egli riuscì a comprendere miracolosamente.

Il pastore corse a riferire al Parroco di Avezzano, esortando a non temporeggiare nel recuperare la sacra immagine lasciata tra le rovine della chiesetta crollata, così come suggerito dalla Signora. La comunità, commossa, si unì in un fervore di devoto amore, risollevando la chiesa e restituendo dignità al culto della sacra effigie, che continua a essere venerata.

Tuttavia, nel 1614, la chiesa necessitò di una nuova ricostruzione, come riportato dal feboniano Febonio, che visse in quell’epoca. Successivamente, nel 1779, la chiesa venne ulteriormente restaurata e abbellita grazie alle generose donazioni degli abitanti di Avezzano. In una fase successiva, furono aggiunti due altari laterali, uno dedicato a San Gaetano e l’altro a Sant’Agostino, con immagini magnificamente dipinte dal pittore Carnevali di Roma.

Riferimento autore: Giovanni Pagani.

La ricostruzione della chiesa avvenne in seguito a vicende, da cui emana un delicato profumo di leggenda. Un pastorello di Avezzano, muto e sordo, un giorno era a guardia del suo gregge, che pascolava sul Salviano. Mentre non potendosi deliziare del canto che la natura intonava attorno a lui, contemplava le acque del Fùcino in connubio col sereno del cielo, gli apparve una bella Signora vestita di bianco. Questa figura divina diede conforto alla sua umana miseria, dicendogli in dolce favella cose che egli prodigiosamente udì.

Di corsa il piccolo pastore raggiunse Avezzano e, al Parroco, schiudendo le labbra, mute fino a quel momento, riferì quanto aveva visto e sentito. Raccomandò di non indugiare ancora, secondo le parole della bella Signora, a riporre degnamente sull’altare la sacra immagine, lasciata tra le rovine della chiesetta crollata. Il Parroco e il popolo, in un giubilo di devoto amore, elevarono laudi a Nostra Signora di Pietraquaria per il miracolo. Accorsero così sul monte e, riedificata la chiesa, fu restituito il degno culto all’effigie, che tuttora si venera.

Tuttavia, la piccola chiesa nel 1614, come afferma il Febonio che visse in quell’epoca, risultò nuovamente mal ridotta e fu ricostruita dalle fondamenta ed ampliata. Nell’anno 1779, fu ancora restaurata ed abbellita. In entrambe le circostanze, i lavori furono conseguiti con le larghe elemosine degli Avezzanesi.

In un’epoca non precisata, vennero costruiti ai lati dell’unica navata due altari, dedicati l’uno a Sant’Agostino e l’altro a San Gaetano. Le immagini di questi santi, tuttora esistenti, furono egregiamente dipinte dal pittore Carnevali di Roma.

Riferimento autore: Pietrquaria e il suo Santuario dalle origini ai nostri giorni (Testi a cura di Giovanni Pagani).

Aggiungi qui il testo del titolo

Ospitalità e servizi

La ricostruzione della chiesa avvenne in seguito a vicende, da cui emana un delicato profumo di leggenda. Un pastorello di Avezzano, muto e sordo, un giorno era a guardia del suo gregge, che pascolava sul Salviano. Mentre non potendosi deliziare del canto che la natura intonava attorno a lui, contemplava le acque del Fùcino in connubio col sereno del cielo, gli apparve una bella Signora vestita di bianco. Questa figura divina diede conforto alla sua umana miseria, dicendogli in dolce favella cose che egli prodigiosamente udì.

Di corsa il piccolo pastore raggiunse Avezzano e, al Parroco, schiudendo le labbra, mute fino a quel momento, riferì quanto aveva visto e sentito. Raccomandò di non indugiare ancora, secondo le parole della bella Signora, a riporre degnamente sull’altare la sacra immagine, lasciata tra le rovine della chiesetta crollata. Il Parroco e il popolo, in un giubilo di devoto amore, elevarono laudi a Nostra Signora di Pietraquaria per il miracolo. Accorsero così sul monte e, riedificata la chiesa, fu restituito il degno culto all’effigie, che tuttora si venera.

Tuttavia, la piccola chiesa nel 1614, come afferma il Febonio che visse in quell’epoca, risultò nuovamente mal ridotta e fu ricostruita dalle fondamenta ed ampliata. Nell’anno 1779, fu ancora restaurata ed abbellita. In entrambe le circostanze, i lavori furono conseguiti con le larghe elemosine degli Avezzanesi.

In un’epoca non precisata, vennero costruiti ai lati dell’unica navata due altari, dedicati l’uno a Sant’Agostino e l’altro a San Gaetano. Le immagini di questi santi, tuttora esistenti, furono egregiamente dipinte dal pittore Carnevali di Roma.

Riferimento autore: Pietrquaria e il suo Santuario dalle origini ai nostri giorni (Testi a cura di Giovanni Pagani).

Resta connesso con Terre Marsicane

TERRE MARSICANE MEWS

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Avezzano (AQ) n.9 del 12 novembre 2008 – Editore web solutions Alter Ego S.r.l.s. – Direttore responsabile Luigi Todisco.

copyright: TERREMARSICANE Servizi e Comunicazione S.r.l.s.

Informazioni e contatto

Invia suggerimenti o materiale integrativo

Utilizza il form sottostante per segnalare delle modifiche o inesattezze e inviare del materiale utile all'ottimizzazione dei contenuti