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Storia Di Cese… Breve Sunto Storico

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Nato dalle ceneri di un’abbazia sui resti di un tempio pagano, Cese rivela le sue radici storiche immerso nelle leggende della Marsica.

Cese è sorto dall’esigenza di pastori e contadini che, dopo diverse vicissitudini, abbandonarono le loro capanne e si riunirono in un unico agglomerato. Questo insediamento si è sviluppato attorno all’abbazia creata dai benedettini, la quale fu costruita ristrutturando un tempio pagano dopo che i monaci lasciarono il loro monastero su Monte Cimarani. La necessità di difendersi dalle scorrerie di briganti e predatori ha fatto sì che il primo nucleo abitato, noto come “Mandre”, nascesse nelle vicinanze di questo nuovo monastero, dimora di pastori e bestiame.

Le costruzioni sorte attorno al tempio, collocato grosso modo nell’area dove oggi sorge la chiesa, contribuirono alla fondazione di Cese. Si ipotizza che il nome derivi dal latino “caedere”, che significa “tagliare”, in riferimento a un’ordinanza dell’imperatore Claudio (41-54 d.C.), il quale necessitava di legname per le opere di prosciugamento del Fùcino. Questo legame con la storia antica accresce il fascino del paese, che conserva nella memoria degli anziani parte delle sue origini.

Le pagine più antiche della storia di Cese continuano a vivere nei racconti, suggerendo una tradizione orale che si intreccia con documenti storici meno noti, ma altrettanto significativi. Esplorando questi aspetti, si possono scoprire dettagli che arricchiscono la comprensione dell’identità culturale di questo paese situato nella storica Marsica, un territorio intriso di storie e leggende.

Riferimento autore: Osvaldo Cipollone.

Cese, come paese, sembra sia nato dall’esigenza di alcuni pastori e contadini che, dopo vicissitudini di varia natura, abbiano abbandonato capanne, baracche e casolari disseminati nei Piani Palentini per aggregarsi in un unico agglomerato abitativo. Esso, nel tempo, si è consolidato intorno all’abbazia che i benedettini avevano edificato ristrutturando un tempio pagano, dopo aver lasciato il monastero che occupavano su Monte Cimarani.

Questi fattori, oltre all’esigenza di difendersi dalle scorrerie di briganti e predatori che imperversavano nella zona, hanno fatto sì che il primo nucleo abitato fosse quello comunemente chiamato “Mandre”, la dimora di pastori e di bestiame, nei cui pressi i benedettini avevano eretto il nuovo monastero.

Le ed altre costruzioni edificate intorno al tempio, situato pressappoco dove è ora la chiesa, hanno dato vita a Cese. Come più volte dichiarato, sembra che il proprio nome derivi dal taglio di piante, dal latino caedere (taqliare), ordinato dall’imperatore Claudio (41-54 d.C.), al quale occorreva legname per l’opera di prosciugamento del Fùcino.

Il resto sembra storia dei nostri giorni, perché anche le pagine più vecchie sono ancora impresse nella mente degli anziani. Ne abbiamo già sfogliate altre e possiamo scoprire quelle meno conosciute osservando alcuni documenti riportati di seguito.

Riferimento autore: Osvaldo Cipollone.

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Cese, come paese, sembra sia nato dall’esigenza di alcuni pastori e contadini che, dopo vicissitudini di varia natura, abbiano abbandonato capanne, baracche e casolari disseminati nei Piani Palentini per aggregarsi in un unico agglomerato abitativo. Esso, nel tempo, si è consolidato intorno all’abbazia che i benedettini avevano edificato ristrutturando un tempio pagano, dopo aver lasciato il monastero che occupavano su Monte Cimarani.

Questi fattori, oltre all’esigenza di difendersi dalle scorrerie di briganti e predatori che imperversavano nella zona, hanno fatto sì che il primo nucleo abitato fosse quello comunemente chiamato “Mandre”, la dimora di pastori e di bestiame, nei cui pressi i benedettini avevano eretto il nuovo monastero.

Le ed altre costruzioni edificate intorno al tempio, situato pressappoco dove è ora la chiesa, hanno dato vita a Cese. Come più volte dichiarato, sembra che il proprio nome derivi dal taglio di piante, dal latino caedere (taqliare), ordinato dall’imperatore Claudio (41-54 d.C.), al quale occorreva legname per l’opera di prosciugamento del Fùcino.

Il resto sembra storia dei nostri giorni, perché anche le pagine più vecchie sono ancora impresse nella mente degli anziani. Ne abbiamo già sfogliate altre e possiamo scoprire quelle meno conosciute osservando alcuni documenti riportati di seguito.

Riferimento autore: Osvaldo Cipollone.

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