Nel corso degli anni 1800, il territorio della Marsica era afflitto da briganti, malfattori e usurpatori. Il Vescovo dei Marsi, Vincenzo Francesco Layezza, che aveva sede a Pescina, fu nominato il nove febbraio 1777 e si trovò a operare in un contesto ecclesiastico molto arretrato, con un clero resistente a qualsiasi innovazione illuministica. Spesso, i preti si macchiavano di reati e soprusi, creando un clima di violenza e ricatto nella comunità.
Un episodio significativo avvenne il sei settembre 1778 al passo di Forca Caruso, in località Femmina Morta. Due cittadini di Antrosano, Giannicola D’Andrea e Nicola Ruscitti, si stavano recando a Pescara per caricare il Regio Sale. Assaliti dal chierico Gassiano Pozzi e da alcuni giovani di Magliano dei Marsi, furono brutalmente pestati, poiché Pozzi non potendo rubare i loro animali, ordinò di colpirli. Dopo l’incidente, i due si presentarono al Governatore, Don Francesco Ferrante, per denunciare quanto accaduto.
La lettera del Governatore informava il Vescovo Layezza che Pozzi si era reso colpevole di vari crimini, inclusi atti di violenza e minacce. Nonostante il Vescovo avesse richiamato più volte il chierico fino a comminargli la censura, Pozzi continuò a delinquere, rubando animali a Magliano dei Marsi e vendendoli a Scurcola Marsicana. Layezza sperava che il Governatore prendesse provvedimenti, sottolineando che Pozzi non godeva più dell’immunità ecclesiastica.
Successivamente, il Magistrato di Magliano dei Marsi arrestò Gassiano Pozzi, ma egli fu rapidamente liberato grazie all’intervento di un parente. Nonostante D’Andrea e Ruscitti ottenessero giustizia con l’arresto del chierico, non furono risarciti per i danni subiti e per le perdite economiche legate al trasporto del sale, un’attività che comportava enormi sacrifici e insidie lungo la Tiburtina Valeria.
Riferimento autore: Antrosano memoria e storia (Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi).


