Nel corso del XV secolo, la Marsica fu teatro delle lunghe lotte tra gli Orsini e i Colonna per il dominio sul ducato dei Marsi. Paterno e i paesi del Fùcino subirono gravi conseguenze da queste contese, che si protrassero per oltre un secolo. Dopo la vittoria su Corradino, Carlo d’Angiò vendette la contea di Cèlano a Ramundo d’Artus, segnando un punto cruciale nella storia locale. Durante il regno di Giovanna II (1414-1435), la contea di Cèlano si ampliò, includendo anche Paterno, come attestato da un diploma del 15 gennaio 1417.
In questo periodo, i Colonna guadagnarono importanza grazie ai legami tra Giovanna II e il papa Martino V Colonna, che nominò suoi familiari conti, incluso Giordano come conte di Cèlano. Le ostilità tra le due famiglie ripresero con vigore, culminando con la guerra dinastica dopo la morte della regina. La “famosa e forte rocca di Paterno”, come la descrive Corsignani, divenne un’importante fortificazione strategica. Costruita dai Romani, era già caduta e risorta durante le invasioni barbariche e, nel XV secolo, era ritenuta vitale dai re di Napoli, con molte milizie stanziate nella regione.
Il re Alfonso, amato dalla popolazione, si preoccupò della pace e del benessere dei sudditi, migliorando le infrastrutture locali, come l’emissario di Claudio e i tratturi per la transumanza. Tuttavia, la stabilità fu nuovamente minacciata da Giovanni d’Angiò e dal condottiero Jacopo Piccinino, che occuparono in gran parte la Marsica, incluso Paterno. Solo con l’arrivo di Federico da Montefeltro, duca di Urbino, si riacquistò il controllo su Paterno, che tornò sotto i manoscritti regali.
Nel 1462, grazie alla vittoria di Roberto Orsini a Troia di Puglia, le forze reali del re Ferdinando domarono definitivamente la resistenza angioina. Il contado di Cèlano subì ulteriori trasformazioni, con Antonio Piccolomini che ne assunse il controllo. Tuttavia, l’aspirazione dei Colonna a riavere i loro feudi non si placò. Nel 1485, durante la seconda ribellione dei baroni, Virginio Orsini si schierò con Ferdinando, mentre i Colonna unirono le forze con i rivoltosi. Questa nuova fase di conflitti portò a battaglie decisive, fino all’accordo di pace in cui i feudi furono riconfermati.
Alla fine, i pochi anni di tranquillità che seguirono permisero a Virginio Orsini di rinforzare le fortificazioni del suo contado. Paterno, con i suoi castelli e le sue terre, continuava a essere un simbolo della resilienza della Marsica, testimoniando secoli di storia e conflitti che avrebbero plasmato il suo futuro.
Riferimento autore: Mario di Berardino.


