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Cese… Chiesa Di San Rocco

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Rinascita e tradizione si fondono nella chiesa di San Rocco, dove comunità e volontariato ridisegnano il cuore antico di un borgo resiliente.

La chiesa di San Rocco, originariamente inaugurata il 10 dicembre 1854, si trovava in fondo all’omonima via, isolata dal resto delle abitazioni. Dopo essere stata distrutta dal terremoto del 1915, rimase a lungo in stato di abbandono, utilizzata come riparo dai pastori. Solo un decennio fa, un gruppo di volontari avviò i lavori di ricostruzione, completandoli in tempi brevi. Oggi, la chiesa è spostata rispetto alla sua posizione originaria; le mura sono in cemento e il tetto, sostenuto da pannelli di cemento armato, presenta una tipica pendenza alpina, conferendole un aspetto caratteristico. Le pareti ospitano vetrate strette e alte, che, insieme a quelle dell’ingresso, garantiscono una buona illuminazione naturale.

Ogni anno, il 16 agosto, San Rocco viene portato in processione dalla chiesa principale, dove si celebra la messa alla presenza di una folta partecipazione di fedeli. Recentemente, dopo il rito liturgico, il comitato dei festeggiamenti offre una merenda a tutti i presenti, che successivamente discendono in paese, spesso accolti da ulteriori festeggiamenti da parte degli abitanti di Via San Rocco.

Un documento del XIX secolo, riguardante l’inaugurazione della chiesa di San Rocco, riporta: “Oggi li dieci dicembre anno mille ottocento cinquantaquattro, giorno di Domenica, con solenne processione di tutti li confratelli e di tutta la popolazione, previa permissione dell’Em.mo et Rev.mo Episcopo dei Marsi Angelo Sorrentino, è stata benedetto la piccola chiesa di S. Rocco, e terminata la funzione è stata celebrata la Santa Messa Cantato in onore di S. Rocco; stando presente tutto il Nostro Capitolo. Vi è stato un vistoso sparo di mortali e la banda di Avezzano.

Riferimento autore: Orme di un borgo (Testi a cura di Osvaldo Cipollone).

L’originaria chiesa di San Rocco fu ufficialmente inaugurata il 10 dicembre del 1854. All’epoca, si trovava in fondo all’omonima via, al numero civico 32, seppur distaccata dal resto delle abitazioni. Essa venne distrutta dal terremoto del 1915 e rimase a lungo in stato di abbandono, diventando rifugio per i pastori e in balia delle intemperie. Circa una decina di anni fa, un gruppo di volontari avviò i lavori di ricostruzione, portandoli a termine in breve tempo. Attualmente, la sua posizione risulta spostata più a sinistra rispetto all’originaria. Le mura perimetrali sono costituite da blocchi di cemento e il tetto, sorretto da pannelli di cemento armato precompresso, ha una pendenza tipica delle chiese alpine, conferendole una singolare e simpatica caratteristica. Sulle pareti sono state realizzate vetrate alte e strette che, insieme a quelle dell’ingresso, permettono una buona illuminazione naturale.

Ogni anno, il 16 agosto, San Rocco viene prelevato dalla chiesa principale e riportato in processione, dove si celebra la messa, con la partecipazione di un vasto pubblico. Per recente consuetudine, al termine del rito liturgico, il comitato dei festeggiamenti offre una gradita merenda a tutti i presenti. Dopo il momento di convivialità, si ridiscende in paese alla spicciolata e molti ricevono un ulteriore festoso ristoro dagli abitanti di Via San Rocco.

Nel corso del XIX secolo, in un documento che riporta l’inaugurazione della chiesa di San Rocco, si legge: “Oggi li dieci dicembre anno mille ottocento cinquantaquattro, giorno di Domenica, con solenne processione di tutti li confratelli e di tutta la popolazione, previa permissione dell’Em.mo et Rev.mo Episcopo dei Marsi Angelo Sorrentino, è stata benedetta la piccola chiesa di S. Rocco. Terminata la funzione, è stata celebrata la Santa Messa Cantata in onore di S. Rocco; stando presente tutto il Nostro Capitolo.” Vi è stato un vistoso sparo di mortali e la banda di Avezzano ha animato la celebrazione.

Il parroco di quel tempo era Don Stefano Cosimati.

Riferimento autore: Orme di un borgo (Testi a cura di Osvaldo Cipollone).

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Ospitalità e servizi

L’originaria chiesa di San Rocco fu ufficialmente inaugurata il 10 dicembre del 1854. All’epoca, si trovava in fondo all’omonima via, al numero civico 32, seppur distaccata dal resto delle abitazioni. Essa venne distrutta dal terremoto del 1915 e rimase a lungo in stato di abbandono, diventando rifugio per i pastori e in balia delle intemperie. Circa una decina di anni fa, un gruppo di volontari avviò i lavori di ricostruzione, portandoli a termine in breve tempo. Attualmente, la sua posizione risulta spostata più a sinistra rispetto all’originaria. Le mura perimetrali sono costituite da blocchi di cemento e il tetto, sorretto da pannelli di cemento armato precompresso, ha una pendenza tipica delle chiese alpine, conferendole una singolare e simpatica caratteristica. Sulle pareti sono state realizzate vetrate alte e strette che, insieme a quelle dell’ingresso, permettono una buona illuminazione naturale.

Ogni anno, il 16 agosto, San Rocco viene prelevato dalla chiesa principale e riportato in processione, dove si celebra la messa, con la partecipazione di un vasto pubblico. Per recente consuetudine, al termine del rito liturgico, il comitato dei festeggiamenti offre una gradita merenda a tutti i presenti. Dopo il momento di convivialità, si ridiscende in paese alla spicciolata e molti ricevono un ulteriore festoso ristoro dagli abitanti di Via San Rocco.

Nel corso del XIX secolo, in un documento che riporta l’inaugurazione della chiesa di San Rocco, si legge: “Oggi li dieci dicembre anno mille ottocento cinquantaquattro, giorno di Domenica, con solenne processione di tutti li confratelli e di tutta la popolazione, previa permissione dell’Em.mo et Rev.mo Episcopo dei Marsi Angelo Sorrentino, è stata benedetta la piccola chiesa di S. Rocco. Terminata la funzione, è stata celebrata la Santa Messa Cantata in onore di S. Rocco; stando presente tutto il Nostro Capitolo.” Vi è stato un vistoso sparo di mortali e la banda di Avezzano ha animato la celebrazione.

Il parroco di quel tempo era Don Stefano Cosimati.

Riferimento autore: Orme di un borgo (Testi a cura di Osvaldo Cipollone).

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