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L’Ostetrica Cura I Prigionieri Di Guerra E Faccetta Nera

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Ida Ruscitti, ostetrica in guerra, tra notti insonni e salvataggi eroici, unisce una comunità sotto le bombe: il cuore resiliente di Antrosano.

Ida Ruscitti, oggi ottantenne e residente a Gioia dei Marsi, durante la Seconda Guerra Mondiale prestava servizio come ostetrica ad Antrosano, il suo paese d’origine. Tra il settembre del 1943 e il giugno del 1944, in condizioni igieniche precarie, assistette molte partorienti e si rese disponibile anche per soccorrere civili e militari, affrontando situazioni delicate e pericolose. Con un permesso speciale, circolava liberamente anche di notte, un privilegio che pochi potevano vantare sotto l’occupazione tedesca.

Durante la sua attività, si dedicò anche alla cura di otto prigionieri indiani fuggiti da un campo di concentramento di Avezzano, che suo padre aveva nascosto in una stalla, e li assistette nella sagrestia della chiesa parrocchiale. Le lettere di gratitudine che ricevette dopo la guerra evidenziano il profondo legame che si instaurò tra lei e quei prigionieri. Un episodio memorabile nella vita della Ruscitti fu la visita di una giovane gravidanza, Maria Carlesimo, conosciuta come “Faccetta Nera”. La donna, elegantemente vestita, attirò l’attenzione anche del maresciallo tedesco, e la Ruscitti ne seguì le sfortunate vicende fino al tragico epilogo.

Maria Carlesimo, accusata ingiustamente di essere una spia, subì una fine brutale il 22 maggio 1945, linciata pubblicamente a Trasacco. Nonostante il dolore e le privazioni vissute durante il conflitto, al termine della guerra, gli alleati anglo-americani riconobbero il coraggio di Ida Ruscitti, ricompensandola con tremila lire e un diploma di benemerenza da parte dell’Ambasciata americana a Roma, sottolineando il suo ruolo di “angelo della notte”.

Figlia d’arte, con la madre già levatrice, Ida Ruscitti porta con sé il ricordo di un’epoca difficile, segnata da fame e sfide, immersa tra i suoni dei bombardamenti che colpirono Avezzano e Massa d’Albe. Con emozione, racconta di quei momenti che trasformarono la sua vita e quella della comunità che assistette con dedizione.

Riferimento autore: Antrosano memoria e storia (Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi).

L’ostetrica Ida Ruscitti, attualmente ottantenne e sposata a Gioia dei Marsi con Graziani, durante l’ultima guerra prestava servizio ad Antrosano, suo paese d’origine. Ha assistito, in casa, molte partorienti in difficili condizioni igieniche. Disponeva di un permesso speciale per soccorrere gli ammalati durante la notte; dopo il coprifuoco, nessuno poteva girare per il paese se non quelli autorizzati dal comando tedesco. Dal mese di settembre del 1943 a giugno del 1944, dopo la ritirata delle truppe occupanti, non solo prestava servizio come ostetrica, ma si prodigava a soccorrere civili e militari, svolgendo funzioni di infermiere, di medico per far fronte ai primi ed immediati interventi. Molte volte, riferisce la Ruscitti, fui chiamata per medicare soldati nazisti feriti.

Di tanto in tanto, di giorno e di notte, una camionetta si recava a prelevarla per urgenti interventi nei paesi vicini. Per fortuna della mia famiglia, prosegue la Ruscitti, i militari non seppero che in una stalla, mio padre aveva nascosto otto prigionieri indiani fuggiti dal campo di concentramento di Avezzano dopo l’armistizio dell’otto settembre 1943. Anche gli indiani furono curati dall’ostetrica nella sagrestia della chiesa parrocchiale, un luogo insospettabile e al riparo da qualsiasi occhio indiscreto. Con alcuni di essi, dopo il ritorno in patria, ha avuto rapporti epistolari. Queste lettere erano piene di affetto per lo scampato pericolo e l’assistenza ricevuta. Gli indiani non hanno mai dimenticato quella giovane e graziosa ostetrica di Antrosano.

Un maresciallo tedesco, forse di nome Hervin, nel marzo del 1944, porto ad Antrosano una bella giovane da visitare in casa dell’ostetrica per verificare le condizioni fisiche della donna al quinto mese di gravidanza. L’ostetrica, nonostante le sue ottanta primavere, ricorda ancora con sorpresa la presenza e l’eleganza della gestante. La Ruscitti rimase di ghiaccio per la bellissima pelliccia che la donna indossava con disinvoltura. Quella donna non la dimenticherò mai, era Maria Carlesimo, soprannominata Faccetta Nera per il colorito olivastro, somigliava molto alle donne nord-africane. La rivelazione gliela fece il maresciallo tedesco, innamorato follemente della giovane.

La Ruscitti ha seguito, poi, tutte le vicende a cui andò incontro la povera donna. Fu ritenuta a torto una spia dei tedeschi. Tornata a Trasacco, fu linciata in pubblica piazza, appesa ad un olmo con la testa in giù e colpita a morte con bastoni e coltelli il 22 maggio 1945.

Terminata la guerra e giunti i liberatori, gli alleati anglo-americani, l’ostetrica Ida Ruscitti fu ricompensata con tremila lire per i sacrifici e i pericoli sopportati per salvare la vita alle donne e agli ex prigionieri indiani. Oltre al compenso in denaro, l’Ambasciata americana a Roma le fece recapitare un diploma di benemerenza all’angelo della notte. La Ruscitti è figlia d’arte; la madre già praticava il mestiere di levatrice.

Con le lacrime agli occhi e con la voce rotta dalla commozione, l’ostetrica Ida Ruscitti va con il pensiero a quei lontani giorni di occupazione tedesca, tra fame, lutti e miseria, e tra le sinistre voci dei bombardamenti sulla città di Avezzano e di Massa d’Albe.

Riferimento autore: Antrosano memoria e storia, Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi.

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Ospitalità e servizi

L’ostetrica Ida Ruscitti, attualmente ottantenne e sposata a Gioia dei Marsi con Graziani, durante l’ultima guerra prestava servizio ad Antrosano, suo paese d’origine. Ha assistito, in casa, molte partorienti in difficili condizioni igieniche. Disponeva di un permesso speciale per soccorrere gli ammalati durante la notte; dopo il coprifuoco, nessuno poteva girare per il paese se non quelli autorizzati dal comando tedesco. Dal mese di settembre del 1943 a giugno del 1944, dopo la ritirata delle truppe occupanti, non solo prestava servizio come ostetrica, ma si prodigava a soccorrere civili e militari, svolgendo funzioni di infermiere, di medico per far fronte ai primi ed immediati interventi. Molte volte, riferisce la Ruscitti, fui chiamata per medicare soldati nazisti feriti.

Di tanto in tanto, di giorno e di notte, una camionetta si recava a prelevarla per urgenti interventi nei paesi vicini. Per fortuna della mia famiglia, prosegue la Ruscitti, i militari non seppero che in una stalla, mio padre aveva nascosto otto prigionieri indiani fuggiti dal campo di concentramento di Avezzano dopo l’armistizio dell’otto settembre 1943. Anche gli indiani furono curati dall’ostetrica nella sagrestia della chiesa parrocchiale, un luogo insospettabile e al riparo da qualsiasi occhio indiscreto. Con alcuni di essi, dopo il ritorno in patria, ha avuto rapporti epistolari. Queste lettere erano piene di affetto per lo scampato pericolo e l’assistenza ricevuta. Gli indiani non hanno mai dimenticato quella giovane e graziosa ostetrica di Antrosano.

Un maresciallo tedesco, forse di nome Hervin, nel marzo del 1944, porto ad Antrosano una bella giovane da visitare in casa dell’ostetrica per verificare le condizioni fisiche della donna al quinto mese di gravidanza. L’ostetrica, nonostante le sue ottanta primavere, ricorda ancora con sorpresa la presenza e l’eleganza della gestante. La Ruscitti rimase di ghiaccio per la bellissima pelliccia che la donna indossava con disinvoltura. Quella donna non la dimenticherò mai, era Maria Carlesimo, soprannominata Faccetta Nera per il colorito olivastro, somigliava molto alle donne nord-africane. La rivelazione gliela fece il maresciallo tedesco, innamorato follemente della giovane.

La Ruscitti ha seguito, poi, tutte le vicende a cui andò incontro la povera donna. Fu ritenuta a torto una spia dei tedeschi. Tornata a Trasacco, fu linciata in pubblica piazza, appesa ad un olmo con la testa in giù e colpita a morte con bastoni e coltelli il 22 maggio 1945.

Terminata la guerra e giunti i liberatori, gli alleati anglo-americani, l’ostetrica Ida Ruscitti fu ricompensata con tremila lire per i sacrifici e i pericoli sopportati per salvare la vita alle donne e agli ex prigionieri indiani. Oltre al compenso in denaro, l’Ambasciata americana a Roma le fece recapitare un diploma di benemerenza all’angelo della notte. La Ruscitti è figlia d’arte; la madre già praticava il mestiere di levatrice.

Con le lacrime agli occhi e con la voce rotta dalla commozione, l’ostetrica Ida Ruscitti va con il pensiero a quei lontani giorni di occupazione tedesca, tra fame, lutti e miseria, e tra le sinistre voci dei bombardamenti sulla città di Avezzano e di Massa d’Albe.

Riferimento autore: Antrosano memoria e storia, Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi.

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