Nel periodo dell’età augustea, il territorio di Avezzano rientrava nella IV regione, Sabina et Samnium. I suoi abitanti, già parte della tribù Fabia, divennero cittadini romani del nuovo municipium albense. I Marsi, ex socii di Roma e iscritti alla tribù Sergia, si organizzarono in tre municipi—
Attorno alla metà del I secolo a.C., tracce del fundus Avidianus risultano in un’epigrafe rinvenuta ad Avezzano, attestante liberti di Alba Fucens. Un Avidio Successo ricoprì la carica di quattuorviro ad Alba Fucens, evidenziando l’importanza del centro storico di Avezzano come parte del fondo agricolo degli Avidii. Questa area mantenne tracce della vita tardo-romana, visibili oggi nelle chiese di San Clemente, San Salvatore e SS. Trinità.
Dopo la Guerra Sociale, si svilupparono ville romane significative come quelle delle “Macerine” e della Fonte Vecchia di S. Pelino che rivelano resti monumentali e strutture di grande interesse archeologico. La villa di età sillana alla Fonte Vecchia è testimoniata da resti murari complessi, che suggeriscono l’esistenza di ambienti termali e di ampi spazi agrari, confermando un fiorente sviluppo economico in epoca romana.
Con l’inizio dei lavori di realizzazione dell’emissario claudiano del Fùcino nel 52 d.C., l’agricoltura del territorio ottenne una spinta significativa. Questo progetto idraulico, iniziato dall’imperatore Claudio e migliorato da Traiano e Adriano, mirava a drenare le acque lacustri e rendere fertile l’area. I lavori, durati undici anni e conclusi con un’inaugurazione festosa, segnarono un’importante innovazione tecnologica e agraria per la regione. In seguito, con la definitiva centuriatio albense nel 149 d.C., si intensificò l’assegnazione delle terre, evidenziando l’importanza strategica della zona nelle ristrutturazioni agrarie romane.
Nel II e III secolo, il bacino fucense conosce un’espansione delle ville rurali, che prosperarono grazie alla nuova disponibilità di terre fertili. Attività agricole e commericali fiorirono nel territorio della Marsica, favorendo l’emergere di strade principali, come la Via Valeria, che facilitài i commerci e i collegamenti fra i centri abitati. La rete viaria, insieme alle necropoli e ai resti archeologici, racconta la vivace attività economica e sociale che caratterizzò Avezzano durante l’espansione dell’impero romano.
Riferimento autore: Giuseppe Grossi.
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