Ad image

L’aumento dei canoni d’affitto preteso dai  principi Torlonia

Fulvio D Amore
Di
Fulvio D Amore
Fulvio D'Amore ricercatore e saggista dall’Età Moderna all’Età Contemporanea      LEGGI BIOGRAFIA

Nell’ottobre del 1923 l’agitazione per la questione fucense continuava senza tregua. Stavolta, a fare da intermediari tra Casa Torlonia e i contadini c’erano la segreteria generale della confederazione e delle corporazioni sindacali fasciste con a capo Ciro Cicchetti e la corporazione dell’agricoltura. L’ennesima protesta era scaturita dopo l’aumento dei canoni d’affitto, operato dall’amministrazione e rifiutato in blocco dai fasci, dai mutilati e dai combattenti della Marsica (1). L’anno dopo, in un articolo di Armando Palanza, si fece notare l’impossibilità di arrivare a una definitiva soluzione del problema: «Infatti si è parlato di cooperative mentre non vi è chi non sappia come sia estranea la nostra gente al cooperativismo; si è parlato di ripartizione di altre piccole zone di terreno mentre tutti sanno quali disastrosi risultati hanno dato lo spezzettamento della terra» (2).

D’altra parte, nel 1926, dopo innumerevoli diatribe, a esasperare gli animi degli interessati contribuì la notizia di un nuovo zuccherificio Viterbese pronto a inserirsi nella zona di Celano a danno della Società Romana Zuccheri. Infatti, già da due anni (1923-1924) stava pagando «lautamente il prodotto impegnato delle due annate, con somma soddisfazione dei bieticoltori, che videro così avvalorata la loro merce». Temendo questa pericolosa concorrenza, l’amministrazione Torlonia dichiarò subito guerra ai bieticoltori che avessero aderito di nuovo a questa iniziativa, affermando che la nuova società veniva a «turbare la fiorente industria locale». Oltretutto, i principi romani richiesero alla Società Romana Zuccheri la restituzione immediata della rete ferroviaria fucense (costruita da loro), oppure il pagamento di tre milioni di lire. Di conseguenza gli agricoltori protestarono per i costi che si sarebbero scaricati sicuramente su di loro, costringendoli a pagare i concimi e i semi a prezzo pieno invece di essere forniti con agevolazioni. Addirittura, come affermò l’avvocato celanese Augusto D’Andrea, gli stessi Torlonia dichiararono di voler impiantare «nella conca fucense un nuovo Zuccherificio».

Insomma, tutta la zona ormai cadde di nuovo sotto tensioni insanabili. Dopo la diffida che Torlonia aveva inviato a tutti gli agricoltori interessati (di non stipulare contratti con altri), il 10 aprile 1925, D’Andrea espose ben chiaro il suo diniego sulle pagine dei giornali, scrivendo: «Non si lascino prendere dalle mirabolanti e irreali promesse. Se nel 1927 saranno vivi, com’è loro augurato, quando l’Amministrazione Torlonia avrà fatto il nuovo Zuccherificio, venderanno i loro sudati prodotti; ma non ora» (3). Del resto, ognuna delle soluzioni appena proposte scatenò nuove reazioni. Non v’è da stupirsi che, in questi frangenti nel 1926 si decise di indire un grande congresso dei sindacati agricoli della Marsica, sollecitato dal segretario federale Ciro Cicchetti.

All’ordine del giorno c’era il controllo dei prezzi d’affitto dei terreni fucensi. Intervennero, alla presenza dell’onorevole Luigi De Simone, del console della milizia Panfili, del segretario provinciale dei tecnici agricoli professor D’Alessandro e del fiduciario Erminio Vincenti, i rappresentanti marsicani: Achille Terra (Lecce nei Marsi), Paradiso Aratari, Aureli, Alfonsi e il ragioniere Serlenga (Gioia dei Marsi), Erminio Cofini (S. Pelino), Pietro Fafone (Ortucchio), Migliori (Pescina), Ciaccia (Celano), Cristino Marracini (Luco dei Marsi), Tarquini (S. Benedetto), Leucio Ferrari Grande (Villavallelonga), Franco Fracassi (Paterno), Antonio Laurini (Magliano dei Marsi), Guido Di Renzo (Avezzano), Tullio Di Pietro, Antonio Angelini e Perinetti (Trasacco).

Aperta la seduta, Cicchetti prese la parola chiedendo subito la riduzione dei canoni d’affitto «sostenendo l’impoverimento del terreno, causato dalla lavorazione superficiale, l’altitudine del Fucino che influisce a danno della produzione, la pessima manutenzione della viabilità e dei ponti, l’allagamento dei terreni per mancanza di regolare deflusso delle acque, lo spezzettamento del latifondo che non permette una coltura razionale». Dopo questa realistica visione, dette lettura anche del memoriale di replica dei principi Torlonia, nel quale erano respinte tutte le pretese di diminuzione e richiesto un congruo aumento: «considerando anzitutto l’aumento dei generi specie del grano, barbabietole e patate sul mercato del precedente biennio, termine prefisso per la revisione dei prezzi, e inoltre la sperequazione dei prezzi delle terre del Fucino in confronto con quelli di altre regioni». Queste dichiarazioni non pregiudicarono affatto le conclusioni dell’onorevole Luigi De Simone. Egli affermò che la questione avrebbe avuto riflessi politici oltre che economici, e propose un arbitrato per instaurare trattative dirette con Torlonia. Addirittura, il console Panfili, suggerì l’urgente necessità di un accordo, prospettando la nomina di una commissione formata da tecnici che, unitamente al segretario provinciale dei Fasci (Fabrizi), all’onorevole Sardi, a Luigi De Simone e all’onorevole Sipari «si abboccasse al più presto con i Principi Torlonia». La seduta fu sciolta inneggiando all’onorevole Edmondo Rossoni, capo del sindacalismo nazionale (4).

NOTE

  1. Il Risorgimento d’Abruzzo e Molise, Anno V, Num.359, Roma, 7 Ottobre 1923, p.3, L’agitazione per il Fucino.
  2. Ivi, Anno VI, Num.437, Roma, 10 Luglio 1924, p. 3, La questione fucense.
  3. Ivi, Anno VII, Num. 510, Roma, 26 Aprile 1925, p.1, Un nuovo zuccherificio nel Fucino ?
  4. Ivi, Anno VIII, Num. 587, Roma, 18 Febbraio 1926, p.1, Il Congresso dei Sindacati Agricoli della Marsica.
Condividi questo articolo

Leggi anche

Necrologi Marsica

Marisa Costantini
05/02/1941
21/10/2026

Casa Funeraria Rossi

Mario Notarantonio
08/01/1947
20/10/2026

Casa Funeraria Rossi

Necrologi Marsica

Marisa Costantini
05/02/1941
21/10/2026

Casa Funeraria Rossi

Mario Notarantonio
08/01/1947
20/10/2026

Casa Funeraria Rossi