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Dialetto Avezzanese… Sante ‘Middie… Je Tarramute !” – Atto Ii

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Avezzano, 1915: nel cuore delle macerie, una comunità si unisce per ricostruire vite e speranze, segnata da perdite profonde ma determinata a risorgere.

Avezzano e il suo territorio sono stati profondamente segnati dal terremoto del 13 gennaio 1915. I sopravvissuti, tra cui personaggi come Ricucce, il fabbricante di ruote, e Chiarina, moglie del fornaio Zefferino, si ritrovano in piazza San Bartolomeo, sopraffatti dallo spettacolo di macerie. Ricucce riflette sulle tragedie subite e sulla brutalità della vita, mentre il destino di molti è segnato da perdite incolmabili. Tra i volti noti emerge il sacerdote Don Orione, che si dedica ai minori abbandonati e cerca di far fronte alle difficoltà che la comunità affronta.

Tra le storie di dolore e speranza si sviluppano le vicende degli abitanti, come Boccasciutta, che porta notizie allarmanti su Don Peppe Brògge, giunto tra le macerie, e di Alberte, che con preoccupazione condivide le difficoltà della sua famiglia. La piazza diventa un crocevia di emozioni e racconti, mentre Coline, un muratore di Bisceglie, cerca di ricostruire la sua vita tra i resti della sua casa.

Il crollo ha segnato un nuovo inizio per molti, con figure come Dezza, Ispettore Generale, chiamato a coordinare i soccorsi, e Don Orione, pronto a soccorrere i giovani e a ripristinare la speranza. La comunità, unita dal dolore e dalla determinazione, si rimbocca le maniche per ricostruire non solo le abitazioni, ma anche un senso di comunità e di vita. Tuttavia, la ferita del terremoto rimarrà impressa nella memoria collettiva, un monito alle generazioni future.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.

di Giovanbattista Pitoni

In questo dramma emergono i personaggi che rappresentano varie sfaccettature della vita nella Marsica dopo il tragico terremoto. RICUCCE, un fabbricante di ruote per carri, è colto nell’atto di osservare le macerie di Piazza San Bartolomeo, riflettendo sull’accaduto e sulla precarietà della vita. La scena è funestata dalle perdite e dalla distruzione, con RICUCCE che lamenta la sorte della sua comunità sconvolta.

Tra le figure che popolano il dramma ci sono CHIARINA, la moglie del fornaio Zefferino, distrutta dalla perdita del marito, e ASPREME, un contadino che cerca di trovare un senso all’orrore che li circonda. La disperazione è palpabile, e la vita si mescola con la morte in un contesto di incertezze e ricordi strazianti.

Il dialogo continua a fluttuare tra speranza e disperazione, con CINCIARA, una cenciaiuola di origine napoletana, che offre un barlume di normalità con la sua vendita di oggetti usati, mentre BOCCASCIUTTA fa ingresso nella scena, visibilmente scosso alla ricerca di risposte dopo aver visto Dón Pèppe Brògge, un sacerdote disperso tra le macerie.

Con grande intensità, RICUCCE e BOCCASCIUTTA si confrontano, esprimendo la loro incredulità riguardo alle notizie di sopravvivenza. L’ottimismo di ALBERTE emerge quando porta notizie dai giornali, rivelando che alcuni dei loro cari potrebbero essere stati salvati.

Poco dopo, DEZZA, l’Ispettore Generale, porta il suo senso del dovere e le sue competenze a supporto della comunità, sottolineando che è necessario rimanere uniti e attivi per affrontare la calamità. DON ORIONE, un sacerdote benefattore, si mescola con il dolore e la positività, esprimendo la sua determinazione a salvare i giovani colpiti dalla tragedia.

La scena si popola di ulteriori personaggi, come BIASINE, che, con la sua storia personale di perdita, esprime la vulnerabilità e il dolore di chi ha subito il terremoto, mentre LA CIARALLA apre a una riflessione sullo spirito umano e sulla fede che riesce a tirare fuori anche nei momenti più bui.

Tra riflessioni e interazioni, il dramma si snoda tra le macerie e la ricostruzione, con i personaggi che cercano di riaprire le ferite e di affrontare un futuro incerto. Attraverso colpi di scena e profonde emozioni, viene raccontato un affresco di una comunità che, sebbene distrutta, non smette di sperare e di combattere per la vita.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.

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Ospitalità e servizi

di Giovanbattista Pitoni

In questo dramma emergono i personaggi che rappresentano varie sfaccettature della vita nella Marsica dopo il tragico terremoto. RICUCCE, un fabbricante di ruote per carri, è colto nell’atto di osservare le macerie di Piazza San Bartolomeo, riflettendo sull’accaduto e sulla precarietà della vita. La scena è funestata dalle perdite e dalla distruzione, con RICUCCE che lamenta la sorte della sua comunità sconvolta.

Tra le figure che popolano il dramma ci sono CHIARINA, la moglie del fornaio Zefferino, distrutta dalla perdita del marito, e ASPREME, un contadino che cerca di trovare un senso all’orrore che li circonda. La disperazione è palpabile, e la vita si mescola con la morte in un contesto di incertezze e ricordi strazianti.

Il dialogo continua a fluttuare tra speranza e disperazione, con CINCIARA, una cenciaiuola di origine napoletana, che offre un barlume di normalità con la sua vendita di oggetti usati, mentre BOCCASCIUTTA fa ingresso nella scena, visibilmente scosso alla ricerca di risposte dopo aver visto Dón Pèppe Brògge, un sacerdote disperso tra le macerie.

Con grande intensità, RICUCCE e BOCCASCIUTTA si confrontano, esprimendo la loro incredulità riguardo alle notizie di sopravvivenza. L’ottimismo di ALBERTE emerge quando porta notizie dai giornali, rivelando che alcuni dei loro cari potrebbero essere stati salvati.

Poco dopo, DEZZA, l’Ispettore Generale, porta il suo senso del dovere e le sue competenze a supporto della comunità, sottolineando che è necessario rimanere uniti e attivi per affrontare la calamità. DON ORIONE, un sacerdote benefattore, si mescola con il dolore e la positività, esprimendo la sua determinazione a salvare i giovani colpiti dalla tragedia.

La scena si popola di ulteriori personaggi, come BIASINE, che, con la sua storia personale di perdita, esprime la vulnerabilità e il dolore di chi ha subito il terremoto, mentre LA CIARALLA apre a una riflessione sullo spirito umano e sulla fede che riesce a tirare fuori anche nei momenti più bui.

Tra riflessioni e interazioni, il dramma si snoda tra le macerie e la ricostruzione, con i personaggi che cercano di riaprire le ferite e di affrontare un futuro incerto. Attraverso colpi di scena e profonde emozioni, viene raccontato un affresco di una comunità che, sebbene distrutta, non smette di sperare e di combattere per la vita.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.

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