In qualità di municipio, la città di San Pelino si dotava di un’organizzazione amministrativa gestita da magistrati eletti dalla collettività e supervisionati da un senato locale. Il governo era affidato a due coppie di magistrati, denominati duoviri iuredicundo e duoviri aediles, che insieme formavano i quattuorviri. I duoviri iuredicundo avevano funzioni simili a quelle dei consoli della prima repubblica, ma il loro potere era limitato dalla vigilanza di un governatore e dal senato. Questi magistrati erano responsabili della difesa della città, della convocazione del senato e delle assemblee, della giurisdizione civile e della gestione delle finanze, rispondendo personalmente per eventuali danni arrecati alla comunità.
I quattuorviri erano supportati da funzionari minori come i quaestores, incaricati della gestione dell’erario pubblico, e da curatores, che svolgevano mansioni specifiche e temporanee. Per la città di Anxa, varie epigrafi attestano l’esistenza di figure come il curator aquaeductus, il curator annonae plebis e il curator apud Joven Statorem. Tali funzionari lavoravano a stretto contatto con i quaestores e i quattuorviri, evidenziando l’importanza della cura dell’acquedotto e del culto dedicato a Giove Statore.
La creazione di cariche municipali per gestire funzioni vitali, come quelle legate all’acquedotto, sottolinea l’attenzione rivolta alla gestione degli aspetti essenziali della vita pubblica. Giocavano un ruolo cruciale anche i membri dell’Ordo Decurionum e quelli dell’Ordo Seviralium et Augustalium. I decurioni, in genere una centuria, costituivano il senato, mentre i secondi, provenienti dalla borghesia e impegnati nel culto imperiale, rappresentavano un’importante classe sociale. I duoviri aediles, con funzioni soprattutto di polizia, erano preposti a infliggere multe e mantenere l’ordine, senza l’obbligo di prestare cauzione.
Riferimento autore: Pasquale Fracassi.


