La recensione del 5 dicembre 1895 del giornale “L’Italia Morale” sullo Chalet Torlonia, noto anche come Chalet Svizzero, mostra la stima di circa 30 mc di legname per la sua realizzazione. Questo volume appare plausibile considerando le dimensioni dei pannelli, pilastri e pavimento; affermare una cifra di 30 mc facilita anche il trasporto via ferrovia, tipico della fine del secolo scorso. La stima del costo del manufatto evidenzia una spesa considerabile, con un costo presunto di circa £ 5193, escluse spese progettuali e pittoriche.
Il sig. Tersilio Boccaccini, il realizzatore del progetto, dovette scegliere ingredienti di alta qualità; tra questi, il Pino marittimo (Pinus pinaster Ait.) e il castagno (Castanea sativa Miller) furono selezionati per le loro proprietà tecniche e durabilità, nonostante il castagno apparisse meno adatto per il pavimento e il porticato esterno. I manufatti storici dimostrano che ogni artigiano conosceva le specie legnose da usare in base all’uso previsto, e così fu anche per Boccaccini.
La scelta del legname e delle sue pezzature è essenziale per garantire la qualità del manufatto. Scavizzi, nel suo studio sull’edilizia nel seicento e settecento a Roma, sottolinea che le pezzature utilizzate non erano comuni. Ciononostante, il Pino marittimo adoperato evidenziava una qualità superiore grazie alla regolarità della venatura e alla forte resinosità; aspetti critici che ne conferivano solidità strutturale. Anomalie, delle quali si deve tenere conto, quali le tasche di resina, non compromettono la visione complessiva positiva sul materiale scelto.
Ad ogni modo, la corretta selezione del legno destacou la competenza di Boccaccini, il quale sapeva valutare anche la fibratura, evitando difetti di lavorazione e garantendo al contempo la stabilità del manufatto, nonostante l’inevitabile variazione delle condizioni ambientali. La scelta di segati provenienti da segagione radiale fu determinante per la durabilità del Chalet Torlonia, evitando problematiche di imbarcamento e ritiri variabili che affliggono così spesso i progetti di legno. Purtuttavia, un occhio esperto può sempre rilevare lievi imperfezioni, frutto di dinamiche umane nelle lavorazioni.
La valutazione finale del legno impiegato per il Chalet Torlonia rivela quindi un attento lavoro di selezione, unendo esperienza e tecnica, fattori determinanti per la conservazione del manufatto nel tempo. La qualità dei legnami, nonostante qualche anomalia, garantisce un livello di eccellenza che ha permesso di mantenere integra l’opera. L’accuratezza dei materiali impiegati per questo ed altri progetti è cruciale nella storia dell’architettura della Marsica.
Riferimento autore: dott. Roberto Romani.


