Quando Marcello Ercole propose la realizzazione della Via Crucis nella Chiesa della SS. Trinità, l’idea si rivelò splendida. Quindici pittori, ognuno di fama riconosciuta, avrebbero creato stazioni dedicate alla passione, morte e risurrezione di Gesù. L’illustrazione del Mistero pasquale, già presente nei riquadri del tiburio, venne quindi ripresa per narrare la storia sacra attraverso opere d’arte destinate alla devozione e alla contemplazione degli astanti.
Nel venerdì santo del 1992, assistendo alla Via Crucis presieduta dal Santo Padre al Colosseo, l’idea si fece ancora più concreta: sarebbe stata realizzata una Via Crucis che seguisse i temi tratti dal Vangelo, ma attraverso l’interpretazione di artisti contemporanei. Questi artisti, ognuno con il proprio ingegno e la propria visione, avrebbero dato vita a scene drammatiche della passione di Cristo, creando un legame profondo tra arte e fede.
La Via Crucis, oltre all’unicità dei suoi temi, si sarebbe contraddistinta per la quindicesima stazione, dedicata alla Risurrezione di Gesù, un messaggio di speranza e vittoria sul dolore e sulla morte. Le opere avrebbero offerto una riflessione profonda per tutti, aiutando a vivere il Mistero della Pasqua e ad abbracciare il sacrificio umano, nei suoi molteplici aspetti.
Riferimento autore: Leonello Farinacci.


