Per comprendere il modo di vivere della popolazione di Antrosano nell’età contemporanea, è fondamentale risalire alle radici storiche, quando la vita cittadina era incentrata sulle collegiate e le Universitas. La storicità locale si rintraccia negli atti notarili, che rivelano le relazioni tra familiari, commercianti e ecclesiastici, spesso dediti a donazioni per la salvezza dell’anima. Un esempio è il notaio Francesco Gatti, attivo nel 1605, il cui lavoro ha permesso di documentare l’attaccamento degli abitanti alla terra e ai beni immobili e mobili, malgrado il limitato numero di abitanti.
Negli atti di vendita e nei testamenti di quel periodo, emergono dettagli come la tipologia delle terre, indicate con misure agrarie tradizionali, tra cui coppe e canne, espressioni ancora oggi vive nel linguaggio contadino. Anche i terreni areali risultano fertilissimi, contribuendo all’attività economica di Antrosano. In assenza di sportelli bancari, il prestito di denaro avveniva formalmente davanti al notaio, come dimostra un atto del 14 dicembre 1605, dove Leonardo Fracassi di S. Pelino riceve un prestito di dieci ducati, con condizioni esposte in modo impicciolato, per evitare sospetti di usura.
Le pratiche notarili non si limitavano ai prestiti; venivano redatti anche contratti matrimoniali e convenzioni per doti, coinvolgendo beni di diversa natura. Ad esempio, gli atti registrati da Francesco Gatti includono matrimoni tra nobili e donazioni a enti religiosi, come quella del benestante Bartolomeo Luccitti, il quale ha lasciato beni alla Chiesa di Santo Nicola con precise richieste di messe per la sua anima. Le doti delle spose, insieme agli elenchi di beni, venivano stilati separatamente per garantire un trattamento equo tra le famiglie.
A partire dal 1605, vari atti notarili attestano scambi e vendite di terreni, evidenziando l’importanza economica della Marsica. Eventi chiave come i matrimoni, le vendite e le donazioni erano gestiti con grande attenzione, mantenendo una traccia documentale che oggi ci permette di risalire alla complessità della vita sociale dell’epoca. Tra i numerosi atti si notano vendite di terre in località come Peschia e Albe, riflettendo così la vivacità del commercio locale.
Queste pratiche notarili, descritte nei documenti dell’epoca, offrono una chiara visione delle dinamiche economiche e sociali di Antrosano e della sua interazione con il contesto della Marsica. La rilevanza storica di questi documenti continua a influenzare lo studio della storia locale.
Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi.


