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Dialetto Avezzanese… “Je ‘Mpìcce D’Assuntìna” – Atto I

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Scandalo e segreti in una Marsica agitata: Assuntina rivela di essere incinta, scatenando un vortice di emozioni e tensioni nella sua famiglia.

Menecuccia è in preda a una frenesia inaspettata: sua figlia Assuntina, ancora molto giovane, ha appena rivelato di essere incinta. Sconvolta, Menecuccia incalza la ragazza per sapere chi sia il responsabile, ma Assuntina resiste e tace, alimentando la disperazione della madre. La conduzione del dialogo si alterna tra grida di rabbia e disperazione: Menecuccia minaccia di esporre la vergogna davanti a tutti. Francucce, il padre, entra sorpreso. La comunicazione tra marito e moglie diventa un gioco di accuse e scuse, illuminando la tensione familiare. Francucce, inizialmente disorientato, annuncia che il foglio della vergogna è scritto nel suo cuore come un marchio.

Nel frattempo, Marfisa, la comare, fa la sua apparizione, motivo di ulteriore imbarazzo per Assuntina. La donna, con una palpabile curiosità, pretende di sapere il motivo del malessere della ragazza, mentre Menecuccia cerca di difenderne la dignità. Tuttavia, l’atmosfera si complica ulteriormente quando Sergetta, un’altra popolana del rione, si unisce alla conversazione, aggravando le tensioni con ulteriori domande su segreti e confidenze.

La somma dei personaggi che si aggiungono al racconto – Verginia, la “pettenara”, e Gaetanucce, un vecchio scapolo e ruffiano – crea una rete di interazioni che svelano i segreti di Assuntina. Il dialogo si dipana in una serie di alterchi e ipotetiche rivelazioni, mentre ciascuno cerca di interpretare la verità e la colpa. In un crescendo di eventi, Menecuccia sembra accettare la verità dolorosa, mentre il peso della comunità e del passato inizia a schiacciare ulteriormente la giovane ragazza.

Il climax si raggiunge quando Assuntina, angosciata dalla sua situazione, decide di confidarsi con la sua amica Gerzomina, chiedendole aiuto, il che segna una possibile via d’uscita nel dramma che le ruota attorno. La lettera che redige, dettata da Gerzomina, porta alla luce non solo le sue angosce, ma anche i sentimenti di solitudine e responsabilità che pesano su di lei.

Con un finale aperto, il racconto di Menecuccia e della sua famiglia riflette le tensioni sociali della Marsica, mescolando l’intimità del dramma familiare con un più ampio contesto di aspettative e onore sociale. La storia di Assuntina è quella di molte giovani donne, parte di una comunità dove le segrete infelicità si intrecciano con il folklore e le tradizioni locali.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.

di Giovanbattista Pitoni

La barracca de Francucce è un’opera ricca di personaggi e situazioni che si intrecciano in una sorta di commedia umana. Al centro della storia vi è Menecuccia, la madre di Assuntina, una giovanetta che ha subito una grave compromissione da parte di Guerrine.

Menecuccia si trova in preda a un’ira incontenibile quando scopre che la figlia è incinta. Viene presentata una serie di personaggi che rendono la situazione ancora più complessa, come Marfisa, l’amica di Menecuccia, e Sergetta, una popolana del rione S.Nicola.

Il dramma si svolge nella casa di Menecuccia, dove l’ira della madre si riversa sulla figlia. Menecuccia cerca di scoprire il nome del giovane responsabile, ma Assuntina rimane ostinata e muta, in preda alla paura e alla vergogna. La madre la accusa di essere diventata una vergogna per la famiglia e minaccia di diseredarla se non rivela il nome dell’amante.

In un convulso confronto tra madre e figlia, vengono utilizzati linguaggi e comportamenti tipici della società contadina, caratterizzati da frasi colorite e argute. L’atmosfera è carica di tensione e disperazione, mentre Menecuccia trova anche il tempo di scambiarsi battute con Francucce, il padre di Assuntina, il quale cerca di mediare ma finisce per trovarsi nel bel mezzo del conflitto.

Ogni personaggio ha un ruolo ben definito e contribuisce alla trama con le proprie dinamiche. Gaetanucce, un vecchio scapolo e amante del vino, gioca un ruolo di ruffiano, mentre Verginia, la pettenara, entra nella scena aggiungendo un ulteriore livello di completta confusione. La tensione aumenta non solo per le accuse e la vergogna, ma anche per la paura del futuro che attende tutte le donne coinvolte.

Nel cuore della tempesta emotiva, Assuntina si rende conto che la sua situazione non è isolata, ma riflette una tradizione più ampia di segreti e vergogne condivisi. La madre lotta contro il proprio timore di affrontare la comunità e le sue voci, mentre i personaggi circostanti, come Marfisa e Verginia, rappresentano le pressioni sociali e le aspirazioni di femminilità.

L’opera culmina in un intreccio di eventi dove i personaggi devono confrontarsi con le loro scelte e le conseguenze delle loro azioni. La trama si snoda tra tensioni familiari, pettegolezzi e la disperata lotta di una giovane donna per il suo posto nel mondo. Allo stesso tempo, Francucce viene messo in evidenza come la figura paterna che cerca di mantenere la calma, ma che si ritrova travolto dalla situazione.

In conclusione, la barracca de Francucce offre uno spaccato vivace e realistico della vita nella Marsica, mettendo in luce le complicazioni delle relazioni familiari e sociali. Questo lavoro è un potente racconto di sessualità, onore e vergogna, radicato profondamente nella cultura locale.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.

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Ospitalità e servizi

di Giovanbattista Pitoni

La barracca de Francucce è un’opera ricca di personaggi e situazioni che si intrecciano in una sorta di commedia umana. Al centro della storia vi è Menecuccia, la madre di Assuntina, una giovanetta che ha subito una grave compromissione da parte di Guerrine.

Menecuccia si trova in preda a un’ira incontenibile quando scopre che la figlia è incinta. Viene presentata una serie di personaggi che rendono la situazione ancora più complessa, come Marfisa, l’amica di Menecuccia, e Sergetta, una popolana del rione S.Nicola.

Il dramma si svolge nella casa di Menecuccia, dove l’ira della madre si riversa sulla figlia. Menecuccia cerca di scoprire il nome del giovane responsabile, ma Assuntina rimane ostinata e muta, in preda alla paura e alla vergogna. La madre la accusa di essere diventata una vergogna per la famiglia e minaccia di diseredarla se non rivela il nome dell’amante.

In un convulso confronto tra madre e figlia, vengono utilizzati linguaggi e comportamenti tipici della società contadina, caratterizzati da frasi colorite e argute. L’atmosfera è carica di tensione e disperazione, mentre Menecuccia trova anche il tempo di scambiarsi battute con Francucce, il padre di Assuntina, il quale cerca di mediare ma finisce per trovarsi nel bel mezzo del conflitto.

Ogni personaggio ha un ruolo ben definito e contribuisce alla trama con le proprie dinamiche. Gaetanucce, un vecchio scapolo e amante del vino, gioca un ruolo di ruffiano, mentre Verginia, la pettenara, entra nella scena aggiungendo un ulteriore livello di completta confusione. La tensione aumenta non solo per le accuse e la vergogna, ma anche per la paura del futuro che attende tutte le donne coinvolte.

Nel cuore della tempesta emotiva, Assuntina si rende conto che la sua situazione non è isolata, ma riflette una tradizione più ampia di segreti e vergogne condivisi. La madre lotta contro il proprio timore di affrontare la comunità e le sue voci, mentre i personaggi circostanti, come Marfisa e Verginia, rappresentano le pressioni sociali e le aspirazioni di femminilità.

L’opera culmina in un intreccio di eventi dove i personaggi devono confrontarsi con le loro scelte e le conseguenze delle loro azioni. La trama si snoda tra tensioni familiari, pettegolezzi e la disperata lotta di una giovane donna per il suo posto nel mondo. Allo stesso tempo, Francucce viene messo in evidenza come la figura paterna che cerca di mantenere la calma, ma che si ritrova travolto dalla situazione.

In conclusione, la barracca de Francucce offre uno spaccato vivace e realistico della vita nella Marsica, mettendo in luce le complicazioni delle relazioni familiari e sociali. Questo lavoro è un potente racconto di sessualità, onore e vergogna, radicato profondamente nella cultura locale.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.

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