Antonio Spadafora, nato ad Avezzano nel 1925, è noto per la sua lirica “Je tarramute”, un’opera che evoca la terribile catastrofe tellurica che devastò la Marsica nel 1915. Questo evento rimane impresso nella memoria collettiva della regione, sottolineando la resilienza dei suoi abitanti di fronte a tragedie naturali. Sebbene non abbia ufficialmente superato il successo di questa composizione, la sua poetica restituisce un profondo senso di appartenenza e identità legato alle tradizioni locali e alla memoria storica, tra cui le influenze di eventi storici come le guerre italiche e figure significative di Pescina e Cèlano, che hanno caratterizzato il panorama culturale marsicano.
La lirica di Spadafora non è solo un richiamo alla tragedia, ma anche un omaggio alla bellezza e alla forza della comunità marsicana, rappresentando un collegamento prezioso tra passato e presente. La sua capacità di catturare l’essenza di quel momento difficile attraverso la poesia lo colloca tra i poeti più significativi della sua generazione, rendendo “Je tarramute” un’opera di riferimento per comprendere il legame emotivo degli abitanti della Marsica con la loro terra e la loro storia.


