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Chalet Torlonia. I Restauri

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Riscoperta e sfide: il restauro dello Chalet Torlonia di Avezzano rivela l’urgenza di conservare con saggezza il nostro patrimonio culturale.

Lo Chalet Torlonia di Avezzano è stato oggetto di interventi di restauro nel corso degli anni, iniziando col primo significativo nel 1978, volto a combattere il degrado dovuto all’abbandono. Questo intervento ha incluso il rifacimento del porticato e il ripristino del pavimento, con lavori gestiti inizialmente dalla Ditta Battista e Liberatore nel 1992, dove sono stati sostituiti i pavimenti con legno di rovere e sono stati apportati vari consolidamenti. La difficoltà nel reperire informazioni storiche sullo Chalet deriva da incendi e dall’inadeguatezza degli archivi, che conservano scarsità di documentazione, limitata a poche fotografie e scritti, tra cui la proposta di utilizzare lo Chalet come sede di un museo.

Un ulteriore intervento significativo si è svolto nel 1992, durante il quale il pavimento originale è stato sostituito. Si presume fosse in castagno, ma la nuova installazione ha visto l’uso di legno di rovere, per difficoltà di reperimento delle tavole necessarie. Questo intervento ha incluso anche lavori di sistemazione del vano sottostante il pavimento, con la creazione di un massetto cementizio, le cui funzionalità sono state messe in dubbio dagli esperti di restauro.

Il restauro finale, avvenuto nel 1994, ha visto la sostituzione di travi e puntoni del porticato e il trattamento conservativo dell’intero manufatto, purtroppo caratterizzato da rapporti generici riguardo alle condizioni dei materiali. Il portico e le doghe laterali hanno subito interventi superficiali che, nonostante le buone intenzioni, non hanno riportato il manufatto all’antico splendore. L’uso di metodi abrasivi ha portato a una perdita dell’autenticità nella finitura esterna, compromettendo ulteriormente l’integrità storica dello Chalet.

In questo contesto di interventi, la storia dello Chalet Torlonia mette in luce l’importanza di una manutenzione consapevole e di un’adeguata valorizzazione dei patrimoni storici, accostando il rispetto per i materiali e le tecniche del passato con le esigenze contemporanee di conservazione.

Riferimento autore: [Roberto Romani].

Testi a cura del dott. Roberto Romani

AVEZZANO… CHALET TORLONIA. I restauri

I restauri dello Chalet Torlonia di *Avezzano* hanno visto diversi interventi a partire dal 1978. Il primo di questi lavori ha riguardato il rifacimento del porticato e il ripristino dal degrado significativo in cui versava il manufatto.

Nel 1992, la Ditta Battista e Liberatore ha eseguito un intervento che ha comportato un importo di 16.800.000 + IVA. I lavori, ultimati il 20 maggio 1992, hanno incluso la sostituzione del pavimento con uno nuovo in legno di rovere, della stessa fattura del pavimento esistente, e il trattamento del legname impiegato. L’anno seguente, la Ditta Stefanucci Mario di *Cèlano* ha svolto un altro intervento, il cui importo si è attestato a 26.836.960 + IVA, concluso l’8 luglio 1994. Questo lavoro ha previsto un intervento conservativo sulla struttura lignea dell’intero edificio.

La difficoltà principale nel ricostruire le vicende del Chalet deriva dalla scarsità di notizie e dalla condizione degli archivi preposti alla conservazione dei documenti, come quelli custoditi dall’Ente Fùcino e dal Genio Civile di *Avezzano*. Inoltre, un incendio avvenuto nell’opificio dove fu costruito lo Chalet ha contribuito a ridurre drasticamente la documentazione disponibile. L’arco di tempo dalla realizzazione fino ad oggi è attestato soltanto da poche foto e scritti, tra cui uno che presenta lo Chalet come sede di reperti del “Museo della civiltà contadina e pastorale”, realizzato in occasione del centenario del prosciugamento del lago *Fùcino* nel 1977.

L’intervento di restauro del 1978 è stato il primo serio lavoro dopo la costruzione. Dalle fotografie dell’epoca, è chiaro il degrado in cui versava il manufatto: porticato esterno in stato fatiscente, pavimento ligneo incompleto, controsoffitto rovinoso e vetrate danneggiate. L’intervento ha previsto la sostituzione della tela del controsoffitto e del porticato esterno, essendo questi materiali poco resistenti. Le fotografie mostrano le differenze nei materiali e nella struttura a seguito dei successivi restauri.

Il 1992 ha visto la sostituzione completa del pavimento ligneo con un nuovo pavimento in rovere, in quanto si presumeva che quello precedente fosse in castagno, sebbene le condizioni reali siano ora incerte. Le fotografie di prima dell’intervento mostrano diversi elementi mancanti, il che potrebbe derivare dalla necessità di rimuovere tavole per i sopralluoghi. Nonostante tutto, nulla appariva irrecuperabile per un restauro qualificato.

Durante l’intervento del 1992, oltre alla sostituzione del pavimento, sono stati eseguiti lavori sul vano sottostante, creando una barriera contro l’umidità, anche se la logica dietro all’operazione non è del tutto chiara. Inoltre, sono stati mantenuti i blocchi cementizi e i cunei lignei precedentemente installati, senza considerare il potenziale danno che questi ultimi avrebbero potuto causare alle travi di sostegno.

L’intervento del 1994 è stato caratterizzato dalla sostituzione di parti deteriorate e da un intervento conservativo dell’intera struttura. Nonostante il porticato fosse stato già ricostruito nel 1978, sono state sostituite travi e puntoni, mentre la documentazione parla di trattamenti di preservazione, nonostante il livello qualitativo manifestato non fosse soddisfacente. La sverniciatura e la stuccatura eseguite non hanno rispettato le tracce originali di lavorazione.

Considerando i lavori eseguiti nel tempo, si evince come non sia stato mai condotto uno studio preliminare che considerasse i veri problemi di degrado della struttura. Le operazioni di restauro paiono essere state effettuate senza un’adeguata valutazione preventiva, compromettendo ulteriormente la stabilità e l’autenticità dello Chalet.

Riferimento autore: dott. Roberto Romani.

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Ospitalità e servizi

Testi a cura del dott. Roberto Romani

AVEZZANO… CHALET TORLONIA. I restauri

I restauri dello Chalet Torlonia di *Avezzano* hanno visto diversi interventi a partire dal 1978. Il primo di questi lavori ha riguardato il rifacimento del porticato e il ripristino dal degrado significativo in cui versava il manufatto.

Nel 1992, la Ditta Battista e Liberatore ha eseguito un intervento che ha comportato un importo di 16.800.000 + IVA. I lavori, ultimati il 20 maggio 1992, hanno incluso la sostituzione del pavimento con uno nuovo in legno di rovere, della stessa fattura del pavimento esistente, e il trattamento del legname impiegato. L’anno seguente, la Ditta Stefanucci Mario di *Cèlano* ha svolto un altro intervento, il cui importo si è attestato a 26.836.960 + IVA, concluso l’8 luglio 1994. Questo lavoro ha previsto un intervento conservativo sulla struttura lignea dell’intero edificio.

La difficoltà principale nel ricostruire le vicende del Chalet deriva dalla scarsità di notizie e dalla condizione degli archivi preposti alla conservazione dei documenti, come quelli custoditi dall’Ente Fùcino e dal Genio Civile di *Avezzano*. Inoltre, un incendio avvenuto nell’opificio dove fu costruito lo Chalet ha contribuito a ridurre drasticamente la documentazione disponibile. L’arco di tempo dalla realizzazione fino ad oggi è attestato soltanto da poche foto e scritti, tra cui uno che presenta lo Chalet come sede di reperti del “Museo della civiltà contadina e pastorale”, realizzato in occasione del centenario del prosciugamento del lago *Fùcino* nel 1977.

L’intervento di restauro del 1978 è stato il primo serio lavoro dopo la costruzione. Dalle fotografie dell’epoca, è chiaro il degrado in cui versava il manufatto: porticato esterno in stato fatiscente, pavimento ligneo incompleto, controsoffitto rovinoso e vetrate danneggiate. L’intervento ha previsto la sostituzione della tela del controsoffitto e del porticato esterno, essendo questi materiali poco resistenti. Le fotografie mostrano le differenze nei materiali e nella struttura a seguito dei successivi restauri.

Il 1992 ha visto la sostituzione completa del pavimento ligneo con un nuovo pavimento in rovere, in quanto si presumeva che quello precedente fosse in castagno, sebbene le condizioni reali siano ora incerte. Le fotografie di prima dell’intervento mostrano diversi elementi mancanti, il che potrebbe derivare dalla necessità di rimuovere tavole per i sopralluoghi. Nonostante tutto, nulla appariva irrecuperabile per un restauro qualificato.

Durante l’intervento del 1992, oltre alla sostituzione del pavimento, sono stati eseguiti lavori sul vano sottostante, creando una barriera contro l’umidità, anche se la logica dietro all’operazione non è del tutto chiara. Inoltre, sono stati mantenuti i blocchi cementizi e i cunei lignei precedentemente installati, senza considerare il potenziale danno che questi ultimi avrebbero potuto causare alle travi di sostegno.

L’intervento del 1994 è stato caratterizzato dalla sostituzione di parti deteriorate e da un intervento conservativo dell’intera struttura. Nonostante il porticato fosse stato già ricostruito nel 1978, sono state sostituite travi e puntoni, mentre la documentazione parla di trattamenti di preservazione, nonostante il livello qualitativo manifestato non fosse soddisfacente. La sverniciatura e la stuccatura eseguite non hanno rispettato le tracce originali di lavorazione.

Considerando i lavori eseguiti nel tempo, si evince come non sia stato mai condotto uno studio preliminare che considerasse i veri problemi di degrado della struttura. Le operazioni di restauro paiono essere state effettuate senza un’adeguata valutazione preventiva, compromettendo ulteriormente la stabilità e l’autenticità dello Chalet.

Riferimento autore: dott. Roberto Romani.

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