Nel locale di vendita di vino, i coniugi Reggina e ‘Middiucce discutono delle difficoltà economiche del loro negozio e del futuro del figlio Guerrine. Questi dialoghi riflettono le preoccupazioni quotidiane di una vita semplice, con Middiucce che cerca di implementare strategie per migliorare la loro situazione finanziaria, mentre Reggina è preoccupata per il comportamento del figlio, che pare non volere lavorare. L’atteggiamento di Middiucce è di frustrazione nei confronti dell’inerzia del ragazzo.
All’interno del locale si trovano anche Pippetto Resta, un giovane prepotente con problemi familiari, Gaetanucce, un vecchio scapolo amante del vino, e Omero Rampa, il capo della guardia municipale. Le conversazioni diventano vivaci e si intrecciano di battute e battibecchi, con Zì’ ‘ndònie che cerca di mantenere la pace tra i commensali. Le ripetute osservazioni di Reggina riguardo alla vita e alla saggezza della comunità conferiscono profondità a un semplice scambio quotidiano.
Un momento di tensione si genera quando entrano Sergétta e Conzolìna, le quali portano notizie preoccupanti riguardo alla giovane Assuntìna. Quest’ultima, in una situazione di conflitto familiare, si trova al centro di indiscrezioni e pettegolezzi. La situazione evolve e culmina in una critica aperta verso Guerrine, il cui comportamento sembra essere causa di grande conflitto, con Middiucce e Reggina che lo difendono e lo accusano al tempo stesso.
La scrittura drammatica di Giovanbattista Pitoni esplora così le tematiche della vita contadina e le tensioni familiari, inserendo personaggi vividi che si muovono in un contesto di rivalità e solidarietà. La loro esistenza quotidiana si manifesta nei dialoghi, dei quali traspaiono le speranze, le frustrazioni e la passione per una vita che sembra sempre ballare sul filo dell’incertezza.
Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.


