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Dialetto Avezzanese… “Je ‘Mpìcce D’Assuntìna” – Atto Ii

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Conflitti familiari e speranze di riscatto animano le vibranti discussioni nel cuore di una bottega vinicola marsicana, dove ogni parola rispecchia un destino intrecciato.

Nel locale di vendita di vino, i coniugi Reggina e ‘Middiucce discutono delle difficoltà economiche del loro negozio e del futuro del figlio Guerrine. Questi dialoghi riflettono le preoccupazioni quotidiane di una vita semplice, con Middiucce che cerca di implementare strategie per migliorare la loro situazione finanziaria, mentre Reggina è preoccupata per il comportamento del figlio, che pare non volere lavorare. L’atteggiamento di Middiucce è di frustrazione nei confronti dell’inerzia del ragazzo.

All’interno del locale si trovano anche Pippetto Resta, un giovane prepotente con problemi familiari, Gaetanucce, un vecchio scapolo amante del vino, e Omero Rampa, il capo della guardia municipale. Le conversazioni diventano vivaci e si intrecciano di battute e battibecchi, con Zì’ ‘ndònie che cerca di mantenere la pace tra i commensali. Le ripetute osservazioni di Reggina riguardo alla vita e alla saggezza della comunità conferiscono profondità a un semplice scambio quotidiano.

Un momento di tensione si genera quando entrano Sergétta e Conzolìna, le quali portano notizie preoccupanti riguardo alla giovane Assuntìna. Quest’ultima, in una situazione di conflitto familiare, si trova al centro di indiscrezioni e pettegolezzi. La situazione evolve e culmina in una critica aperta verso Guerrine, il cui comportamento sembra essere causa di grande conflitto, con Middiucce e Reggina che lo difendono e lo accusano al tempo stesso.

La scrittura drammatica di Giovanbattista Pitoni esplora così le tematiche della vita contadina e le tensioni familiari, inserendo personaggi vividi che si muovono in un contesto di rivalità e solidarietà. La loro esistenza quotidiana si manifesta nei dialoghi, dei quali traspaiono le speranze, le frustrazioni e la passione per una vita che sembra sempre ballare sul filo dell’incertezza.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.

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di Giovanbattista Pitoni

La cantina de ‘Middiucce è il cuore pulsante della storia che si sviluppa attorno ai suoi personaggi, tutti protagonisti di un racconto intriso di vita quotidiana e conflitti. In primo piano c’è REGGINA, moglie di ‘Middiucce e madre di Guerrine, il giovane che ha compromesso Assuntina. ‘Middiucce è il padre di Guerrine e gestore del locale adibito alla vendita di vino.

Un altro personaggio chiave è PIPPETTE RESTA, capomanipolo prepotente, figlio del conte Paolo Resta, che vive di espedienti a causa di una eredità dissestata. GAETANUCCE, un vecchio scapolo amante del buon vino e ruffiano, e ZI’ ‘NDÒNIE JE PINGHE, contadino avverso alle idee di Pippette Resta, arricchiscono ulteriormente il quadro. OMERE RAMPA è il capo guardia municipale, mentre ZI’ PEPPE è il padre di Francucce e nonno di Assuntina. SERGETTA è una popolana del rione San Nicola, figlia naturale di Don Serge, e ‘LISANDRE è compare di Reggina e Middiucce. Infine, CONZOLINA funge da popolana pettegola, aggiungendo ulteriore colore alle dinamiche sociali.

Nel vano baracca trasformato in locale per la vendita del vino, i coniugi Reggina e ‘Middiucce discutono quotidianamente riguardo ai problemi economici. Guerrine, il giovane con un futuro incerto, è spesso al centro delle loro preoccupazioni. Reggina esprime il suo disagio riguardo alla situazione economica: “E’ da maddimane che vàjie spèrza… ma ècche è pégge délla fràbbica de San Piétre: nze fenìsce mài!”

Il marito risponde con cautela: “Reggì’, piàne piàne… tànde, óh… i sórdi vàn’e vvéne!” ma la moglie continua a lamentarsi, aggiungendo che “chiuttóste vàne… ma nquànt’a vvenì’… uuuh!” L’argomento ritorna a Guerrine: “E nnù’ atéma penzà’ a Guerrìne nóstre…”

Il dialogo si infittisce con ‘Middiucce che, interrompendo la sua consorte, solleva la questione della deficienza di lavori per Guerrine, suggerendo che sia giunto il momento di iniziare a lavorare. “Ma Guerrìne… nen sarrìa óra che sse mettèss’a ffà’ pùr’ìsse càcche laurìtte?” Reggina cerca di difendere il giovane, affermando: “A ‘gni màmma ce còce je fìjie sì… e cómme còce je fóche, le sà sóle je cuttùre!”

Mentre si discute, entra ZI’ PEPPE che porta notizie inquietanti e gli altri interlocutori si uniscono al discorso, arricchendo la trama con dialoghi vivaci e caratterizzazioni dettagliate. Il discorso si sposta su notizie riguardanti Menecùccia, la nuora di zi’ Peppe, creando tensione tra i vari personaggi, mentre alcuni si prendono gioco della situazione, come PIPPETTE, che reclama vino e festeggiamenti.

L’atmosfera è pervasa da battute e rancori, e mentre le dispute e le liti si susseguono, emerge chiaramente l’importanza delle relazioni interpersonali. Ogni personaggio ha un suo ruolo specifico nella società, e i conflitti si risolvono in una continua danza di parole e accuse.

Il secondo atto è caratterizzato dalla frustrazione e dalla tensione, le cui dinamiche si intensificano attraverso il gioco delle carte, simbolo di rivalità e competizione tra le diverse fazioni della comunità. Alla fine, ci si allontana dai giochi per affrontare la realtà e le conseguenze delle scelte dei protagonisti, in particolare Guerrine, che si trova intrappolato nei conflitti ammirati e disprezzati.

In questo microcosmo sociale, i personaggi si muovono con vivacità, ciascuno contribuendo a creare un affresco della vita marsicana pieno di colori, emozioni e conflitti. L’abilità di Giovanbattista Pitoni nel dar vita a questi personaggi rende palpabile la loro esistenza, creando una realtà che invita il lettore a riflettere sulle interazioni umane e le sfide quotidiane.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.

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Ospitalità e servizi

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di Giovanbattista Pitoni

La cantina de ‘Middiucce è il cuore pulsante della storia che si sviluppa attorno ai suoi personaggi, tutti protagonisti di un racconto intriso di vita quotidiana e conflitti. In primo piano c’è REGGINA, moglie di ‘Middiucce e madre di Guerrine, il giovane che ha compromesso Assuntina. ‘Middiucce è il padre di Guerrine e gestore del locale adibito alla vendita di vino.

Un altro personaggio chiave è PIPPETTE RESTA, capomanipolo prepotente, figlio del conte Paolo Resta, che vive di espedienti a causa di una eredità dissestata. GAETANUCCE, un vecchio scapolo amante del buon vino e ruffiano, e ZI’ ‘NDÒNIE JE PINGHE, contadino avverso alle idee di Pippette Resta, arricchiscono ulteriormente il quadro. OMERE RAMPA è il capo guardia municipale, mentre ZI’ PEPPE è il padre di Francucce e nonno di Assuntina. SERGETTA è una popolana del rione San Nicola, figlia naturale di Don Serge, e ‘LISANDRE è compare di Reggina e Middiucce. Infine, CONZOLINA funge da popolana pettegola, aggiungendo ulteriore colore alle dinamiche sociali.

Nel vano baracca trasformato in locale per la vendita del vino, i coniugi Reggina e ‘Middiucce discutono quotidianamente riguardo ai problemi economici. Guerrine, il giovane con un futuro incerto, è spesso al centro delle loro preoccupazioni. Reggina esprime il suo disagio riguardo alla situazione economica: “E’ da maddimane che vàjie spèrza… ma ècche è pégge délla fràbbica de San Piétre: nze fenìsce mài!”

Il marito risponde con cautela: “Reggì’, piàne piàne… tànde, óh… i sórdi vàn’e vvéne!” ma la moglie continua a lamentarsi, aggiungendo che “chiuttóste vàne… ma nquànt’a vvenì’… uuuh!” L’argomento ritorna a Guerrine: “E nnù’ atéma penzà’ a Guerrìne nóstre…”

Il dialogo si infittisce con ‘Middiucce che, interrompendo la sua consorte, solleva la questione della deficienza di lavori per Guerrine, suggerendo che sia giunto il momento di iniziare a lavorare. “Ma Guerrìne… nen sarrìa óra che sse mettèss’a ffà’ pùr’ìsse càcche laurìtte?” Reggina cerca di difendere il giovane, affermando: “A ‘gni màmma ce còce je fìjie sì… e cómme còce je fóche, le sà sóle je cuttùre!”

Mentre si discute, entra ZI’ PEPPE che porta notizie inquietanti e gli altri interlocutori si uniscono al discorso, arricchendo la trama con dialoghi vivaci e caratterizzazioni dettagliate. Il discorso si sposta su notizie riguardanti Menecùccia, la nuora di zi’ Peppe, creando tensione tra i vari personaggi, mentre alcuni si prendono gioco della situazione, come PIPPETTE, che reclama vino e festeggiamenti.

L’atmosfera è pervasa da battute e rancori, e mentre le dispute e le liti si susseguono, emerge chiaramente l’importanza delle relazioni interpersonali. Ogni personaggio ha un suo ruolo specifico nella società, e i conflitti si risolvono in una continua danza di parole e accuse.

Il secondo atto è caratterizzato dalla frustrazione e dalla tensione, le cui dinamiche si intensificano attraverso il gioco delle carte, simbolo di rivalità e competizione tra le diverse fazioni della comunità. Alla fine, ci si allontana dai giochi per affrontare la realtà e le conseguenze delle scelte dei protagonisti, in particolare Guerrine, che si trova intrappolato nei conflitti ammirati e disprezzati.

In questo microcosmo sociale, i personaggi si muovono con vivacità, ciascuno contribuendo a creare un affresco della vita marsicana pieno di colori, emozioni e conflitti. L’abilità di Giovanbattista Pitoni nel dar vita a questi personaggi rende palpabile la loro esistenza, creando una realtà che invita il lettore a riflettere sulle interazioni umane e le sfide quotidiane.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.

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