I sampelinesi, pur vivendo a ridosso del Lago Fùcino, hanno sempre avuto poca familiarità con le sue acque. Nonostante il diritto civico di pesca, il lago non è mai divenuto un centro economico di barcaioli o pescatori, dati i legami agricoli e pastorali del paese. La pesca, infatti, ha rivestito un ruolo marginale, come evidenziato dal fatto che i proverbi locali fanno riferimento prevalente alle attività agricole.
Il prosciugamento del lago ha trasformato radicalmente l’economia di S.Pelino, poiché ha reso disponibili nuove terre da coltivare. Questa evoluzione ha favorito l’agricoltura rispetto alla pastorizia e ha spostato l’attenzione verso le esigenze del mercato. Nonostante queste novità, l’economia locale all’inizio del ‘900 rimase simile a quella descritta dal Giustiniani nel ‘700. Avezzano divenne il principale mercato per il commercio dei cereali, i quali costituivano la fonte principale di sostentamento per la comunità.
Tra i prodotti più rilevanti vi erano il grano, utilizzato anche come mezzo di pagamento, e la frutta, con particolare riguardo ai fichi di Panciano e alle ciliegie. Le tradizioni culinarie locali, legate alla frutta e ai legumi come i fagioli, riflettevano un modo di vivere legato alla soddisfazione dei bisogni familiari piuttosto che al mercato. Le mandorle, fondamentali per i dolci tipici, rappresentavano un’importante tradizione che si rinnovava annualmente, soprattutto il giorno di S. Lorenzo.
Tuttavia, con il prosciugamento del lago, anche gli oliveti, un tempo abbondanti, hanno subito un forte declino. La produzione di olio, supportata da trappeti, era un’importante risorsa, ma i cambiamenti climatici hanno compromesso la qualità e la quantità della resa olivicola. Gli ulivi testimoniano oggi una storia di prosperità perduta, come dimostrano le macine abbandonate a testimoniare un’epoca in cui l’olio era una parte vitale dell’economia locale.
Così, l’agricoltura di S.Pelino ha vissuto una metamorfosi: da un’ottica di sussistenza a una più orientata al mercato, sebbene i legami con le antiche tradizioni e i prodotti agricoli di qualità restino ben saldi nel cuore della comunità. La qualità dei vini locali, tanto decantata nel passato, va ora riscoperta attraverso vitigni che sappiano adattarsi alle nuove condizioni climatiche, per ridare lustro a una tradizione che ha segnato la storia del paese.
Riferimento autore: Pasquale Fracassi.


