Il sogno di emigrare in cerca di fortuna ha caratterizzato la vita di tanti abitanti della Marsica, specialmente tra le famiglie di Antrosano. L’obiettivo di trovare lavoro all’estero è stato alimentato da una crescente miseria e da condizioni economiche difficili. Francesco Saverio Sipari, noto intellettuale, osservava già nel 1863 come il brigantaggio, spesso visto in chiave negativa, fosse in realtà il risultato della disperazione per una vita migliore, auspicando proprietà contadine a favore dei nullatenenti. In quest’ottica, il prosciugamento del Lago di Fùcino ha rappresentato un evento devastante, impoverendo la produzione agricola e costringendo numerosi braccianti a cercare lavoro nella capitale durante i mesi invernali.
Dopo il 1900, il fenomeno dell’emigrazione ha assunto contorni sempre più marcati, con intere famiglie che si dirigevano verso il Nord America e altre destinazioni come Argentina, Venezuela e Brasile. Nonostante gli avvertimenti della stampa riguardo alla scarsa possibilità di trovare lavoro, l’emigrazione non si è arrestata. Le famiglie di Antrosano partivano verso l’ignoto, lasciando alle spalle un legame profondo con le loro terre. Alcuni hanno trovato successo, mentre altri hanno lottato per una vita migliore per le future generazioni, come nel caso di Mario Di Pangrazio, figlio di emigranti, che si distinse anche in ambito diplomatico tornando nel suo paese d’origine.
La testimonianza di Dora Gagliardi, ottantaseienne di Antrosano, racconta di come Di Pangrazio fosse rispettato per il suo ruolo nell’aiuto dei paesani durante le difficoltà di emigrazione, a partire dall’occasione di coprire i costi di viaggio per chi non poteva permetterselo. In effetti, il legame tra Antrosano e i suoi emigranti si è mantenuto vivo anche a distanza, come dimostra la partecipazione di artisti abruzzesi a eventi significativi come la mostra del 1965 a New York, dove furono accolti dal presidente degli Stati Uniti, Jonson.
Malgrado le sfide, la diaspora ha rafforzato l’identità culturale di queste famiglie e ha mantenuto in vita il ricordo delle loro origini, attraversando continenti e generazioni. L’emigrazione dalla Marsica ha rappresentato una delle risposte alle asprezze della vita, un fenomeno sociale che continua a raccontare la storia di speranza e resilienza.
Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi.


