Il re Borbone e la sua consorte soggiornavano a Roma, a soli 37 giorni dal 20 settembre 1870, quando i cannoni del generale Lamarmora conquistarono Roma, riportando la città a essere la capitale di tutti gli italiani. Il 14 agosto dello stesso anno, il consiglio comunale di Massa d’Albe, presieduto da Francesco Lanciani, deliberò di adottare il Regolamento di Polizia Urbana e Igiene Pubblica, composto da 58 articoli. Nonostante la mancanza di evidenze dettagliate, è probabile che Antrosano, con la sua economia rurale e posizione isolata, avesse problemi igienici significativi da affrontare.
L’adozione del regolamento mirava a migliorare l’ordine e la civiltà tra gli abitanti, spesso alle prese con la difficile quotidianità post-dominio borbonico. Gli statuti storici dell’Avezzano antica hanno visto la loro recente ristampa nel 1996 a cura di Mario Di Domenico, dimostrando un’ininterrotta attenzione al progresso locale. I primi articoli del regolamento evidenziano le cattive pratiche igieniche, imponendo sanzioni a chi trascurava la salute pubblica, come non seppellire animali morti a distanza adeguata o accumulare rifiuti pericolosi.
Il regolamento si occupava anche di cani affetti da rabbia e disponeva che i proprietari dovessero sopprimere gli animali infetti, garantendo così la sicurezza del pubblico. Tra le regole, era vietato lasciare rifiuti nelle vie, e si sottolineava l’importanza della pulizia delle strade. Gli articoli includevano controlli su pesi e misure, sanzioni per chi operava nel mercato senza le debite autorizzazioni e precauzioni riguardo all’ordine pubblico, sancendo il divieto di ingombrare spazi pubblici.
In un contesto di crescente urbanizzazione e con il passare del tempo, tali norme miravano a garantire la sicurezza e la salute dei cittadini. Le restrizioni si estendevano anche alla gestione del cibo, vietando la vendita di prodotti deteriorati e imponevano la pulizia delle abitazioni. L’attenzione alla normativa mostrava una volontà di costruzione di una comunità più sana e ordinata. Il percorso verso questa civiltà avanzata si completava con l’adozione di sanzioni contro chi non rispettava le regole, evidenziando l’importanza del rispetto per il bene comune.
Inoltre, nel Capo V, si delineava l’applicazione delle pene per chi contravveniva alle disposizioni, con l’obbligo di trasmettere le infrazioni al Pretore del Mandamento. La trasgressione delle norme comportava conseguenze significative e una ferma determinazione a mantenere ordine e salute nella comunità, evidenziando come già nel passato la Marsica si preoccupasse della qualità della vita sociale e igienica dei suoi abitanti.
Riferimento autore: Antrosano memoria e storia (Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi).


