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Dialetto Avezzanese… Sante ‘Middie… Je Tarramute !” – Note

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Tragedia e rinascita: come il terremoto del 1915 trasformò radicalmente Avezzano, unendo dolore e speranza in una lotta per la sopravvivenza.

Cambise Zefferino, noto per il suo forno ad Avezzano, vi morì il 13 gennaio 1915, giorno del devastante terremoto. Sposato con Fiasca Chiara, sua aiutante, vivono in Vico Felli. Un’altra figura legata a quel periodo è Giobbe, il municipale Pennazza Antonio, nato ad Avezzano nel 1873. La salute pubblica era una priorità, come dimostra l’ordinanza del sindaco Francesco Amorosi del 1 luglio 1906, che ordinava la pulizia del forno di Cambise, pena la chiusura.

Il chimico farmacista Don Fedele De Bernardinis, proprietario di una farmacia in Piazza San Bartolomeo dal 1874, era conosciuto per la sua passione per la caccia. Altre storie toccanti emergono, come quella di Gaetanucce, che morì nel 1925 ad Avezzano, ma si salvò dal terremoto, trovandosi a Roma. La partenza dei giovani coscritti della classe 1895 è documentata in “Avezzano e la sua storia” di Giovanni Pagani e in “La commare Regina” di Dario Di Gravio.

Il Conte Pio Marcello Bagnoli, nominato Vescovo della Diocesi di Pescina nel 1911, si salvò miracolosamente grazie a un viaggio a Roma. Mentre Monsignor Cola Giacci fu criticato, il suo contraccolpo avvenne in un contesto di scontri con altri leader religiosi, come Don Camillo Pentoli, il parroco di San Rocco, vittima del terremoto. L’avvocato Bartolomeo Giffi, attivo in politica, morì anch’egli nel disastro, mentre Nicola Gallese, suo successore come sindaco, dovette affrontare il caos amministrativo del periodo.

Nel clima turbolento del primo Novecento, l’amministrazione affrontò problemi igienici gravosi. Le “trascenne”, spazi angusti usati per lo smaltimento dei rifiuti, costituivano una sfida. La Giunta Municipale si interessava della questione, vendendo anche i rifiuti per finanziare lavori stradali. Le elezioni comunali vedevano attori chiave come l’avvocato Giffi e il prof. Ercole Nardelli, che sarebbero divenuti figure significative nel dopoguerra.

Il terremoto dell’11 gennaio 1915, che colpì Avezzano e la Marsica, rappresentò una rottura tragica nella storia locale. La devastazione portò a cambiamenti profondi, costringendo i sopravvissuti a ricostruire vite e comunità. Tra i salvati, Bruno Cassinelli si trovava a Roma per la tesi di laurea, mentre la vita di Giacinta Michetti, che sposò Pietro Spera nel 1900, continuò a evolversi fino al crollo di Avezzano.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.

Cambise Zefferino, proprietario e gestore del più rinomato forno di Avezzano, era nato nel 1867 nella medesima città e vi morì il giorno del terremoto. Era sposato con Fiasca Chiara, sua aiutante, che gli sopravvisse. La famiglia abitava in Vico Felli n.19. La piazza di Avezzano si è sviluppata attorno a vicoli che collegano Corso Umberto I a Piazzetta delle Monache, poi ribattezzata Largo della Società Operaia.

Un altro personaggio significativo è l’agente municipale Pennazza Antonio, noto con il nomignolo di Giobbe, nato nel 1873 ad Avezzano e morto il 13 gennaio 1915. Con un provvedimento del 1 luglio 1906, il sindaco Ing. Francesco Amorosi ordinò a Cambise Zefferino di garantire la nettezza del forno entro dieci giorni, minacciando la chiusura in caso contrario.

Don Fedele De Bernardinis, chimico farmacista e gestore di una farmacia nella centralissima Piazza San Bartolomeo, fu un altro personaggio memorabile. Aperta sin dal 1874, la sua farmacia era un ritrovo per cacciatori, essendo lui stesso un accanito seguace di Diana, come riportato da Antonio Falcone nel suo libro “Fiori di carta”.

Aspreno Seritti, contadino-cacciatore, visse ad Avezzano fino all’età di 81 anni, morendo nel 1931. Un altro personaggio, Gaetanucce, al secolo Ferrari Gaetano, nacque a Lama dei Peligni nel 1868 e morì ad Avezzano l’1 novembre 1925. Non sposato, visse con la matrigna Cocco Rosaria, che morì sotto le macerie del terremoto. Si era guadagnato da vivere scrivendo lettere per persone analfabete.

La partenza dei coscritti della classe 1895 per il distretto di Sulmona è riportata a pag.699 e seguenti nel libro di Giovanni PaganiAvezzano e la sua storia”. Anche Dario Di Gravio ne parla a pag.155 del suo lavoro “La commare Regina”.

Franceschine La Cornacchietta, nomignolo di Gallese Francesco, nacque ad Avezzano il 4 luglio 1872 e morì all’Aquila il 21 febbraio 1952. Esercitava il mestiere di attacchino e durante le feste patronali di San Rocco era noto per il suo ruolo nel ballo della “pupazza”. Si parla di lui nel libro di Armando PalanzaAvezzano dei tempi andati”.

Don Camillo Pentoli, parroco della Chiesa di San Rocco, morì sotto le macerie del terremoto all’età di 47 anni. Il Conte Pio Marcello Bagnoli, dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, fu nominato Vescovo della Diocesi di Pescina con un Regio Decreto del 1911. Si salvò dal terremoto poiché si trovava a Roma in quel giorno fatale.

Il Vescovo Bagnoli si stabilì provvisoriamente a Tagliacozzo e successivamente ad Avezzano, dove furono costruiti l’Episcopio e il Seminario. Monsignor Cola Giacci fu il suo predecessore, contestato fino al 1911, anno in cui fu sostituito.

Un episodio significativo riportato a pag.3 del Corriere della Marsica del 20 giugno 1908 riguarda la lite tra il Vescovo Giacci, Don Camillo Pentoli e l’Abate Colelli. La questione delle candele e un contenzioso per dazio è documentata nella prima pagina del n.160 del 30 aprile 1911 del medesimo giornale.

L’avvocato Bartolomeo Giffi, nato ad Avezzano il 6 dicembre 1855, morì tragicamente il giorno del terremoto, solo cento giorni dopo la sua elezione a sindaco. Già sindaco due volte, aveva avuto un ruolo chiave nella politica locale.

Nicola Gallese fu sindaco di Avezzano dal 26 novembre 1910 al 23 marzo 1914, noto per significativi dissensi politici durante la sua amministrazione. Dopo il suo mandato, la situazione politica assunse toni accesi.

Il 16 luglio successivo, venne eletto sindaco Giovanni Cerri, il quale, purtroppo, rifiutò l’incarico. Fu Bartolomeo Giffi a ricoprire il ruolo di primo cittadino, ma morì il giorno del terremoto, trasformando il suo breve mandato in uno dei più tragici della storia locale.

Negli ultimi anni del XIX secolo e all’inizio del nuovo secolo, la situazione igienico-sanitaria di Avezzano era sempre più precaria. Le trascenne, intercapedini tra i fabbricati, si prestavano a diventare ricettacoli di rifiuti. La giunta comunale cercò di migliorare la situazione, vendendo all’asta i prodotti della spazzatura.

Frattanto, malgrado la presenza di problematiche ambientali, la giunta stabilì orari di apertura per le farmacie, mentre non risulta simile provvedimento per i forni. Il 7 novembre, la giunta prese decisioni riguardo gli orari di apertura delle farmacie, evidenziando una certa gestione della salute pubblica nella crescita urbana.

Bruno Cassinelli, avvocato penalista nato a Firenze nel 1893, si salvò dal terremoto poiché si trovava a Roma per motivi accademici. È ben ricordato per le sue abilità oratorie e morì nel 1970.

Il personaggio di Rinaldo Del Rosso è descritto come un “mazziere” audace durante le riunioni comunali presiedute da Nicola Gallese. Infine, Michetti Giacinta, detta “Ziriona”, nacque ad Avezzano il 22 settembre 1876 e morì nel 1967, sposando Pietro Spera e avendo cinque figli.

Il terremoto dell’11 gennaio 1915, di undicesimo grado della scala Mercalli, devastò Avezzano e ampie zone della Marsica, nella disastrosa congiuntura storica, restando uno dei momenti più tragici per la comunità locale.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.

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Cambise Zefferino, proprietario e gestore del più rinomato forno di Avezzano, era nato nel 1867 nella medesima città e vi morì il giorno del terremoto. Era sposato con Fiasca Chiara, sua aiutante, che gli sopravvisse. La famiglia abitava in Vico Felli n.19. La piazza di Avezzano si è sviluppata attorno a vicoli che collegano Corso Umberto I a Piazzetta delle Monache, poi ribattezzata Largo della Società Operaia.

Un altro personaggio significativo è l’agente municipale Pennazza Antonio, noto con il nomignolo di Giobbe, nato nel 1873 ad Avezzano e morto il 13 gennaio 1915. Con un provvedimento del 1 luglio 1906, il sindaco Ing. Francesco Amorosi ordinò a Cambise Zefferino di garantire la nettezza del forno entro dieci giorni, minacciando la chiusura in caso contrario.

Don Fedele De Bernardinis, chimico farmacista e gestore di una farmacia nella centralissima Piazza San Bartolomeo, fu un altro personaggio memorabile. Aperta sin dal 1874, la sua farmacia era un ritrovo per cacciatori, essendo lui stesso un accanito seguace di Diana, come riportato da Antonio Falcone nel suo libro “Fiori di carta”.

Aspreno Seritti, contadino-cacciatore, visse ad Avezzano fino all’età di 81 anni, morendo nel 1931. Un altro personaggio, Gaetanucce, al secolo Ferrari Gaetano, nacque a Lama dei Peligni nel 1868 e morì ad Avezzano l’1 novembre 1925. Non sposato, visse con la matrigna Cocco Rosaria, che morì sotto le macerie del terremoto. Si era guadagnato da vivere scrivendo lettere per persone analfabete.

La partenza dei coscritti della classe 1895 per il distretto di Sulmona è riportata a pag.699 e seguenti nel libro di Giovanni PaganiAvezzano e la sua storia”. Anche Dario Di Gravio ne parla a pag.155 del suo lavoro “La commare Regina”.

Franceschine La Cornacchietta, nomignolo di Gallese Francesco, nacque ad Avezzano il 4 luglio 1872 e morì all’Aquila il 21 febbraio 1952. Esercitava il mestiere di attacchino e durante le feste patronali di San Rocco era noto per il suo ruolo nel ballo della “pupazza”. Si parla di lui nel libro di Armando PalanzaAvezzano dei tempi andati”.

Don Camillo Pentoli, parroco della Chiesa di San Rocco, morì sotto le macerie del terremoto all’età di 47 anni. Il Conte Pio Marcello Bagnoli, dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, fu nominato Vescovo della Diocesi di Pescina con un Regio Decreto del 1911. Si salvò dal terremoto poiché si trovava a Roma in quel giorno fatale.

Il Vescovo Bagnoli si stabilì provvisoriamente a Tagliacozzo e successivamente ad Avezzano, dove furono costruiti l’Episcopio e il Seminario. Monsignor Cola Giacci fu il suo predecessore, contestato fino al 1911, anno in cui fu sostituito.

Un episodio significativo riportato a pag.3 del Corriere della Marsica del 20 giugno 1908 riguarda la lite tra il Vescovo Giacci, Don Camillo Pentoli e l’Abate Colelli. La questione delle candele e un contenzioso per dazio è documentata nella prima pagina del n.160 del 30 aprile 1911 del medesimo giornale.

L’avvocato Bartolomeo Giffi, nato ad Avezzano il 6 dicembre 1855, morì tragicamente il giorno del terremoto, solo cento giorni dopo la sua elezione a sindaco. Già sindaco due volte, aveva avuto un ruolo chiave nella politica locale.

Nicola Gallese fu sindaco di Avezzano dal 26 novembre 1910 al 23 marzo 1914, noto per significativi dissensi politici durante la sua amministrazione. Dopo il suo mandato, la situazione politica assunse toni accesi.

Il 16 luglio successivo, venne eletto sindaco Giovanni Cerri, il quale, purtroppo, rifiutò l’incarico. Fu Bartolomeo Giffi a ricoprire il ruolo di primo cittadino, ma morì il giorno del terremoto, trasformando il suo breve mandato in uno dei più tragici della storia locale.

Negli ultimi anni del XIX secolo e all’inizio del nuovo secolo, la situazione igienico-sanitaria di Avezzano era sempre più precaria. Le trascenne, intercapedini tra i fabbricati, si prestavano a diventare ricettacoli di rifiuti. La giunta comunale cercò di migliorare la situazione, vendendo all’asta i prodotti della spazzatura.

Frattanto, malgrado la presenza di problematiche ambientali, la giunta stabilì orari di apertura per le farmacie, mentre non risulta simile provvedimento per i forni. Il 7 novembre, la giunta prese decisioni riguardo gli orari di apertura delle farmacie, evidenziando una certa gestione della salute pubblica nella crescita urbana.

Bruno Cassinelli, avvocato penalista nato a Firenze nel 1893, si salvò dal terremoto poiché si trovava a Roma per motivi accademici. È ben ricordato per le sue abilità oratorie e morì nel 1970.

Il personaggio di Rinaldo Del Rosso è descritto come un “mazziere” audace durante le riunioni comunali presiedute da Nicola Gallese. Infine, Michetti Giacinta, detta “Ziriona”, nacque ad Avezzano il 22 settembre 1876 e morì nel 1967, sposando Pietro Spera e avendo cinque figli.

Il terremoto dell’11 gennaio 1915, di undicesimo grado della scala Mercalli, devastò Avezzano e ampie zone della Marsica, nella disastrosa congiuntura storica, restando uno dei momenti più tragici per la comunità locale.

Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.

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