Trascorsi i primi momenti di grande emozione, promesse e recriminazioni, spesso la memoria di eventi tragici svanisce nell’oblio. Non tutti i giovani della generazione attuale sono a conoscenza dei 30.000 morti causati dal terremoto del 1915, della devastazione che ha colpito le nostre contrade, degli invalidi segnati da sofferenze visibili e degli orfani cresciuti grazie all’opera di assistenza di persone generose.
Un nome che merita di essere ricordato è quello di Don Orione, noto per l’Istituto di via Corradini, ma il cui impegno e sacrificio come apostolo tortonese sono meno celebrati. Grazie al suo operato, centinaia di giovani abbandonati sono stati sottratti all’influenza negativa di individui senza scrupoli e hanno ricevuto un’educazione che li ha guidati verso un vivere onesto e dignitoso.
In questo contesto, l’opera “Sante ‘Middie… je tarramute!” si propone come un tentativo di mantenere viva la memoria, non irriverente, della tragedia che ha colpito la Marsica. La storia non deve essere dimenticata; è fondamentale ricordare il nostro passato, anche se tragicamente cancellato dalla furia devastatrice della natura.
Riferimento autore: Giovanbattista Pitoni.


