Notifica
Notifica

Tagliacozzo

Aggiungi qui il testo del titolo

Tagliacozzo, cuore storico della Marsica, tramanda il suo prestigioso retaggio attraverso vicende che scolpiscono la sua identità tra battaglie e rinascita culturale.

Tra le varie spiegazioni etimologiche sul nome, quella piú convincente è che il nome derivi da un tema cot(t), collina, vertice di montagna, quasi «collina tagliata». (G.Alessio-M.De Giovanni). Secondo gli storici locali, Tagliacozzo sarebbe sorta (in maniera analoga a quanto era avvenuto per altri centri marsicani) dall’aggregazione di piú casali. (Febonio, Di Pietro, Gattinara, Marini).

Sarebbe passata, quindi, sotto la signoria dei Berardi e, dal 1239, sotto quella di Giovanni del Ponte (o De Pontibus). Piú o meno agli inizi del XIII secolo vien fatta risalire la costruzione di una torre, innalzata in prossimitá della chiesetta di S.Maria in Forca (poi chiamata S.Maria del Soccorso), per iniziativa di Andrea De Pontibus.

Un’altra chiesolina, «eretta dai fedeli per ricovero dei viandanti» (G.Gattinara), era quella di S.Cosma in Silvis, donata nel 981 ai Benedettini di Subiaco dall’imperatore Ottone II e poi da costoro ceduta in enfiteusi alle monache benedettine, che risiedevano in Val di Varri. Tuttavia, le notizie su Tagliacozzo e sul suo contado cominciano ad essere piú precise e sicure solo all’epoca degli Angioini: fu allora che si delinearono i tre feudi di Albe, Celano e Tagliacozzo, essendo venuta meno — per usare un’espressione del Brogi — «la feudalitá in pillole dei Normanni». II passaggio di Corradino di Svevia per Tagliacozzo nel 1268 pare ampiamente dimostrato (almeno secondo G.Marini) non solo dalle cronache contemporanee alla battaglia e dagli storici successivi, ma anche dall’osservazione attenta dei luoghi, che dimostrerebbe ampiamente «l’impossibilitá tecnico-militare del passaggio di Corradino dalla Valle di Luppa alla Bocca di Teve».

Scopri Tagliacozzo

Scopri di più nella sezione dedicata

Scopri Tagliacozzo, perla dell’Abruzzo e città d’arte ai piedi del Monte Civita. Un borgo millenario che intreccia storia medievale, memorie rinascimentali e tradizioni vive, celebre per Piazza dell’Obelisco e per la Battaglia del 1268. Circondata da boschi, altopiani e paesaggi appenninici, Tagliacozzo è cultura, natura e identità, luogo autentico dove il passato dialoga con il presente e guarda al futuro.

Esplora e approfondisci su Tagliacozzo

Tagliacozzo

IN PRIMO PIANO

La Battaglia Di Tagliacozzo

Scopri come la battaglia di Tagliacozzo ha plasmato il destino del Mezzogiorno d’Italia attraverso drammi storici e scelte strategiche decisive.

I Colonna Conti Di Albe E Duchi Di Tagliacozzo

Dai campi di battaglia alle corti papali, scopri come il casato Colonna ha plasmato la storia e la cultura italiane nel cuore della Marsica.

Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo, gioiello marsicano, sfida il tempo mostrando affreschi e architetture che narrano secoli di storia e arte.

Chiese e monumenti

Santuario Di Maria Ss. Dell’Oriente

Scopri il santuario di S. Maria de Orienna, un gioiello marsicano ricco di storia e arte, dal miracoloso arrivo dell’icona bizantina ai moderni restauri.

Chiesa Santa Maria Del Soccorso

Scoprite i segreti della chiesa di Santa Maria in Furca, un gioiello architettonico carico di storia e mistero, nascosto tra i monti della Marsica.

Chiesa Ss. Cosma E Damiano

Scoprite il fascino senza tempo della chiesa di Pescina, custode di segreti artistici e storie millenarie nel cuore della Marsica.

Personaggi

Tommaso Da Celano E I Francescani

Francesco d’Assisi in Marsica: tra leggende e fede, un viaggio nei luoghi dove il Santo ha lasciato il segno.

Giovanni Da Tagliacozzo

Tra misticismo e poesia: riscopriamo Giovanni da Tagliacozzo, l’oscuro frate poeta che visse tra le ombre della storia e le luci della fede.

Andrea Argoli

Andrea Argoli, da Tagliacozzo a Padova: il viaggio di un genio tra scienza, persecuzioni e riscatto accademico, sotto l’ombra di Galileo.

Frazioni

Roccacerro

Roccacerro, un gioiello marsicano tra storia e leggenda: scopri come antiche rovine si trasformano in simboli di identità locale.

Tremonti

Scopri il fascino nascosto di un antico borgo marsicano, dove storia e tradizione si tessono tra vicoli in selciato e panorami mozzafiato.

San Donato

Scopri i segreti di un castello medioevale e la resilienza di un piccolo paese, tra invasioni saracene e ribellioni storiche.

In vetrina

Prodotti, servizi e ricettività

Nel 1268 Carlo I d’Angió concesse ad Andrea De Pontibus (non sappiamo se sia lo stesso cui piú tardi si attribuí la costruzione della torre) il privilegio «di poter estrarre vettovaglie per le sue terre fuori del Regno, poiché aveva possedimenti anche nel limitrofo Stato della Chiesa». (T.Brogi). Piú tardi, ridottisi i De Pontibus a possedere soltanto Corcumello (che nel XV secolo sará da loro trasmesso, a causa di un matrimonio, alla famiglia Vetoli), subentrarono nel possesso del feudo gli Orsini. Il vero fondatore della contea di Tagliacozzo, ad ogni modo, deve essere considerato quel Rainaldo Orsini che, nel 1379, diede aiuto a Ruggiero conte di Celano, nella lotta da costui intrapresa contro il ribelle figlio Antonio; ma la struttura moderna di Tagliacozzo fu opera del successore Roberto Orsini.

Per un breve periodo, verso la fine del XV secolo, Albe e Tagliacozzo passarono direttamente sotto la Regia Camera. I Colonna ne approfittarono, per rivendicare i loro diritti sulla contea di Albe; ma Virginio Orsini, l’ultimo della casata, scatenó contro di loro una lotta furibonda, schierandosi dalla parte del papa. Dichiarato ribelle dal re, gli vennero confiscati i beni, e Fabrizio Colonna si vide riconosciuto il proprio diritto a quella contea. Finita la guerra, si giunse a un accordo, in base al quale il feudo venne restituito agli Orsini; solo dopo alterne vicende (legate alla Congiura dei Baroni e, poi, all’invasione francese dell’Italia), gli Orsini furono definitivamente scacciati: il 6 luglio del 1497 il re Federico concesse a Fabrizio Colonna l’investitura dei feudi di Albe e Tagliacozzo, comprese le baronie di Carsoli e Civitella Roveto. Si formó, cosí, il vasto «Stato di Tagliacozzo», e a Fabrizio e ai suoi successori venne attribuito il titolo di «duchi».

Gli Orsini tentarono piú volte la rivincita; ma ormai i Colonna avranno buon gioco nell’imporre il loro predominio, riconosciuto ufficialmente, dopo il 1559, anche dal papa Pio IV. Fu quello il periodo di maggiore splendore per il ducato, specialmente sotto il Gran Contestabile Marcantonio Colonna. Sul piano della giurisdizione ecclesiastica, la chiesa dei SS.Cosma e Damiano (con l’annesso monastero delle Benedettine) era sotto l’influenza di Montecassino, contro cui i vescovi dei Marsi tenteranno per piú secoli di far valere le loro ragioni.
Finita la feudalitá, Tagliacozzo perde il suo ruolo primario nella Marsica e, negli anni 1860-61, è agitata da fermenti antipiemontesi e filo-borbonici. La Tagliacozzo di oggi, perduta la sua posizione di «caput Marsorum», ha assistito al sempre piú rapido sviluppo di Avezzano, a cui ha dovuto cedere man mano uffici e privilegi.

A Tagliacozzo è rimasta (assumendo notevole sviluppo) un’altra caratteristica, quella cioè di cittá turistica e culturale, la prima nella Marsica: un ruolo che nessuno, finora, si sogna di contenderle e che deve essere difeso e sostenuto con tutti i mezzi e con la cooperazione di tutte le forze politiche, sociali e culturali del territorio.

CENNI ARTISTICI

È interessante, ancor oggi, la struttura urbanistica di tutto il centro abitato, sia nella parte piú antica («Insulatera”), sia nella zona attorno a Piazza Obelisco, una delle piazze piú armoniche di tutto l’Abruzzo. Un edificio di estremo interesse artistico e culturale è il «Palazzo Ducale», la cui costruzione originaria è da attribuirsi a Roberto Orsini (seconda metá del XIV secolo): all’interno, ambienti vari e ricchi, affreschi nella cappella e nel loggiato.

Tra le chiese: S.Maria del Soccorso (giá S.Maria in Forca); S.Francesco (con le spoglie di Fra Tommaso da Celano); SS.Cosma e Damiano (con il cinquecentesco portale dell’atrio e annesso convento); l’Annunziata (il convento contiguo è divenuto sede del Municipio); nelle vicinanze di Tagliacozzo, il santuario di Maria SS.ma dell’Oriente (con antica Immagine della Vergine).

Tra le costruzioni civili: la giá ricordata Piazza Obelisco, con le belle abitazioni che le fanno da contorno; ma anche la Via Romana, la Piazza Argoli, e i numerosi palazzi signorili, costruiti tra il XVI e il XIX secolo; e, soprattutto, la Via Orsini, con due abitazioni che presentano splendide bifore quattrocentesche. Tra i monumenti piú recenti, è da segnalare il Teatro Talia, inaugurato nel 1832 e piú volte restaurato. Nelle frazioni di Roccacerro e Tremonti: resti di castelli medievali. A S.Sebastiano: chiesa madre di S.Bartolomeo, con statua del santo, eseguita da un allievo del Canova nel 1811.

Scopri Tagliacozzo

Scopri di più nella sezione dedicata

Aielli, oltre i mille metri nel Parco Sirente-Velino, guarda l’ex alveo del Fucino e apre la valle del Giovenco. Nel borgo antico, i vicoli si intrecciano con i murales di Borgo Universo, progetto di arte diffusa. In cima, la Torre delle Stelle – torre medievale – ospita osservatorio astronomico, Museo del Cielo e spazi dedicati alla Luna e allo Spazio: di giorno belvedere, di sera osservazioni.

Area tematica di Aielli

Tagliacozzo

IN PRIMO PIANO

La Battaglia Di Tagliacozzo

Scopri come la battaglia di Tagliacozzo ha plasmato il destino del Mezzogiorno d’Italia attraverso drammi storici e scelte strategiche decisive.

I Colonna Conti Di Albe E Duchi Di Tagliacozzo

Dai campi di battaglia alle corti papali, scopri come il casato Colonna ha plasmato la storia e la cultura italiane nel cuore della Marsica.

Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo, gioiello marsicano, sfida il tempo mostrando affreschi e architetture che narrano secoli di storia e arte.

Chiese e monumenti

Santuario Di Maria Ss. Dell’Oriente

Scopri il santuario di S. Maria de Orienna, un gioiello marsicano ricco di storia e arte, dal miracoloso arrivo dell’icona bizantina ai moderni restauri.

Chiesa Santa Maria Del Soccorso

Scoprite i segreti della chiesa di Santa Maria in Furca, un gioiello architettonico carico di storia e mistero, nascosto tra i monti della Marsica.

Chiesa Ss. Cosma E Damiano

Scoprite il fascino senza tempo della chiesa di Pescina, custode di segreti artistici e storie millenarie nel cuore della Marsica.

Personaggi

Tommaso Da Celano E I Francescani

Francesco d’Assisi in Marsica: tra leggende e fede, un viaggio nei luoghi dove il Santo ha lasciato il segno.

Giovanni Da Tagliacozzo

Tra misticismo e poesia: riscopriamo Giovanni da Tagliacozzo, l’oscuro frate poeta che visse tra le ombre della storia e le luci della fede.

Andrea Argoli

Andrea Argoli, da Tagliacozzo a Padova: il viaggio di un genio tra scienza, persecuzioni e riscatto accademico, sotto l’ombra di Galileo.

Frazioni

Roccacerro

Roccacerro, un gioiello marsicano tra storia e leggenda: scopri come antiche rovine si trasformano in simboli di identità locale.

Tremonti

Scopri il fascino nascosto di un antico borgo marsicano, dove storia e tradizione si tessono tra vicoli in selciato e panorami mozzafiato.

San Donato

Scopri i segreti di un castello medioevale e la resilienza di un piccolo paese, tra invasioni saracene e ribellioni storiche.

In vetrina

Prodotti, servizi e ricettività

Tra le varie spiegazioni etimologiche sul nome, quella più convincente è che derivi da un tema cot(t), ovvero collina, vertice di montagna, quasi «collina tagliata» (G. Alessio – M. De Giovanni). Secondo gli storici locali, Tagliacozzo sarebbe sorta, in maniera analoga a quanto avvenuto per altri centri marsicani, dall’aggregazione di più casali (Febonio, Di Pietro, Gattinara, Marini).

Successivamente, il territorio sarebbe passato sotto la signoria dei Berardi e, dal 1239, sotto quella di Giovanni del Ponte (o De Pontibus). All’inizio del XIII secolo, viene fatta risalire la costruzione di una torre, innalzata in prossimità della chiesetta di S. Maria in Forca (poi chiamata S. Maria del Soccorso), per iniziativa di Andrea De Pontibus.

Un’altra chiesolina, «eretta dai fedeli per ricovero dei viandanti» (G. Gattinara), era quella di S. Cosma in Silvis, donata nel 981 ai Benedettini di Subiaco dall’imperatore Ottone II, e successivamente venduta in enfiteusi alle monache benedettine residenti in Val di Varri. Le notizie su Tagliacozzo e sul suo contado iniziano a divenire più precise e sicure solo all’epoca degli Angioini, quando si delinearono i tre feudi di Albe, Cèlano e Tagliacozzo, segnando la diminuzione della feudalità normanna.

Il passaggio di Corradino di Svevia per Tagliacozzo nel 1268 è ampiamente documentato, secondo G. Marini, non solo dalle cronache contemporanee e dai successivi storici, ma anche dall’osservazione attenta dei luoghi, che metterebbe in evidenza l’impossibilità tecnico-militare del passaggio di Corradino dalla Valle di Luppa alla Bocca di Teve.

Nell’1268, Carlo I d’Angiò concesse ad Andrea De Pontibus (di cui non si sa se sia lo stesso attribuito alla costruzione della torre) il privilegio di estrarre vettovaglie per le sue terre al di fuori del Regno, poiché possedeva anche terreni nel limitrofo Stato della Chiesa (T. Brogi). In seguito, ridottisi i De Pontibus a possedere soltanto Corcumello, il feudo passò agli Orsini. Il vero fondatore della contea di Tagliacozzo deve essere considerato Rainaldo Orsini, che nel 1379 aiutò Ruggiero conte di Cèlano nella lotta contro il ribelle Antonio; la struttura moderna di Tagliacozzo fu poi opera del successore Roberto Orsini.

Per un breve periodo, verso la fine del XV secolo, i feudi di Albe e Tagliacozzo passarono direttamente sotto la Regia Camera. I Colonna ne approfittarono per rivendicare i diritti sulla contea di Albe; tuttavia, Virginio Orsini, ultimo della casata, scatenò contro di loro una feroce lotta, schierandosi dalla parte del papa. Dichiarato ribelle dal re, gli furono confiscati i beni, e Fabrizio Colonna ottenne il riconoscimento del proprio diritto a quella contea.

Finita la guerra, si giunse a un accordo, e il feudo fu restituito agli Orsini. Solo dopo alterne vicende, legate alla Congiura dei Baroni e all’invasione francese, gli Orsini furono definitivamente scacciati: il 6 luglio 1497, il re Federico concesse a Fabrizio Colonna l’investitura dei feudi di Albe e Tagliacozzo, comprese le baronie di Carsoli e Civitella Roveto, formando così il vasto «Stato di Tagliacozzo», ai Colonna venne attribuito il titolo di «duchi».

Gli Orsini tentarono più volte la rivincita, ma i Colonna consolidarono il loro predominio, ufficialmente riconosciuto anche dal papa Pio IV dopo il 1559. Questo fu il periodo di maggiore splendore per il ducato, specialmente sotto il Gran Contestabile Marcantonio Colonna. Sul piano giurisdizionale ecclesiastico, la chiesa dei SS. Cosma e Damiano (con l’annesso monastero delle Benedettine) era sotto l’influenza di Montecassino, contro cui i vescovi dei Marsi tentarono per secoli di rivendicare le loro ragioni.

Con la fine della feudalità, Tagliacozzo perse il suo ruolo primario nella Marsica. Negli anni 1860-61, il paese fu attraversato da fermenti antipiemontesi e filo-borbonici. La Tagliacozzo di oggi, avendo perso la sua posizione di «caput Marsorum», ha assistito a un rapido sviluppo di Avezzano, cedendo man mano uffici e privilegi.

A Tagliacozzo è rimasta, assumendo notevole sviluppo, una caratteristica di città turistica e culturale; è la prima nella Marsica, un ruolo che deve essere sostenuto e difeso con il supporto di tutte le forze politiche, sociali e culturali del territorio.

CENNI ARTISTICI

È interessante, ancor oggi, la struttura urbanistica del centro abitato, sia nella parte più antica («Insulatera»), sia nella zona attorno a Piazza Obelisco, una delle piazze più armoniche di tutto l’ Abruzzo. Un edificio di estremo interesse artistico e culturale è il Palazzo Ducale, la cui costruzione originaria è attribuibile a Roberto Orsini (seconda metà del XIV secolo); all’interno, si trovano ambienti vari e ricchi, affreschi nella cappella e nel loggiato.

Tra le chiese, troviamo S. Maria del Soccorso (già S. Maria in Forca), S. Francesco (con le spoglie di Fra Tommaso da Cèlano), SS. Cosma e Damiano (con il cinquecentesco portale dell’atrio e l’annesso convento), e l’ Annunziata (il convento contiguo è divenuto sede del Municipio). Nelle vicinanze di Tagliacozzo, si erge il santuario di Maria SS.ma dell’Oriente, con l’antica Immagine della Vergine.

Tra le costruzioni civili, ricordiamo la già citata Piazza Obelisco, circondata da belle abitazioni, la Via Romana, la Piazza Argoli, e i numerosi palazzi signorili costruiti tra il XVI e il XIX secolo; in particolare, la Via Orsini, con due abitazioni che presentano splendide bifore quattrocentesche. Tra i monumenti più recenti, segnaliamo il Teatro Talia, inaugurato nel 1832 e più volte restaurato. Nelle frazioni di Roccacerro e Tremonti, si trovano resti di castelli medievali. A S. Sebastiano, la chiesa madre di S. Bartolomeo</strong ospita una statua del santo, eseguita da un allievo di Canova nel 1811.

Tratto da: [fonte/autore].

Aggiungi qui il testo del titolo

Ospitalità e servizi

Tra le varie spiegazioni etimologiche sul nome, quella più convincente è che derivi da un tema cot(t), ovvero collina, vertice di montagna, quasi «collina tagliata» (G. Alessio – M. De Giovanni). Secondo gli storici locali, Tagliacozzo sarebbe sorta, in maniera analoga a quanto avvenuto per altri centri marsicani, dall’aggregazione di più casali (Febonio, Di Pietro, Gattinara, Marini).

Successivamente, il territorio sarebbe passato sotto la signoria dei Berardi e, dal 1239, sotto quella di Giovanni del Ponte (o De Pontibus). All’inizio del XIII secolo, viene fatta risalire la costruzione di una torre, innalzata in prossimità della chiesetta di S. Maria in Forca (poi chiamata S. Maria del Soccorso), per iniziativa di Andrea De Pontibus.

Un’altra chiesolina, «eretta dai fedeli per ricovero dei viandanti» (G. Gattinara), era quella di S. Cosma in Silvis, donata nel 981 ai Benedettini di Subiaco dall’imperatore Ottone II, e successivamente venduta in enfiteusi alle monache benedettine residenti in Val di Varri. Le notizie su Tagliacozzo e sul suo contado iniziano a divenire più precise e sicure solo all’epoca degli Angioini, quando si delinearono i tre feudi di Albe, Cèlano e Tagliacozzo, segnando la diminuzione della feudalità normanna.

Il passaggio di Corradino di Svevia per Tagliacozzo nel 1268 è ampiamente documentato, secondo G. Marini, non solo dalle cronache contemporanee e dai successivi storici, ma anche dall’osservazione attenta dei luoghi, che metterebbe in evidenza l’impossibilità tecnico-militare del passaggio di Corradino dalla Valle di Luppa alla Bocca di Teve.

Nell’1268, Carlo I d’Angiò concesse ad Andrea De Pontibus (di cui non si sa se sia lo stesso attribuito alla costruzione della torre) il privilegio di estrarre vettovaglie per le sue terre al di fuori del Regno, poiché possedeva anche terreni nel limitrofo Stato della Chiesa (T. Brogi). In seguito, ridottisi i De Pontibus a possedere soltanto Corcumello, il feudo passò agli Orsini. Il vero fondatore della contea di Tagliacozzo deve essere considerato Rainaldo Orsini, che nel 1379 aiutò Ruggiero conte di Cèlano nella lotta contro il ribelle Antonio; la struttura moderna di Tagliacozzo fu poi opera del successore Roberto Orsini.

Per un breve periodo, verso la fine del XV secolo, i feudi di Albe e Tagliacozzo passarono direttamente sotto la Regia Camera. I Colonna ne approfittarono per rivendicare i diritti sulla contea di Albe; tuttavia, Virginio Orsini, ultimo della casata, scatenò contro di loro una feroce lotta, schierandosi dalla parte del papa. Dichiarato ribelle dal re, gli furono confiscati i beni, e Fabrizio Colonna ottenne il riconoscimento del proprio diritto a quella contea.

Finita la guerra, si giunse a un accordo, e il feudo fu restituito agli Orsini. Solo dopo alterne vicende, legate alla Congiura dei Baroni e all’invasione francese, gli Orsini furono definitivamente scacciati: il 6 luglio 1497, il re Federico concesse a Fabrizio Colonna l’investitura dei feudi di Albe e Tagliacozzo, comprese le baronie di Carsoli e Civitella Roveto, formando così il vasto «Stato di Tagliacozzo», ai Colonna venne attribuito il titolo di «duchi».

Gli Orsini tentarono più volte la rivincita, ma i Colonna consolidarono il loro predominio, ufficialmente riconosciuto anche dal papa Pio IV dopo il 1559. Questo fu il periodo di maggiore splendore per il ducato, specialmente sotto il Gran Contestabile Marcantonio Colonna. Sul piano giurisdizionale ecclesiastico, la chiesa dei SS. Cosma e Damiano (con l’annesso monastero delle Benedettine) era sotto l’influenza di Montecassino, contro cui i vescovi dei Marsi tentarono per secoli di rivendicare le loro ragioni.

Con la fine della feudalità, Tagliacozzo perse il suo ruolo primario nella Marsica. Negli anni 1860-61, il paese fu attraversato da fermenti antipiemontesi e filo-borbonici. La Tagliacozzo di oggi, avendo perso la sua posizione di «caput Marsorum», ha assistito a un rapido sviluppo di Avezzano, cedendo man mano uffici e privilegi.

A Tagliacozzo è rimasta, assumendo notevole sviluppo, una caratteristica di città turistica e culturale; è la prima nella Marsica, un ruolo che deve essere sostenuto e difeso con il supporto di tutte le forze politiche, sociali e culturali del territorio.

CENNI ARTISTICI

È interessante, ancor oggi, la struttura urbanistica del centro abitato, sia nella parte più antica («Insulatera»), sia nella zona attorno a Piazza Obelisco, una delle piazze più armoniche di tutto l’ Abruzzo. Un edificio di estremo interesse artistico e culturale è il Palazzo Ducale, la cui costruzione originaria è attribuibile a Roberto Orsini (seconda metà del XIV secolo); all’interno, si trovano ambienti vari e ricchi, affreschi nella cappella e nel loggiato.

Tra le chiese, troviamo S. Maria del Soccorso (già S. Maria in Forca), S. Francesco (con le spoglie di Fra Tommaso da Cèlano), SS. Cosma e Damiano (con il cinquecentesco portale dell’atrio e l’annesso convento), e l’ Annunziata (il convento contiguo è divenuto sede del Municipio). Nelle vicinanze di Tagliacozzo, si erge il santuario di Maria SS.ma dell’Oriente, con l’antica Immagine della Vergine.

Tra le costruzioni civili, ricordiamo la già citata Piazza Obelisco, circondata da belle abitazioni, la Via Romana, la Piazza Argoli, e i numerosi palazzi signorili costruiti tra il XVI e il XIX secolo; in particolare, la Via Orsini, con due abitazioni che presentano splendide bifore quattrocentesche. Tra i monumenti più recenti, segnaliamo il Teatro Talia, inaugurato nel 1832 e più volte restaurato. Nelle frazioni di Roccacerro e Tremonti, si trovano resti di castelli medievali. A S. Sebastiano, la chiesa madre di S. Bartolomeo</strong ospita una statua del santo, eseguita da un allievo di Canova nel 1811.

Tratto da: [fonte/autore].

Resta connesso con Terre Marsicane

TERRE MARSICANE MEWS

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Avezzano (AQ) n.9 del 12 novembre 2008 – Editore web solutions Alter Ego S.r.l.s. – Direttore responsabile Luigi Todisco.

copyright: TERREMARSICANE Servizi e Comunicazione S.r.l.s.

Informazioni e contatto

Invia suggerimenti o materiale integrativo

Utilizza il form sottostante per segnalare delle modifiche o inesattezze e inviare del materiale utile all'ottimizzazione dei contenuti