Un milione di anni fa, gran parte della penisola italiana era occupata da un profondo mare, e i primi abitanti di Pietrasecca erano forme di vita marine, i cui resti sono ancora visibili nei dintorni. Nella zona di Vena Cionca, a partire dal X-IX secolo a.C., era presente un abitato fortificato degli Equi, chiamato “Ocre”. Queste informazioni emergono da due pubblicazioni nel volume “Il Fùcino e le aree limitrofe nell’antichità”, riguardanti un convegno di archeologia tenutosi nel 1989.
Durante l’epoca romana, la presenza umana è attestata da frammenti di ceramica e da una lapide funeraria rinvenuta presso “il Pozzo”, sotto l’attuale abitato. La scoperta della grotta del “Cervo Grande” nel 1984 ha fornito ulteriori informazioni, come monete romane oggi custodite nel museo archeologico di Chieti.
I pietraseccani concordano su un punto: il fondatore del loro paese è Re Pipino. Tuttavia, la tradizione non offre dettagli specifici sulla fondazione. Importante è notare che Pietrasecca si colloca al confine tra il ducato di Spoleto e quello di Benevento. La storia parla poco della fondazione di Pietrasecca, ma i residenti sostengono che Pipino, morto nel 810, sia sepolto a “Fosso Feca” e non a Milano o Verona, come affermato da alcuni storici.
Nell’891, i saraceni irrompono nelle valli del Salto e del Turano. Tra i rifugi sicuri ricordati dagli abitanti di Pietrasecca ci sono Saracinesco, Tufo Alto e la stessa Pietrasecca. Intorno all’anno 1000 nascono vari castelli nel Carseolano, tra cui quello di Pietrasecca, costruito con malta e pietre simili a quelle del castello di Pereto. Il toponimo “Petram Siccam” appare per la prima volta nel 1074 in un documento del Regesto farfense e viene menzionato anche dal papa Clemente III nel 1188 e da Federico di Svevia nel 1241.
Nel 1527, Pietrasecca è segnata da saccheggi e nel 1655 viene documentata l’Università di Pietrasecca con il suo stemma. Il terremoto del 1915 non causò vittime, ma provocò il crollo di edifici, tra cui l’antica chiesa di San Stefano, ricostruita nella seconda metà del secolo. La popolazione, che nel 1901 raggiunse i 1187 abitanti, ha subito un drastico spopolamento, riducendosi a circa 200 residenti attuali.
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