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Le Terme

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Scopri i segreti delle antiche Terme di Fùcino, tra mosaici storici e strutture termali che raccontano secoli di evoluzioni e restauri.

Oltre l’edificio cultuale, si aprono ambienti termali che, in forma più modesta, sorgono in età sillana su edifici precedenti. Questi termali subiscono ampliamenti e restauri nel II secolo d.C., come testimoniato da un’iscrizione pavimentale a mosaico di Vibia C(ai) f(ilia) Galla. Sebbene nel passato si sia pensato che si riferisse alla moglie dell’imperatore Treboniano Gallo, in realtà si tratta di una sua antenata vissuta forse agli inizi del II secolo.

Sul versante della Via dei Pilastri, si possono osservare i resti di pavimenti su suspensurce, ovvero pilastrini fittili sopraelevati, con intercapedini collegate ai condotti di riscaldamento ad aria calda dell’hypocaustum o prufurnium. Tra le strutture, si notano diverse vasche legate all’approvvigionamento delle Terme e due bagni, uno maschile e uno femminile. Quello maschile si distingue per la presenza di un orinatoio, posizionato lateralmente.

Il contesto storico e architettonico di questi ambienti rivela importanza e integrazione nella vita quotidiana della población. La rilevanza delle terme nell’antico Fùcino ne evidenzia il ruolo centrale nel tessuto sociale e culturale della Marsica.

Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.

Oltre l’edificio cultuale si aprono gli ambienti termali, sorti probabilmente in forma più modesta in età sillana su edifici precedenti. Questi ambienti ebbero nel II secolo d.C. ampliamenti e restauri, testimoniati da un’iscrizione pavimentale a mosaico di Vibia C(ai) f(ilia) Galla. Nel passato, si è voluta vedere in questa figura la moglie dell’imperatore Treboniano Gallo, ma in realtà l’iscrizione è riferibile ad una sua antenata vissuta, forse, agli inizi del II secolo.

Sul versante della Via dei Pilastri, vi sono i resti di pavimenti su suspenseria (pilastrini fittili), sopraelevati e collegati con le loro intercapedini ai condotti di riscaldamento ad aria calda dell’hypocaustum o prufurnium. Si notano le diverse vasche legate all’approvvigionamento delle Terme e due bagni: uno maschile ed un altro femminile.

Quello dei maschi si distingue per l’orinatoio, in piedi, laterale. Tale configurazione degli ambienti termali suggerisce un patrimonio culturale e architettonico significativo, evidenziando l’importanza sociale che tali strutture rivestivano nell’antichità, non solo come centri di igiene, ma anche come luoghi di incontro e svago.

L’analisi di questi resti architettonici offre uno spaccato interessante sulla vita quotidiana di chi frequentava le terme, rivelando pratiche di socializzazione che risalgono a secoli fa. Le terme non erano solo un luogo di benessere fisico, ma anche un centro vitale di interazione sociale nella comunità dell’epoca.

Le vasche e i bagni, nonché l’innovativo sistema di riscaldamento, dimostrano la conoscenza avanzata delle tecniche ingegneristiche degli antichi romani, che riuscivano a creare ambienti confortevoli anche in un periodo storico in cui le condizioni climatiche non erano sempre favorevoli. Questo patrimonio architettonico è un importante testimone della civilizzazione romana e del suo lascito nel nostro presente, conservando storie e tradizioni che hanno attraversato i secoli.

Le Terme, quindi, rappresentavano un luogo di ritrovo non solo per il relax, ma anche per il commercio di beni e idee tra le diverse classi sociali che vi si incontravano. La varietà dei servizi offerti all’interno di strutture così complesse era senza dubbio un indicatore della vivacità economica e culturale del territorio.

Queste osservazioni fanno comprendere meglio l’importanza delle strutture pubbliche nell’antica Marsica, dove il bisogno di socializzazione e di cura del corpo si univa alla grandiosità delle architetture realizzate, facendo sì che le terme diventassero un simbolo di prestigio e cultura. L’identità culturale del luogo è ulteriormente valorizzata da scoperte archeologiche come queste, che gettano luce su una storia affascinante.

Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.

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Ospitalità e servizi

Oltre l’edificio cultuale si aprono gli ambienti termali, sorti probabilmente in forma più modesta in età sillana su edifici precedenti. Questi ambienti ebbero nel II secolo d.C. ampliamenti e restauri, testimoniati da un’iscrizione pavimentale a mosaico di Vibia C(ai) f(ilia) Galla. Nel passato, si è voluta vedere in questa figura la moglie dell’imperatore Treboniano Gallo, ma in realtà l’iscrizione è riferibile ad una sua antenata vissuta, forse, agli inizi del II secolo.

Sul versante della Via dei Pilastri, vi sono i resti di pavimenti su suspenseria (pilastrini fittili), sopraelevati e collegati con le loro intercapedini ai condotti di riscaldamento ad aria calda dell’hypocaustum o prufurnium. Si notano le diverse vasche legate all’approvvigionamento delle Terme e due bagni: uno maschile ed un altro femminile.

Quello dei maschi si distingue per l’orinatoio, in piedi, laterale. Tale configurazione degli ambienti termali suggerisce un patrimonio culturale e architettonico significativo, evidenziando l’importanza sociale che tali strutture rivestivano nell’antichità, non solo come centri di igiene, ma anche come luoghi di incontro e svago.

L’analisi di questi resti architettonici offre uno spaccato interessante sulla vita quotidiana di chi frequentava le terme, rivelando pratiche di socializzazione che risalgono a secoli fa. Le terme non erano solo un luogo di benessere fisico, ma anche un centro vitale di interazione sociale nella comunità dell’epoca.

Le vasche e i bagni, nonché l’innovativo sistema di riscaldamento, dimostrano la conoscenza avanzata delle tecniche ingegneristiche degli antichi romani, che riuscivano a creare ambienti confortevoli anche in un periodo storico in cui le condizioni climatiche non erano sempre favorevoli. Questo patrimonio architettonico è un importante testimone della civilizzazione romana e del suo lascito nel nostro presente, conservando storie e tradizioni che hanno attraversato i secoli.

Le Terme, quindi, rappresentavano un luogo di ritrovo non solo per il relax, ma anche per il commercio di beni e idee tra le diverse classi sociali che vi si incontravano. La varietà dei servizi offerti all’interno di strutture così complesse era senza dubbio un indicatore della vivacità economica e culturale del territorio.

Queste osservazioni fanno comprendere meglio l’importanza delle strutture pubbliche nell’antica Marsica, dove il bisogno di socializzazione e di cura del corpo si univa alla grandiosità delle architetture realizzate, facendo sì che le terme diventassero un simbolo di prestigio e cultura. L’identità culturale del luogo è ulteriormente valorizzata da scoperte archeologiche come queste, che gettano luce su una storia affascinante.

Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.

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