Oltre l’edificio cultuale si aprono gli ambienti termali, sorti probabilmente in forma più modesta in età sillana su edifici precedenti. Questi ambienti ebbero nel II secolo d.C. ampliamenti e restauri, testimoniati da un’iscrizione pavimentale a mosaico di Vibia C(ai) f(ilia) Galla. Nel passato, si è voluta vedere in questa figura la moglie dell’imperatore Treboniano Gallo, ma in realtà l’iscrizione è riferibile ad una sua antenata vissuta, forse, agli inizi del II secolo.
Sul versante della Via dei Pilastri, vi sono i resti di pavimenti su suspenseria (pilastrini fittili), sopraelevati e collegati con le loro intercapedini ai condotti di riscaldamento ad aria calda dell’hypocaustum o prufurnium. Si notano le diverse vasche legate all’approvvigionamento delle Terme e due bagni: uno maschile ed un altro femminile.
Quello dei maschi si distingue per l’orinatoio, in piedi, laterale. Tale configurazione degli ambienti termali suggerisce un patrimonio culturale e architettonico significativo, evidenziando l’importanza sociale che tali strutture rivestivano nell’antichità, non solo come centri di igiene, ma anche come luoghi di incontro e svago.
L’analisi di questi resti architettonici offre uno spaccato interessante sulla vita quotidiana di chi frequentava le terme, rivelando pratiche di socializzazione che risalgono a secoli fa. Le terme non erano solo un luogo di benessere fisico, ma anche un centro vitale di interazione sociale nella comunità dell’epoca.
Le vasche e i bagni, nonché l’innovativo sistema di riscaldamento, dimostrano la conoscenza avanzata delle tecniche ingegneristiche degli antichi romani, che riuscivano a creare ambienti confortevoli anche in un periodo storico in cui le condizioni climatiche non erano sempre favorevoli. Questo patrimonio architettonico è un importante testimone della civilizzazione romana e del suo lascito nel nostro presente, conservando storie e tradizioni che hanno attraversato i secoli.
Le Terme, quindi, rappresentavano un luogo di ritrovo non solo per il relax, ma anche per il commercio di beni e idee tra le diverse classi sociali che vi si incontravano. La varietà dei servizi offerti all’interno di strutture così complesse era senza dubbio un indicatore della vivacità economica e culturale del territorio.
Queste osservazioni fanno comprendere meglio l’importanza delle strutture pubbliche nell’antica Marsica, dove il bisogno di socializzazione e di cura del corpo si univa alla grandiosità delle architetture realizzate, facendo sì che le terme diventassero un simbolo di prestigio e cultura. L’identità culturale del luogo è ulteriormente valorizzata da scoperte archeologiche come queste, che gettano luce su una storia affascinante.
Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.