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Scurcola Marsicana

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Da antico bastione longobardo a cuore della Marsica, scopri la storia millenaria di Scurcola Marsicana, tra abbazie, feudi e rivoluzioni.

Il nome deriva da un’antica voce longobarda «skulk», posto di guardia. (E.GIAMMARCO). Secondo il Febonio, Scurcola sarebbe sorta per opera dei cittadini di Alba Fucens, i quali, dopo la distruzione della loro cittá per opera di Carlo d’Angió, avrebbero formato un «castello» sopra un’altura, sulla quale piú tardi gli Orsini innalzarono una rocca fornita di torri.

Non sappiamo quanto tale notizia possa essere veritiera, soprattutto se si tien conto dell’origine longobarda del nome, che farebbe pensare a una maggiore antichitá del centro di Scurcola. Ad ogni modo, solo con la costruzione della chiesa S.Maria della Vittoria e dell’annesso monastero cistercense si puó dire che abbia inizio la moderna storia di Scurcola. Ben presto fu proprio quest’abbazia ad acquisire diritti feudali e quasi vescovili, tanto da controllare e avere sotto di sé numerose terre della Marsica, da Ponti e Corcumello a Poggio Filippo e S.Donato, da Venere e Vico a Lecce e Gioia.

Verso il XVI secolo, però, abbandonato il monastero dai Cistercensi e passato tutto il feudo sotto i Colonna, Scurcola perse il suo antico prestigio, pur rimanendo un centro abbastanza notevole, anche per la presenza (nel Seicento) di ben tre grandi monasteri (dei Conventuali, dei Carmelitani e dei Cappuccini).

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Scurcola Marsicana si arrampica sul colle che chiude la piana del Fùcino e guarda verso la Piana Palentina, teatro della Battaglia di Tagliacozzo (1268). In cima domina la Rocca Orsini, fortificazione che controllava gli accessi alla valle. Il paese mantiene un’anima medievale che torna viva con il corteo storico tra contrade e borghi, nelle vie del centro antico

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Scurcola Marsicana

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L’occupazione francese dell’Abruzzo nel 1799, l’abolizione dei feudi nel 1806, le vicende politico-militari del XIX secolo, coinvolsero anche Scurcola, che rimase peró sostanzialmente fedele alla causa borbonica fino all’unitá d’Italia, accogliendo festosamente il re Ferdinando II in visita alla Marsica nel 1843.
Gli avvenimenti del 1860-61 – con la carneficina operata dai Piemontesi nella chiesa delle Anime Sante – danno un tono di tragedia alla vicenda umana e storica di Scurcola.

CENNI ARTISTICI

Il monumento piú interessante, nel passato, è stata certamente la grande abbazia di S.Maria della Vittoria (sec. XIII), i cui ruderi (le cosiddette «muracce») si scorgono ancor oggi in localitá «Setteponti». La nuova chiesa di S.Maria della Vittoria sorge, invece, nella parte alta del paese: in essa è conservata l’antica prodigiosa immagine della Vergine (una statua di artista francese, databile tra il XIII e il XIV secolo). Da segnalare, ancora: alcuni scorci dell’abitato medievale; la piccola chiesa di S.Egidio (con qualche carattere protogotico); la Collegiata della SS.Trinitá (con facciata cinquecentesca, preceduta da un’originale scalinata); la cinquecentesca chiesa di S.Antonio; il castello Orsini, che domina il centro abitato, disposto a ventaglio sotto di esso.

Il nome di Scurcola deriva da un’antica voce longobarda, «skulk», che significa posto di guardia. Secondo Febonio, Scurcola sarebbe stata fondata dai cittadini di Alba Fucens dopo la distruzione della loro città per opera di Carlo d’Angiò. Questi avrebbero eretto un «castello» su un’altura, dove in seguito gli Orsini costruirono una rocca dotata di torri.

La veridicità di tale notizia è incerta, soprattutto considerando l’origine longobarda del nome, che potrebbe suggerire una maggiore antichità del centro. Tuttavia, la storia moderna di Scurcola comincia con la costruzione della chiesa di S. Maria della Vittoria e dell’annesso monastero cistercense. Quest’abbazia acquisì rapidamente diritti feudali e quasi vescovili, controllando molte terre della Marsica, da Ponti e Corcumello fino a Poggio Filippo e S. Donato, oltre a Venere, Vico, Lecce e Gioia.

Verso il XVI secolo, con l’abbandono del monastero da parte dei Cistercensi e il passaggio del feudo sotto i Colonna, Scurcola perse il suo antico prestigio, rimanendo comunque un centro di un certo rilievo. Nel Seicento, la presenza di tre grandi monasteri, ovvero dei Conventuali, dei Carmelitani e dei Cappuccini, contribuì a mantenerne l’importanza.

Durante l’occupazione francese dell’Abruzzo nel 1799, l’abolizione dei feudi nel 1806 e le tumultuose vicende politico-militari del XIX secolo, Scurcola mantenne una certa fedeltà alla causa borbonica. Accolse festosamente il re Ferdinando II durante una visita alla Marsica nel 1843.

Gli eventi del 1860-61, segnati dalla carneficina compiuta dai Piemontesi nella chiesa delle Anime Sante, conferiscono un tono tragico alla storia di Scurcola, segnando profondamente le sue vicende umane e storiche.

CENNI ARTISTICI

Tra i monumenti più significativi di Scurcola, la grande abbazia di S. Maria della Vittoria, risalente al sec. XIII, è senza dubbio il più interessante. Oggi è possibile scorgere i suoi ruderi, conosciuti come le «muracce», in località Setteponti. La nuova chiesa di S. Maria della Vittoria, invece, sorge nella parte alta del paese. Qui è conservata la prodigiosa immagine della Vergine, una statua attribuita a un artista francese, databile tra il XIII e il XIV secolo.

Da segnalare anche alcuni scorci dell’abitato medievale, la piccola chiesa di S. Egidio, caratterizzata da elementi protogotici, la Collegiata della SS. Trinità, con una facciata cinquecentesca preceduta da un’originale scalinata, e la cinquecentesca chiesa di S. Antonio. Infine, il castello Orsini, che domina il centro abitato, presenta un’imponenza che accompagna il paesaggio circostante disposto a ventaglio.

Tratto da: E. Giammarco.

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Ospitalità e servizi

Il nome di Scurcola deriva da un’antica voce longobarda, «skulk», che significa posto di guardia. Secondo Febonio, Scurcola sarebbe stata fondata dai cittadini di Alba Fucens dopo la distruzione della loro città per opera di Carlo d’Angiò. Questi avrebbero eretto un «castello» su un’altura, dove in seguito gli Orsini costruirono una rocca dotata di torri.

La veridicità di tale notizia è incerta, soprattutto considerando l’origine longobarda del nome, che potrebbe suggerire una maggiore antichità del centro. Tuttavia, la storia moderna di Scurcola comincia con la costruzione della chiesa di S. Maria della Vittoria e dell’annesso monastero cistercense. Quest’abbazia acquisì rapidamente diritti feudali e quasi vescovili, controllando molte terre della Marsica, da Ponti e Corcumello fino a Poggio Filippo e S. Donato, oltre a Venere, Vico, Lecce e Gioia.

Verso il XVI secolo, con l’abbandono del monastero da parte dei Cistercensi e il passaggio del feudo sotto i Colonna, Scurcola perse il suo antico prestigio, rimanendo comunque un centro di un certo rilievo. Nel Seicento, la presenza di tre grandi monasteri, ovvero dei Conventuali, dei Carmelitani e dei Cappuccini, contribuì a mantenerne l’importanza.

Durante l’occupazione francese dell’Abruzzo nel 1799, l’abolizione dei feudi nel 1806 e le tumultuose vicende politico-militari del XIX secolo, Scurcola mantenne una certa fedeltà alla causa borbonica. Accolse festosamente il re Ferdinando II durante una visita alla Marsica nel 1843.

Gli eventi del 1860-61, segnati dalla carneficina compiuta dai Piemontesi nella chiesa delle Anime Sante, conferiscono un tono tragico alla storia di Scurcola, segnando profondamente le sue vicende umane e storiche.

CENNI ARTISTICI

Tra i monumenti più significativi di Scurcola, la grande abbazia di S. Maria della Vittoria, risalente al sec. XIII, è senza dubbio il più interessante. Oggi è possibile scorgere i suoi ruderi, conosciuti come le «muracce», in località Setteponti. La nuova chiesa di S. Maria della Vittoria, invece, sorge nella parte alta del paese. Qui è conservata la prodigiosa immagine della Vergine, una statua attribuita a un artista francese, databile tra il XIII e il XIV secolo.

Da segnalare anche alcuni scorci dell’abitato medievale, la piccola chiesa di S. Egidio, caratterizzata da elementi protogotici, la Collegiata della SS. Trinità, con una facciata cinquecentesca preceduta da un’originale scalinata, e la cinquecentesca chiesa di S. Antonio. Infine, il castello Orsini, che domina il centro abitato, presenta un’imponenza che accompagna il paesaggio circostante disposto a ventaglio.

Tratto da: E. Giammarco.

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