San Berardo è una figura storica di grande rilevanza, originario di Pescina. All’interno della cattedrale di Santa Maria delle Grazie, si trova la sua Tomba, alla quale è legata una storia affascinante. Berardo, noto anche come Bernando, era figlio di Pipino e nipote di Carlo Magno. Ascese al trono come Re d’Italia nell’820, giovanissimo, dopo la morte del padre. Oltre alla carica di Re, Berardo ricoprì anche quella di Conte di Penne, di Valva e di Rieti.
La sua progenie è stata notevole, avendo avuto sette figli, sei maschi e una femmina, dando così vita a molte generazioni della sua discendenza. Questi si sparpagliarono in vari castelli nei Marsi, etichettando la famiglia come “La Casa dei Berardi”, con quasi tutti i membri che si autodefinivano Conti dei Marsi. Tra questi, uno risiedeva a Colli. In questo periodo, troviamo Berardo XXIV Conte dei Marsi, che aveva come moglie Teodosia e tre figli: Odorisio, Rinaldo e il nostro Berardo. Mentre Odorisio e Rinaldo si dedicarono alla vita militare, Berardo scelse una vita di religione.
Nato a Colli, Diocesi dei Marsi, nel 1079, Berardo ricevette un’educazione religiosa sin da giovane. Giovanni Signino, che fu uno dei suoi educatori e divenne anche Vescovo, scrisse un manoscritto intitolato “Vita di San Berardo”, nel quale afferma che egli nacque a Colli da Teodosia e Berardo, trascorrendo la sua infanzia nel paese.
Un altro storico, Mons. Corsignani di Cèlano, scrisse nella sua opera “De Viris Illustribus Marsorum”, tentando di dimostrare un legame di Cèlano con San Berardo, partendo dal presupposto che non fosse opportuno per il Conte Berardi risiedere a Colli. Tuttavia, questa affermazione viene contraddetta da una sua stessa citazione, nella quale riconosce che “Il divo Berardo, benché nato a Colli, può essere detto Celanese”.
Malgrado l’aspirazione di Corsignani di rivendicare la nascita di San Berardo per Cèlano, è innegabile la sua origine collese. Inoltre, il titolo di Conte di Cèlano apparve solo dopo il 1198, come evidenziato dagli storici Mezzadri, Febonio, Ciacconio e Ughelli. Lo stesso Breviario Ttomano conferma che Berardo nacque a Colli da nobili genitori e, sin dalla fanciullezza, dimostrò segni evidenti di santità.
La madre, Teodosia, contribuì alla sua formazione spirituale, educandolo alla pietà verso Dio e la Santissima Vergine, mentre il padre desiderava che Berardo seguisse una carriera religiosa. Affidò il giovane ai canonici regolari, che praticavano la vita claustrale sotto la guida del loro Vescovo, presso le sponde del Fùcino, nella cattedrale dei Marsi dedicata a San Martino.
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