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Torri Borghi E Castelli Medievali (Il Castello Orsini Di Scurcola)

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Scoperta rinascimentale a Scurcola Marsicana: rivelati segreti architettonici nel Castello Orsini grazie agli Archeoclub.

Il territorio di Scurcola Marsicana è caratterizzato da significativi esempi di castelli medievali, come quello di Monte S. Nicola, meno conosciuto, e la cinquecentesca Rocca Orsini. Questo castello, ristrutturato dal celebre architetto Francesco di Giorgio Martini, ha una pianta triangolare con torrioni cilindrici ai vertici. Scurcola era protetta anche da un recinto murario del Trecento, caratterizzato da un impianto trapezoidale, che racchiudeva il burgo medievale. Attraverso le porte “Porta Cantalupo” e “Portella” si accedeva a un’area centrale arricchita da una chiesa dedicata a San Berardo, costruita nel Cinquecento.

Dal 1997, un progetto di ripulitura ha portato alla luce importanti strutture e fasi archeologiche del castello, rivelando resti di un muro d’ingresso e un cortile interno, caratterizzato da ambienti risalenti a epoche diverse, con elementi architettonici rinascimentali e neoclassici. In particolare, sono emersi elementi architettonici di una cappellina dedicata a S. Angelo, e una cisterna che potrebbe rimandare a una torre d’avvistamento del XI-XII secolo, segno di un incastellamento primitivo della zona.

Diverse fasi occupazionali del castello si sono succedute. La prima fase, databile all’XI-XII secolo, mostra un castello di avvistamento. Con la seconda fase, secolo XIII, si realizzarono fortificazioni più robuste, mentre la terza fase, che inizia nel XIV secolo, segna l’arrivo dei monaci Cistercensi, i quali trasformarono ulteriormente il castello. Infine, alla fine del XVI secolo, sotto Virgilio Orsini, il castello subì una sostanziale ristrutturazione con l’aggiunta di nuovi elementi architettonici, seguendo le indicazioni di Martini.

Nel Settecento, il castello di Scurcola divenne oggetto di dispute legali tra i Colonna e la Curia napoletana. Le modifiche strutturali furono minime, limitandosi a riparazioni dopo eventi sismici. Nonostante ciò, documenti storici testimoniano la sua trasformazione da fortezza a carcere nel periodo di pace, con miglioramenti nel fortificare i luoghi di detenzione. La strategica posizione della rocca continua a caratterizzare la storia della Marsica, conservando elementi architettonici rilevanti e un passato ricco di eventi significativi.

Tratto da: Giuseppe Grossi.

Il territorio di Scurcola Marsicana presenta due evidenti esempi di castelli medievali: sull’altura di Monte S. Nicola, dominata dalla croce di ferro, e sulla sommità dell’attuale centro storico con l’evidente mole della rinascimentale Rocca Orsini. Il primo, meno conosciuto, è sovrapposto a un precedente insediamento fortificato italico e, per la sua posizione apicale e per gli scarsi resti, presenta minori informazioni. Il secondo, al contrario, ha conosciuto una maggiore fama per l’imponenza della struttura muraria, per la sua importanza nella storia dell’architettura fortificata italiana e per l’attribuzione della sua trasformazione, da castello medievale a rocca rinascimentale, al famoso architetto senese Francesco di Giorgio Martini.

L’attuale struttura fortificata del Castello Orsini si presenta nella sua fase rinascimentale con una pianta triangolare, dotata alla base di due torrioni cilindrici sugli spigoli e un bastione, di forma semiovata, sul puntone a nord-ovest. A questa rocca apicale posta a quota 768, si contrapponeva il recinto murario trecentesco di Scurcola, che, con impianto trapezoidale su pendio e dotato di successivi torrioni cilindrici rompitratta rinascimentali, racchiudeva il burgo medievale. Sulla recinzione si aprivano due porte, dette “Porta Cantalupo” sul versante ovest e “Portella” sul versante est.

Nel Cinquecento, nello spazio fra questa prima cinta e il castello, fu edificata la nuova chiesa di S. Maria della Vittoria. A questa prima recinzione in età rinascimentale, se ne aggiunse una seconda che scendeva verso il piano fino a raggiungere la parrocchiale della SS. Trinità, sulla cui piazza si svolgeva il mercato, mentre la vecchia pieve di S. Egidio era posta al di fuori delle mura. La ripulitura parziale della parte interna del Castello Orsini di Scurcola Marsicana, attuata dai soci degli Archeoclub abruzzesi di Pescara e della Marsica dal 1997, ha permesso una prima lettura delle strutture e delle fasi cronologiche del manufatto fortificato.

Gli interventi di ripulitura e parziale scavo hanno evidenziato, nelle vicinanze dell’ingresso principale sopraelevato del lato sud-ovest, resti di un muro che divideva il piccolo cortile d’ingresso del versante sud. Da questo si immetteva su un secondo cortile, caratterizzato da una pavimentazione rocciosa, su cui si aprivano due ambienti e una scala. Gli ambienti individuati presentano il crollo di un grande portale ad arco ogivale tardo-gotico e i resti di una cappellina interna dedicata a S. Angelo, a cui sono riferibili i numerosi frammenti architettonici di epoca rinascimentale e neoclassica rinvenuti e ora conservati nella torre angolare est.

Sul versante nord-ovest si sviluppa una scala rinascimentale, ancora ben individuabile, che permetteva di accedere ai piani superiori, avvolgendosi attorno a una piccola cisterna a pianta trapezoidale con volta a botte. Questa sembra aver condizionato nel tempo lo sviluppo architettonico interno: la riserva d’acqua, per la sua posizione centrale e la pianta sghemba, ha fatto ipotizzare una sua relazione, come cisterna interna, con una torre d’avvistamento relativa alla prima fase di incastellamento dell’area dell’XI-XII secolo.

La ripulitura del cortiletto centrale fino al livello di roccia ha portato alla luce numerosi frammenti ceramici databili fra il XIV e il XVIII secolo, come ceramica smaltata, maiolica arcaica, rinascimentale e moderna. Questi ritrovamenti testimoniano che nel corso del Trecento e Quattrocento i lavori di sistemazione degli interni, approntati dai monaci cistercensi e dagli Orsini, dovettero essere consistenti, tanto da asportare i livelli più antichi nell’area del cortile interno.

Nell’area delle mura perimetrali nord-est è stato ripulito il secondo accesso sopraelevato del castello, un’apertura minore relativa a una posterla rinascimentale, caratterizzata da uno stretto corridoio interno dotato di una scalinata. Questa scalinata, dal puntone (mastio) sopraelevato, permetteva di raggiungere l’esterno. L’esame del corridoio ha permesso di riconoscere la successione di tre recinzioni difensive, contenenti, ingrassata nella muratura, una torretta-rompitratta ad “U” relativa alla recinzione duecentesca.

Dall’esame delle strutture emerse con relativo materiale ceramico e frammenti architettonici, si può tracciare un primo profilo cronologico del Castello di Scurcola. La prima fase, dell’XI-XII secolo, è forse rappresentata da una piccola torre sghemba, simile a quella del vicino Castello Vetoli di Corcumello. Una piccola torre di avvistamento di fondovalle dell’XI secolo fu racchiusa nel XII secolo da un recinto a puntone dotato di feritoie ed era collegata al castello-recinto di Scurcola, posto sul sovrastante Monte S. Nicola.

La seconda fase, del XIII secolo, è caratterizzata dall’aggiornamento del recinto, con la realizzazione di almeno tre torrette-rompitratta ad “U” su tre lati. Nell’area del puntone a nord-ovest, in posizione sopraelevata, fu ricavata una torre quadrangolare, ammorsata direttamente sulle murature precedenti. Dai documenti sappiamo che nel 1269 Scurcola era posseduta da Odorisio De Pontibus, sostenitore di Carlo I d’Angiò, ed è possibile che a lui si attribuisca la costruzione di questo iniziale castello di Scurcola.

La terza fase, attribuibile alla presenza dei monaci Cistercensi di S. Maria della Vittoria, comportò una nuova trasformazione del castello, accresciuto fino a un totale spessore di m 2,60. Con l’aggiunta di una foderatura esterna, le vecchie feritoie furono chiuse e le torrette rompitratta furono parzialmente inglobate nella nuova muratura. Sebbene il puntone e il relativo mastio rimasero nella loro fase duecentesca, la quarta fase, della fine del XVI secolo, è attribuibile a Virgilio Orsini, con il sostanziale apporto progettuale di Francesco Di Giorgio Martini.

Lo spessore murario fu ampliato con l’aggiunta di una terza fasciatura esterna, dotata di fori per cannoni e merloni superiori. Furono realizzati i due torrioni cilindrici angolari inferiori, mentre l’ingresso maggiore fu dotato di un ponte levatoio. Con i Colonna, possessori del castello dal 1497, il maniero perse importanza, poiché preferivano risiedere nella rocca di Avezzano.

Nel corso del Settecento, si assistette a un conflitto fra i Colonna e la Curia napoletana, che rivendicava il possesso del castello scurcolano. La sentenza favorevole del 1768, ottenuta grazie all’abilità dell’avvocato Aloi, riconfermò ufficialmente la loro proprietà sul feudum Sculculae.

Tratto da: Giuseppe Grossi.

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Il territorio di Scurcola Marsicana presenta due evidenti esempi di castelli medievali: sull’altura di Monte S. Nicola, dominata dalla croce di ferro, e sulla sommità dell’attuale centro storico con l’evidente mole della rinascimentale Rocca Orsini. Il primo, meno conosciuto, è sovrapposto a un precedente insediamento fortificato italico e, per la sua posizione apicale e per gli scarsi resti, presenta minori informazioni. Il secondo, al contrario, ha conosciuto una maggiore fama per l’imponenza della struttura muraria, per la sua importanza nella storia dell’architettura fortificata italiana e per l’attribuzione della sua trasformazione, da castello medievale a rocca rinascimentale, al famoso architetto senese Francesco di Giorgio Martini.

L’attuale struttura fortificata del Castello Orsini si presenta nella sua fase rinascimentale con una pianta triangolare, dotata alla base di due torrioni cilindrici sugli spigoli e un bastione, di forma semiovata, sul puntone a nord-ovest. A questa rocca apicale posta a quota 768, si contrapponeva il recinto murario trecentesco di Scurcola, che, con impianto trapezoidale su pendio e dotato di successivi torrioni cilindrici rompitratta rinascimentali, racchiudeva il burgo medievale. Sulla recinzione si aprivano due porte, dette “Porta Cantalupo” sul versante ovest e “Portella” sul versante est.

Nel Cinquecento, nello spazio fra questa prima cinta e il castello, fu edificata la nuova chiesa di S. Maria della Vittoria. A questa prima recinzione in età rinascimentale, se ne aggiunse una seconda che scendeva verso il piano fino a raggiungere la parrocchiale della SS. Trinità, sulla cui piazza si svolgeva il mercato, mentre la vecchia pieve di S. Egidio era posta al di fuori delle mura. La ripulitura parziale della parte interna del Castello Orsini di Scurcola Marsicana, attuata dai soci degli Archeoclub abruzzesi di Pescara e della Marsica dal 1997, ha permesso una prima lettura delle strutture e delle fasi cronologiche del manufatto fortificato.

Gli interventi di ripulitura e parziale scavo hanno evidenziato, nelle vicinanze dell’ingresso principale sopraelevato del lato sud-ovest, resti di un muro che divideva il piccolo cortile d’ingresso del versante sud. Da questo si immetteva su un secondo cortile, caratterizzato da una pavimentazione rocciosa, su cui si aprivano due ambienti e una scala. Gli ambienti individuati presentano il crollo di un grande portale ad arco ogivale tardo-gotico e i resti di una cappellina interna dedicata a S. Angelo, a cui sono riferibili i numerosi frammenti architettonici di epoca rinascimentale e neoclassica rinvenuti e ora conservati nella torre angolare est.

Sul versante nord-ovest si sviluppa una scala rinascimentale, ancora ben individuabile, che permetteva di accedere ai piani superiori, avvolgendosi attorno a una piccola cisterna a pianta trapezoidale con volta a botte. Questa sembra aver condizionato nel tempo lo sviluppo architettonico interno: la riserva d’acqua, per la sua posizione centrale e la pianta sghemba, ha fatto ipotizzare una sua relazione, come cisterna interna, con una torre d’avvistamento relativa alla prima fase di incastellamento dell’area dell’XI-XII secolo.

La ripulitura del cortiletto centrale fino al livello di roccia ha portato alla luce numerosi frammenti ceramici databili fra il XIV e il XVIII secolo, come ceramica smaltata, maiolica arcaica, rinascimentale e moderna. Questi ritrovamenti testimoniano che nel corso del Trecento e Quattrocento i lavori di sistemazione degli interni, approntati dai monaci cistercensi e dagli Orsini, dovettero essere consistenti, tanto da asportare i livelli più antichi nell’area del cortile interno.

Nell’area delle mura perimetrali nord-est è stato ripulito il secondo accesso sopraelevato del castello, un’apertura minore relativa a una posterla rinascimentale, caratterizzata da uno stretto corridoio interno dotato di una scalinata. Questa scalinata, dal puntone (mastio) sopraelevato, permetteva di raggiungere l’esterno. L’esame del corridoio ha permesso di riconoscere la successione di tre recinzioni difensive, contenenti, ingrassata nella muratura, una torretta-rompitratta ad “U” relativa alla recinzione duecentesca.

Dall’esame delle strutture emerse con relativo materiale ceramico e frammenti architettonici, si può tracciare un primo profilo cronologico del Castello di Scurcola. La prima fase, dell’XI-XII secolo, è forse rappresentata da una piccola torre sghemba, simile a quella del vicino Castello Vetoli di Corcumello. Una piccola torre di avvistamento di fondovalle dell’XI secolo fu racchiusa nel XII secolo da un recinto a puntone dotato di feritoie ed era collegata al castello-recinto di Scurcola, posto sul sovrastante Monte S. Nicola.

La seconda fase, del XIII secolo, è caratterizzata dall’aggiornamento del recinto, con la realizzazione di almeno tre torrette-rompitratta ad “U” su tre lati. Nell’area del puntone a nord-ovest, in posizione sopraelevata, fu ricavata una torre quadrangolare, ammorsata direttamente sulle murature precedenti. Dai documenti sappiamo che nel 1269 Scurcola era posseduta da Odorisio De Pontibus, sostenitore di Carlo I d’Angiò, ed è possibile che a lui si attribuisca la costruzione di questo iniziale castello di Scurcola.

La terza fase, attribuibile alla presenza dei monaci Cistercensi di S. Maria della Vittoria, comportò una nuova trasformazione del castello, accresciuto fino a un totale spessore di m 2,60. Con l’aggiunta di una foderatura esterna, le vecchie feritoie furono chiuse e le torrette rompitratta furono parzialmente inglobate nella nuova muratura. Sebbene il puntone e il relativo mastio rimasero nella loro fase duecentesca, la quarta fase, della fine del XVI secolo, è attribuibile a Virgilio Orsini, con il sostanziale apporto progettuale di Francesco Di Giorgio Martini.

Lo spessore murario fu ampliato con l’aggiunta di una terza fasciatura esterna, dotata di fori per cannoni e merloni superiori. Furono realizzati i due torrioni cilindrici angolari inferiori, mentre l’ingresso maggiore fu dotato di un ponte levatoio. Con i Colonna, possessori del castello dal 1497, il maniero perse importanza, poiché preferivano risiedere nella rocca di Avezzano.

Nel corso del Settecento, si assistette a un conflitto fra i Colonna e la Curia napoletana, che rivendicava il possesso del castello scurcolano. La sentenza favorevole del 1768, ottenuta grazie all’abilità dell’avvocato Aloi, riconfermò ufficialmente la loro proprietà sul feudum Sculculae.

Tratto da: Giuseppe Grossi.

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