San Giovanni (Pereto) è una chiesa che non compare nei documenti ecclesiastici anteriori al sec. XVI. Si ritiene quindi che venne eretta nei primi anni del 1500 e ultimata il 20 giugno 1524, come scritto sul portale d’ingresso a cura della società di S. Giovanni. L’edificio è caratterizzato da una natura scoscesa del terreno, con un lato incassato nella roccia e l’altro che emerge in uno slargo con notevole altezza. Qui è stato realizzato un fontanile-abbeveratoio e un luogo di ricovero per i viandanti, secondo una funzione tipica delle chiese extraurbane, costituendo un elemento di aggregazione per il borgo che si sviluppò soprattutto nei secoli XVI e XVII.
La chiesa di S. Giovanni Battista presenta un tetto a capanna con due lunghi spioventi, con la sagoma di un snello campanile a sezione quadrata coperto da una cuspide ribassata. La facciata, semplice e preceduta da un cortile-recinto pavimentato in pietra, mostra un portale in pietra con decorazioni sugli stipiti e sull’architrave che lo rendono unico. Sull’architrave si legge l’iscrizione “HOC OPUS FIERI FECIT SOCIETATIS SACTI IONIS B.A.D.M. 524 DIE 21 IVNII”, accompagnata da un medaglione coronato d’alloro con l’Agnus Dei a bassorilievo. Gli affreschi che decorano l’interno includono figure di Santi e l’Assunta, mentre diverse cappelle laterali ospitano opere significative come un affresco del sec. XVII raffigurante la Madonna col Bambino.
La Chiesa di San Giorgio (anch’essa a Pereto) secondo gli storici Febonio, Corsigliani e Lanciotti, fu edificata in seguito alle invasioni barbariche, derivando dal culto di San Giorgio, portato da monaci orientali. La sua prima menzione documentale risale a una bolla di papa Clemente III del 1187. L’attuale chiesa fu completamente ricostruita nel 1584 dalla confraternita di San Giorgio, come attesta un’epigrafe sulla facciata. Un importante restauro, effettuato nel 1887 dall’Arciprete Antonio Tittoni, ampliò la navata di sinistra, mentre il campanile, costruito nel 1933, si basa su una preesistente struttura in pietra.
Sulla facciata d’ingresso si possono osservare epigrafi romane, e il portale del sec. XVI presenta elementi decorativi come nodi e foglie di palma. All’interno, tra le opere artistiche più significative, si annovera l’altare del Vendetti con una tela di Alessandro Gaulli, realizzata nel tardo ‘600. Il meraviglioso affresco della Madonna con il Bambino del 1594 venne scoperto durante i lavori di restauro degli anni ’80, affiancato da una sulla volta a botte, affrescata con motivi sacri e floreali.
Il Santuario della Madonna dei Bisognosi si trova nella piana del Cavaliere, da Carsoli a Riofreddo. Un fabbricato biancastro spicca solitario tra la boscaglia, ed ha origini che risalgono al VII secolo. La storia narra che un’icona della Vergine fu traslata dalla Spagna in Italia, a seguito della preghiera di un certo Fausto, che aveva perso il figlio in un naufragio. In sogno, la Madonna gli chiese di portare la sua immagine al monte di Carsoli.
Dopo vari eventi miracolosi, tra cui il ritrovamento di Procopio, il figlio di Fausto, fu edificata una chiesetta nel luogo in cui era morta la mula che trasportava l’immagine sacra. La chiesa fu consacrata da papa Bonifacio IV l’11 giugno 610, il quale volle ringraziare la Madonna dei Bisognosi per la sua guarigione, donando fondi per ingrandire la chiesa e concedendo indulgenze. All’interno, il santuario ospita una statua della Vergine col Bambino, probabilmente pre VII secolo, insieme a dipinti e affreschi rappresentanti importanti scene bibliche.
La chiesa, ristrutturata nel XIV secolo, mostra affreschi significativi, tra cui la Crocifissione, la Discesa dello Spirito Santo e la Resurrezione, nonché altri nelle vicinanze della sagrestia, tra cui l’Annunciazione e la Visitazione.
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