La cavità si trova a circa 50 metri sopra il livello del Fùcino, nei pressi della Grotta la Punta. Questa piccola grotta, sviluppata per circa sei metri in lunghezza e due in larghezza, è stata formata da movimenti tettonici. A partire dal 1960, l’Università di Pisa, sotto la guida di Antonio Radmilli, ha effettuato varie campagne di scavo, rivelando una stratificazione antropizzata. La ricostruzione stratigrafica mostra una frequentazione ininterrotta dal Paleolitico fino all’età storica, periodo durante il quale sono stati trovati resti di un deposito votivo, contenente ex-votis e figurine, insieme a parti del corpo umano.
La frequentazione della grotta durante l’età dei metalli è particolarmente significativa, poiché è testimoniata da un corredo funerario rinvenuto risalente all’Eneolitico, che includeva due individui, un adulto e un bambino, accompagnato da pesi da rete. La cultura di Ortucchio è rappresentata non solo da questi pesi, ma anche da frammenti di ceramiche decorate con punti impressi e superfici a “squame”. È stato accertato che la grotta continuò a essere utilizzata anche nella media età del Bronzo, con resti di forme ceramiche, tra cui cupe carenate e anse con rilievi, sebbene manchino evidenze significative del Bronzo finale.
In sintesi, la grotta ha avuto un ruolo centrale nei rituali funerari e cultuali dalla preistoria all’età storica, suggerendo una lunga storia di utilizzo e significato culturale nella regione della Marsica.
Tratto da: Serena Cosentino, Vincenzo d’Ercole, Gianfranco Mieli.