Recenti scavi della Soprintendenza archeologica d’Abruzzo, diretti da Roberta Cairoli e Adele Campanelli, hanno rivelato un’area sacrale significativa, situata lungo la strada che dalla Provinciale conduce al cimitero, nei pressi della Porta del Corno della Penna, una via che collegava a Alba Fucens. Le ricerche hanno riportato alla luce resti di due templi, un porticato e un’area artigianale, attestando un uso sacro dal III secolo a.C. fino al I d.C.
Il tempio più antico, risalente al IV secolo, è parzialmente incavato nella roccia e presenta caratteristiche architettoniche distintive, con due celle su un podio in opera poligonale. Costruito con blocchetti legati da malta friabile, il tempio fu probabilmente sepolto da una slavina proveniente dal Monte Penna prima della metà del III secolo a.C.. Vicino a questo, è stata rinvenuta una fornace circolare, databile anch’essa al IV secolo a.C., utilizzata per la produzione di vasellame votivo.
Durante l’epoca augustea, con la trasformazione di Cèlano in municipium, venne edificato un nuovo tempio di dimensioni notevoli, caratterizzato da un podio rettangolare ricavato sul pendio, che consentiva l’accesso esterno attraverso un corridoio continuo. Questo tempio, con celle rivestite in intonaco bianco e pavimentazioni a mosaico, riflette l’importanza del culto nel suo contesto storico.
Lo studio del culto associato a due divinità, attuato anche a Alba Fucens, ipotizza la presenza di divinità come Venere e Cerere. Trovamenti di materiali votivi e punte di frecce indicano pratiche cultuali legate alla divinità locale Vesuna, mentre opere come una testa in marmo greco di Venere, databili tra il III e il I secolo a.C., confermerebbero tali associazioni. I resti di un terrazzamento abbellito da nicchie per statue, situato tra i due templi, suggeriscono un’importante operazione di abbellimento del sito, con accesso gradinato.
Infine, nei pressi del tempio del II secolo a.C., sono stati rinvenuti resti di un ambiente dedicato alla produzione pescatoria, testimoniando l’organizzazione sociale dell’epoca. Questo edificio, costruito con materiali da precedenti strutture, sembra essere stato abbandonato nel primo secolo d.C., e diverse sepolture ritrovate nei dintorni evidenziano la continuazione dell’uso sacro del sito.
Tratto da: testi del prof. Giuseppe Grossi.