Il Principe Alessandro Torlonia, artefice del famoso prosciugamento del lago Fùcino, pose la propria residenza marsicana nella città di Avezzano, ove fece edificare il palazzo eponimo, utilizzato sia come abitazione che come sede amministrativa delle terre coltivabili emerse dopo il deflusso delle acque.
Nell’annesso parco di circa 4 ha, arredato con alberi sapientemente dislocati dal giardiniere per creare delicati effetti e giochi di colori, sul lato nord-ovest si trova lo Chalet, oggetto del nostro interesse. L’intero complesso residenziale, attualmente appartenente all’ARSSA d’Abruzzo (Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo), dal 1992 è salvaguardato con decreto del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali, in quanto dichiarato particolarmente importante ai sensi della Legge 1089/39 sulla tutela delle cose d’interesse artistico o storico.
Lo Chalet, in stile Liberty dell’epoca Vittoriana, è costituito da elementi portanti di legno massiccio. La sua struttura, a pianta ottagonale, presenta un corpo centrale che si eleva per l’intera altezza del fabbricato e un porticato, delimitato esternamente con parapetti, che ne cinge completamente la metà inferiore. La diagonale della base ottagonale dell’intera struttura, porticato incluso, misura 15,60 m, mentre quella del solo corpo centrale misura 10,60 m; l’altezza, misurata nel corpo centrale dal pavimento ligneo fino al vertice esterno della copertura a padiglione, risulta pari a 12,80 m.
La porzione del corpo centrale che si eleva oltre la copertura del porticato è quasi totalmente vetrata, in netto contrasto con la parte sottostante, chiusa da sei pannelli di tavole di legno e da due grandi porte a quattro ante disposte su lati opposti. La sola vetrata conferisce agli spazi interni un’apprezzabile luminosità.
L’intero edificio è sopraelevato rispetto al piano di campagna; si accede, pertanto, al pavimento in acciottolato del porticato attraverso quattro scalette in pietra equidistanti tra loro, due delle quali si trovano in corrispondenza dei portoni d’ingresso del corpo centrale. Nella relazione storico-artistica, redatta dalla Sopraintendenza per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici per l’Abruzzo per il provvedimento di tutela, si legge che, precedentemente ai lavori di restauro, datati fine anni Settanta, “quattro delle otto pareti lignee erano costituite da grandi porte apribili”. Vengono poi indicate le quattro scale in pietra, tuttora esistenti, come prova di quanto affermato.
Tuttavia, per una semplice considerazione di carattere strutturale, si potrebbe mettere in discussione tale affermazione. Se i pannelli laterali fossero stati solo in numero di quattro, per ipotizzare la presenza di quattro grandi porte apribili, sarebbe lecito dubitare della loro azione di controventatura, necessaria per mantenere la stabilità dell’intera struttura, che ha invece superato il terribile terremoto del gennaio 1915.
Il corpo centrale è coperto da un tetto a padiglione, in cui i vertici delle falde triangolari coincidono in un unico punto, facendo scomparire la linea di colmo e dando all’insieme la forma di una piramide a otto facce. Questo motivo architettonico viene ripreso anche nel porticato esterno, dove le falde assumono forma trapezoidale, fatta eccezione per il lato ove è ubicato l’ingresso principale, evidenziato da un piccolo corpo che avanza dal porticato e coperto da un tetto indipendente a due falde.
All’interno del corpo centrale, per nascondere gli elementi strutturali e le unioni, esteticamente inadatti a essere lasciati a vista, è presente un controsoffitto di tela dipinta e otto pannelli di legno decorati con alcuni aforismi. Partendo dal portone principale e girando in senso antiorario, si legge:
“ANNO MDCCCXCI – XCII”
“DISCACCIATE LE ACQUE DALL’ANTICO RICETTO FURONO CONSEGNATI AGLI AGRICOLTORI QUINDICIMILA ETTARI DI TERRE NUOVE”
“IN QUESTA GUISA E CON ESEMPIO DEGNO D’IMITAZIONE VENNE ASSOCIATO IL CAPITALE AL LAVORO”
“L’AGRICOLTURA POVERA IGNORANTE RETROGRADA SIMILE A SE’ GLI ABITATOR PRODUCE”
“TUTTO FIORISCE IN UNO STATO NEL QUALE E’ IN FIORE L’AGRICOLTURA”
“L’AGRICOLTURA E’ LA VERA RICCHEZZA DEI POPOLI”
“LE INDUSTRIE COMMERCIALI E MANIFATTURIERE NON DEVONO PRECEDERE MA BENSI’ SEGUIRE L’AGRICOLTURA”
“IL CAMPO E’ SICURO DEBITORE NON FALLISCE MAI A RESTITUIRE CIO’ CHE GLI DAI”
Il porticato ha una struttura portante realizzata con pali grezzi, che, assumendo le sembianze di alberi spogli dalle foglie in quanto ornati con diversi rami intrecciati, creano un tale contrasto estetico con il corpo centrale da costituire una caratteristica tipica del manufatto.
Tratto da: testi del dott. Roberto Romani.