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Il Territorio Della Marsica

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Tra montagne e storia: come la Marsica ha plasmato la sua identità unica nel cuore dell’Abruzzo, resistendo a catastrofi e cambiamenti.

L’Abruzzo è caratterizzato da tre catene montuose parallele alla costa, con la prima più vicina all’Adriatico, che si interrompe nel varco del Pescara. La seconda, che va dal Velino al Sirente e include il Genzana e il Pratello, segna lo spartiacque tra il Tirreno e l’Adriatico, mentre la terza comprende i Simbruini e i monti della Meta. La Marsica si estende quasi interamente tra la seconda e la terza catena, con il Fùcino al centro della sua geografia. Questo bacino chiuso funge da connettore idrologico per le acque che defluiscono in diverse direzioni.

La storia della Marsica è stata segnata da eventi significativi, in particolare per il suo ruolo economico e sociale. Il prosciugamento del Fùcino tra il 1855 e il 1875 ha trasformato l’area in una fertile piattaforma agricola, attirando residenti e creando un tessuto culturale coerente nonostante le diversità storiche. Il terremoto del 1915 ha ulteriormente unito le comunità locali, favorendo una rete di interconnessioni supportata da un sistema infrastrutturale in crescita e da un’identità socio-economica emergente. La Marsica si confina con altre province, delineando un’area territoriale omogenea.

Le unità politico-territoriali della Marsica comprendono dieci comuni principali, tra cui Avezzano, Cèlano e Pescina, oltre a bacini tributari come la Vallelonga e la valle del Giovenco. Tali territori, pur essendo interconnessi con i comuni circostanti, mantengono una forte identità culturale e storica. La zona è ben servita da infrastrutture che collegano la Marsica alle principali reti di trasporto nazionali, con una rete ferroviaria che unisce Roma a Pescara e una rete stradale ben sviluppata.

In termini di superficie, la Marsica si estende su 190.577 ettari, pari al 37,9% del territorio provinciale. Caratterizzata da un orografia complessa, la sua pianura principale è il Fùcino, ma la maggior parte del territorio è montuoso. I comuni variabili in densità abitativa mostrano un’identità forte con Avezzano come il più popolato. Le infrastrutture, incluse strade statali e ferrovie, offrono accesso ai mercati e connettono le comunità, migliorando le opportunità economiche e turistiche.

In questo contesto, la Marsica gioca un ruolo significativo anche nel sistema di amministrazione sanitaria e nella gestione delle risorse. La sua struttura organizzativa è tale da rappresentare un modello di autonomia amministrativa, basata su storicità e cooperazione tra i comuni. L’area, infatti, è integrata in una rete sociale e produttiva che ne evidenzia la soggettività e le specificità, confermando il suo valore culturale e territoriale nella storia d’Italia.

Tratto da: contenuto originale per l’Atlante dei centri della Marsica.

L’Abruzzo è percorso da tre principali catene montuose, parallele alla costa. La prima, più vicina all’Adriatico, comprende le vette maggiori ed è spaccata dal varco del Pescara, a valle di Popoli. La seconda si estende dal Velino al Sirente, al Genzana e al Pratello, costituendo in gran parte lo spartiacque fra Tirreno e Adriatico. La terza comprende i Simbruini, i monti della Meta e si prolunga nel Matese. L’area della Marsica abbraccia quasi per intero lo spazio fra la seconda e la terza catena montuosa, corrispondente al limite ovest dell’Abruzzo, di cui il territorio del Fùcino occupa la posizione baricentrica. La conca del Fùcino è infatti al centro, chiusa in se stessa, mentre attorno le acque defluiscono in ogni direzione: a nord verso il Velino e il Tevere, a sud verso il Liri o il Sangro.

La parte più nota della storia regionale si è svolta principalmente nel solco tra la prima e la seconda catena, in virtù anche della convergenza in un solo bacino fluviale, ossia L’Aterno, il Sagittario e il Pescara. La Marsica ha vissuto epoche molto differenti, dove non sono mancate le spinte centrifughe, come l’analisi storica mette in rilievo. Tuttavia, non ha mai perduto del tutto una omogeneità culturale di fondo, che è riemersa ogniqualvolta si sono determinate condizioni favorevoli per opera dell’uomo. Tali condizioni hanno il loro riferimento basilare nell’opera grandiosa del prosciugamento del Fùcino durante il ventennio tra il 1855 e il 1875. Questo intervento ha generato nel territorio sub-regionale una piattaforma agricola ad alto reddito, che ha operato come fattore centripeto, attirando gli abitanti delle limitrofe valli declivi.

Il terremoto del 1915, che colpì tutta la zona, introdusse un ulteriore elemento di aggregazione e solidarietà tra le diverse collettività locali. Si è così gradualmente intessuta una rete di interconnessioni, che si è rafforzata, sostenuta da un sistema di infrastrutture di crescente peso e rilievo e dalla progressiva affermazione di una identità sul piano socio-economico. Questo ha affrancato la Marsica da antiche dipendenze e chiusure. Si è giunti a delimitare un’area che confina: a nord-est con il resto della provincia dell’Aquila, a nord-ovest con la provincia di Rieti, a ovest con la provincia di Roma e a sud con la provincia di Frosinone. La cartina geografica allegata visualizza la situazione, dando conto dell’omogeneità, almeno sul piano territoriale, dell’area considerata.

Riferendosi alle unità politico-territoriali esistenti, il nucleo funzionale ed economico dell’area marsicana, rappresentato dalla piattaforma lacustre del Fùcino, trova una prima naturale estensione nel territorio dei dieci comuni ripuari: in primo luogo Avezzano, quindi Cèlano, Aielli, Cerchio, Collarmele, S. Benedetto dei Marsi, Pescina, Luco dei Marsi, Trasacco e Ortucchio. A questi devono essere aggiunti i bacini tributari del Fùcino: la Vallelonga (con i comuni di Collelongo e Villavallelonga), la valle del Giovenco (con i comuni di Ortona dei Marsi e Bisegna) e la valle di Riofreddo e S. Lucia (con i comuni di Gioia dei Marsi e Lecce nei Marsi).

In merito ai bacini circostanti, due hanno rapporti strettissimi con il Fùcino: la valle del Liri, che riceve le acque del Fùcino attraverso l’emissario artificiale e solo nella zona bassa risente l’attrazione di Sora; i comuni corrispondenti sono: Cappadocia, Castellafiume, Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Civita d’Antino, Morino, S. Vincenzo Valle Roveto e Balsorano. I piani Palentini, separati dal Fùcino da una sella insensibile e con numerose analogie sul piano agricolo, comprendono i comuni di: Magliano dei Marsi, Massa d’Albe, Scurcola Marsicana, Tagliacozzo e in più Sante Marie. Non si può inoltre prescindere dall’altopiano di Carsoli, con i comuni di: Carsoli, Oricola, Pereto e Rocca di Botte.

In conclusione, l’area della Marsica è costituita da 37 comuni, tutti inclusi nella provincia dell’Aquila. Ecco i comuni in ordine alfabetico: Aielli, Avezzano, Balsorano, Bisegna, Canistro, Capistrello, Cappadocia, Carsoli, Castellafiume, Cèlano, Cerchio, Civita d’Antino, Civitella Roveto, Collarmele, Collelongo, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Luco dei Marsi, Magliano dei Marsi, Massa d’Albe, Morino, Opi, Oricola, Ortona dei Marsi, Ortucchio, Ovindoli, Pereto, Pescasseroli, Pescina, Rocca di Botte, S. Benedetto dei Marsi, Sante Marie, S. Vincenzo Valle Roveto, Scurcola Marsicana, Tagliacozzo, Trasacco e Villavallelonga.

È di speciale interesse osservare, sulla base del prospetto comparativo, che tutti e 37 i comuni considerati sono aggregati non solo in una sola area socio-economica, ma anche nella stessa Unità sanitaria locale, che è ente di governo su una materia di grande rilievo sociale, finanziario e organizzativo, quale è la salute. Essi sono inoltre inseriti tutti nel medesimo Ufficio distrettuale delle imposte dirette.

La Marsica è una delle due eccezioni in Italia, su base territoriale, ai fini della determinazione dell’area di competenza del Genio civile, operando come sezione autonoma. Inoltre, dal profilo storico e culturale, la Marsica fa parte sostanziale della medesima diocesi. È significativo richiamare che il Vescovo diocesano non desume il titolo dalla sede della diocesi, ma s’intitola dal popolo sottoposto alla sua giurisdizione: Vescovo dei Marsi.

All’interno dell’area si possono ritrovare tutti i comuni della Comunità montana “D” (Valle del Giovenco – Pescina), “E” (Marsica1 – Avezzano) e “G” (Valle Roveto Civitella Roveto). Solo Ovindoli, Opi e Pescasseroli appartengono ad altre Comunità montane. La stessa osservazione vale per i comuni inclusi nelle Regioni agrarie. Tutti i comuni dell’area sono presi in considerazione dallo stesso collegio elettorale per le elezioni al Senato (Marsica Val di Sangro). Per le elezioni per l’Amministrazione provinciale, i collegi uninominali sono costituiti tutti dai comuni dell’area.

Inoltre, si evidenzia che nella ripartizione di alcuni servizi fondamentali (energia elettrica e telecomunicazioni) i comuni della Marsica sono inseriti nel medesimo distretto. Il riconoscimento della Marsica come area omogenea, dotata di un certo grado di autonomia amministrativa, preesiste da decenni e non è mai stato concepito come una forzatura. Al contrario, storia e vita civile si combinano all’interno di un territorio dotato di una propria soggettività, già riconosciuta a livello istituzionale.

La superficie complessiva della Marsica è di 190.577 ettari, pari al 37,9% del territorio provinciale. La Marsica si estende su una superficie territoriale molto tormentata, tra le più difficili d’Italia. Le uniche pianure sono costituite dalla conca del Fùcino (14.000 ha), dai piani Palentini (5-6.000 ha) e da una parte pianeggiante, molto esigua, del Carseolano. Con esclusione di Balsorano, tutti gli altri comuni marsicani sono considerati “montagna” sotto il profilo statistico.

L’area ha un’escursione massima di 2.193 m in altezza, rilevata dalla differenza tra i 2.486 m del Monte Velino e i 293 m del punto più basso del comune di Balsorano. I dislivelli maggiori si riscontrano nei comuni di Magliano dei Marsi (1.802 m) e di Cèlano (1.698 m), mentre il comune più pianeggiante è quello di S. Benedetto dei Marsi, sulle rive dell’antico lago, con un’escursione tra il punto di minima e quello di massima di appena 50 m. Il comune della Marsica più alto in assoluto è quello di Ovindoli (1.375 m misurati sulla soglia della casa comunale).

Superano i 1.000 metri anche i comuni di Aielli, Bisegna, Cappadocia, Opi e Villavallelonga, mentre il comune più basso è quello di Balsorano, con un valore di appena 340 m sul livello del mare. Per quanto riguarda la distribuzione della superficie, Avezzano è il comune più esteso con 10.404 ha; hanno superficie superiore a 9.000 ha anche Carsoli, Cèlano e Pescasseroli, mentre Tagliacozzo è di poco inferiore.

I comuni più piccoli sono quelli di Canistro e Oricola (rispettivamente 1.578 ha e 1.840 ha). Considerando il rapporto tra superficie e abitanti, il comune nettamente più abitato è Avezzano, con una densità di 326 abitanti per km quadrato; seguono a distanza i comuni di S. Benedetto dei Marsi e Luco dei Marsi, rispettivamente con 154 e 113 abitanti per km quadrato. I comuni con minore densità di popolazione sono Bisegna e Pereto (14 abitanti per km quadrato), Rocca di Botte e Massa d’Albe (17 abitanti per km quadrato), nonché Ovindoli, con 21 abitanti per km quadrato.

Un discorso sul territorio non può ritenersi completo se non fa almeno cenno alle infrastrutture di trasporto che lo attraversano, ferroviarie e stradali. La rete ferroviaria della Marsica è costituita dalla linea (completamente elettrificata) che collega Roma a Pescara e dalla linea che collega Avezzano a Roccasecca attraverso la Valle Roveto. La prima linea è la seconda in Abruzzo per importanza in termini di volume di traffico merci e passeggeri, solo dopo la linea Adriatica, ma presenta notevoli viziosità piano-altimetriche nel tracciato, che limitano l’efficienza e la funzionalità dei trasporti, penalizzando non solo la Marsica, ma l’intera regione.

La seconda linea, priva di impianto di elettrificazione, ha importanza secondaria, avendo caratteristiche di tracciato e armamento fisso del tutto inadeguate, e per tale motivo ha un interesse prevalentemente locale. La rete viaria nella subregione marsicana ha uno sviluppo lineare complessivo di 1.314 km, corrispondente al 36,4% della rete viaria ordinaria della provincia dell’Aquila. Rispetto al rapporto tra lo sviluppo stradale e la superficie territoriale dell’area risulta uno sviluppo lineare medio di 0,705 km per unità di superficie, inferiore alla media provinciale e regionale, pari, rispettivamente, a 0,717 e 1,307 km.

In relazione agli abitanti, il valore medio risulta per l’area di 1.045 km per 10.000 ab., mentre per la provincia il valore è di 1.221 km e per la regione di 1.141 km. Rispetto al resto della provincia, la Marsica dispone di ben il 65,6%, vale a dire i due terzi della rete autostradale provinciale; per le strade statali l’incidenza è invece del 27% e per quelle provinciali del 32,9%. Per le strade comunali extraurbane si raggiunge un valore del 43,2%. Tali valori di incidenza trovano riscontro nella differenza tra la tipologia della rete viaria dell’area e quella del resto della provincia.

La rete stradale della Marsica è composta per il 7,5% di kilometraggio autostradale, mentre questo incide solo per il 2,3% nel resto della provincia e per il 2,5% nell’intera regione. Le strade statali corrispondono al 21,7%, valore inferiore al 33,5% del resto della provincia, ma superiore al 17,6% della media regionale. Le strade provinciali nell’area sono il 26,6% (nel resto della provincia sono il 31%, nella regione il 31,3%), mentre le strade comunali extraurbane sono il 44,2% nell’area, il 33,2% nel resto della provincia e il 48,6% nella regione. La Marsica è ben servita dalla viabilità autostradale regionale, che la collega a Roma e Pescara.

Per quanto concerne le arterie di grande comunicazione, la più importante è la S.S. 5 Tiburtina-Valeria, che ne attraversa il territorio per un lungo tratto. Esiste, inoltre, la S.S. 82 della valle del Liri, che collega Avezzano e la piana del Fùcino all’autostrada del Sole e al sistema metropolitano di Napoli. In fase di avanzata realizzazione è la strada a scorrimento veloce “fondo valle del Liri”, che fa parte di una più ampia e sviluppata dorsale appenninica di collegamento interno fra Perugia e Benevento. Questo consentirà un’apertura ancora maggiore verso Napoli e il Mezzogiorno, oltre che verso le regioni centro-settentrionali.

Attualmente è già in funzione il tratto che collega Avezzano a Capistrello attraverso la Galleria del Salviano, con una sensibile riduzione dei tempi di percorrenza. Il suo completamento aprirà il Fùcino e le sue produzioni verso l’area di Napoli, valorizzando al contempo le opportunità turistiche di molte zone. Tra le altre strade presenti nel territorio della Marsica si annoverano la strada statale per Rieti e Terni della valle del Salto, la S.S. bis per L’Aquila e la S.S. 83 Marsicana per il Parco Nazionale d’Abruzzo. Tuttavia, i tracciati delle prime due presentano viziosità piano-altimetriche che riducono i tempi medi di percorrenza a livelli molto bassi. Infine, si ricorda che la Marsica dispone di una struttura aeroportuale localizzata a Cèlano, potenzialmente suscettibile di sviluppi interessanti.

Tratto da: [fonte/autore].

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Ospitalità e servizi

L’Abruzzo è percorso da tre principali catene montuose, parallele alla costa. La prima, più vicina all’Adriatico, comprende le vette maggiori ed è spaccata dal varco del Pescara, a valle di Popoli. La seconda si estende dal Velino al Sirente, al Genzana e al Pratello, costituendo in gran parte lo spartiacque fra Tirreno e Adriatico. La terza comprende i Simbruini, i monti della Meta e si prolunga nel Matese. L’area della Marsica abbraccia quasi per intero lo spazio fra la seconda e la terza catena montuosa, corrispondente al limite ovest dell’Abruzzo, di cui il territorio del Fùcino occupa la posizione baricentrica. La conca del Fùcino è infatti al centro, chiusa in se stessa, mentre attorno le acque defluiscono in ogni direzione: a nord verso il Velino e il Tevere, a sud verso il Liri o il Sangro.

La parte più nota della storia regionale si è svolta principalmente nel solco tra la prima e la seconda catena, in virtù anche della convergenza in un solo bacino fluviale, ossia L’Aterno, il Sagittario e il Pescara. La Marsica ha vissuto epoche molto differenti, dove non sono mancate le spinte centrifughe, come l’analisi storica mette in rilievo. Tuttavia, non ha mai perduto del tutto una omogeneità culturale di fondo, che è riemersa ogniqualvolta si sono determinate condizioni favorevoli per opera dell’uomo. Tali condizioni hanno il loro riferimento basilare nell’opera grandiosa del prosciugamento del Fùcino durante il ventennio tra il 1855 e il 1875. Questo intervento ha generato nel territorio sub-regionale una piattaforma agricola ad alto reddito, che ha operato come fattore centripeto, attirando gli abitanti delle limitrofe valli declivi.

Il terremoto del 1915, che colpì tutta la zona, introdusse un ulteriore elemento di aggregazione e solidarietà tra le diverse collettività locali. Si è così gradualmente intessuta una rete di interconnessioni, che si è rafforzata, sostenuta da un sistema di infrastrutture di crescente peso e rilievo e dalla progressiva affermazione di una identità sul piano socio-economico. Questo ha affrancato la Marsica da antiche dipendenze e chiusure. Si è giunti a delimitare un’area che confina: a nord-est con il resto della provincia dell’Aquila, a nord-ovest con la provincia di Rieti, a ovest con la provincia di Roma e a sud con la provincia di Frosinone. La cartina geografica allegata visualizza la situazione, dando conto dell’omogeneità, almeno sul piano territoriale, dell’area considerata.

Riferendosi alle unità politico-territoriali esistenti, il nucleo funzionale ed economico dell’area marsicana, rappresentato dalla piattaforma lacustre del Fùcino, trova una prima naturale estensione nel territorio dei dieci comuni ripuari: in primo luogo Avezzano, quindi Cèlano, Aielli, Cerchio, Collarmele, S. Benedetto dei Marsi, Pescina, Luco dei Marsi, Trasacco e Ortucchio. A questi devono essere aggiunti i bacini tributari del Fùcino: la Vallelonga (con i comuni di Collelongo e Villavallelonga), la valle del Giovenco (con i comuni di Ortona dei Marsi e Bisegna) e la valle di Riofreddo e S. Lucia (con i comuni di Gioia dei Marsi e Lecce nei Marsi).

In merito ai bacini circostanti, due hanno rapporti strettissimi con il Fùcino: la valle del Liri, che riceve le acque del Fùcino attraverso l’emissario artificiale e solo nella zona bassa risente l’attrazione di Sora; i comuni corrispondenti sono: Cappadocia, Castellafiume, Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Civita d’Antino, Morino, S. Vincenzo Valle Roveto e Balsorano. I piani Palentini, separati dal Fùcino da una sella insensibile e con numerose analogie sul piano agricolo, comprendono i comuni di: Magliano dei Marsi, Massa d’Albe, Scurcola Marsicana, Tagliacozzo e in più Sante Marie. Non si può inoltre prescindere dall’altopiano di Carsoli, con i comuni di: Carsoli, Oricola, Pereto e Rocca di Botte.

In conclusione, l’area della Marsica è costituita da 37 comuni, tutti inclusi nella provincia dell’Aquila. Ecco i comuni in ordine alfabetico: Aielli, Avezzano, Balsorano, Bisegna, Canistro, Capistrello, Cappadocia, Carsoli, Castellafiume, Cèlano, Cerchio, Civita d’Antino, Civitella Roveto, Collarmele, Collelongo, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Luco dei Marsi, Magliano dei Marsi, Massa d’Albe, Morino, Opi, Oricola, Ortona dei Marsi, Ortucchio, Ovindoli, Pereto, Pescasseroli, Pescina, Rocca di Botte, S. Benedetto dei Marsi, Sante Marie, S. Vincenzo Valle Roveto, Scurcola Marsicana, Tagliacozzo, Trasacco e Villavallelonga.

È di speciale interesse osservare, sulla base del prospetto comparativo, che tutti e 37 i comuni considerati sono aggregati non solo in una sola area socio-economica, ma anche nella stessa Unità sanitaria locale, che è ente di governo su una materia di grande rilievo sociale, finanziario e organizzativo, quale è la salute. Essi sono inoltre inseriti tutti nel medesimo Ufficio distrettuale delle imposte dirette.

La Marsica è una delle due eccezioni in Italia, su base territoriale, ai fini della determinazione dell’area di competenza del Genio civile, operando come sezione autonoma. Inoltre, dal profilo storico e culturale, la Marsica fa parte sostanziale della medesima diocesi. È significativo richiamare che il Vescovo diocesano non desume il titolo dalla sede della diocesi, ma s’intitola dal popolo sottoposto alla sua giurisdizione: Vescovo dei Marsi.

All’interno dell’area si possono ritrovare tutti i comuni della Comunità montana “D” (Valle del Giovenco – Pescina), “E” (Marsica1 – Avezzano) e “G” (Valle Roveto Civitella Roveto). Solo Ovindoli, Opi e Pescasseroli appartengono ad altre Comunità montane. La stessa osservazione vale per i comuni inclusi nelle Regioni agrarie. Tutti i comuni dell’area sono presi in considerazione dallo stesso collegio elettorale per le elezioni al Senato (Marsica Val di Sangro). Per le elezioni per l’Amministrazione provinciale, i collegi uninominali sono costituiti tutti dai comuni dell’area.

Inoltre, si evidenzia che nella ripartizione di alcuni servizi fondamentali (energia elettrica e telecomunicazioni) i comuni della Marsica sono inseriti nel medesimo distretto. Il riconoscimento della Marsica come area omogenea, dotata di un certo grado di autonomia amministrativa, preesiste da decenni e non è mai stato concepito come una forzatura. Al contrario, storia e vita civile si combinano all’interno di un territorio dotato di una propria soggettività, già riconosciuta a livello istituzionale.

La superficie complessiva della Marsica è di 190.577 ettari, pari al 37,9% del territorio provinciale. La Marsica si estende su una superficie territoriale molto tormentata, tra le più difficili d’Italia. Le uniche pianure sono costituite dalla conca del Fùcino (14.000 ha), dai piani Palentini (5-6.000 ha) e da una parte pianeggiante, molto esigua, del Carseolano. Con esclusione di Balsorano, tutti gli altri comuni marsicani sono considerati “montagna” sotto il profilo statistico.

L’area ha un’escursione massima di 2.193 m in altezza, rilevata dalla differenza tra i 2.486 m del Monte Velino e i 293 m del punto più basso del comune di Balsorano. I dislivelli maggiori si riscontrano nei comuni di Magliano dei Marsi (1.802 m) e di Cèlano (1.698 m), mentre il comune più pianeggiante è quello di S. Benedetto dei Marsi, sulle rive dell’antico lago, con un’escursione tra il punto di minima e quello di massima di appena 50 m. Il comune della Marsica più alto in assoluto è quello di Ovindoli (1.375 m misurati sulla soglia della casa comunale).

Superano i 1.000 metri anche i comuni di Aielli, Bisegna, Cappadocia, Opi e Villavallelonga, mentre il comune più basso è quello di Balsorano, con un valore di appena 340 m sul livello del mare. Per quanto riguarda la distribuzione della superficie, Avezzano è il comune più esteso con 10.404 ha; hanno superficie superiore a 9.000 ha anche Carsoli, Cèlano e Pescasseroli, mentre Tagliacozzo è di poco inferiore.

I comuni più piccoli sono quelli di Canistro e Oricola (rispettivamente 1.578 ha e 1.840 ha). Considerando il rapporto tra superficie e abitanti, il comune nettamente più abitato è Avezzano, con una densità di 326 abitanti per km quadrato; seguono a distanza i comuni di S. Benedetto dei Marsi e Luco dei Marsi, rispettivamente con 154 e 113 abitanti per km quadrato. I comuni con minore densità di popolazione sono Bisegna e Pereto (14 abitanti per km quadrato), Rocca di Botte e Massa d’Albe (17 abitanti per km quadrato), nonché Ovindoli, con 21 abitanti per km quadrato.

Un discorso sul territorio non può ritenersi completo se non fa almeno cenno alle infrastrutture di trasporto che lo attraversano, ferroviarie e stradali. La rete ferroviaria della Marsica è costituita dalla linea (completamente elettrificata) che collega Roma a Pescara e dalla linea che collega Avezzano a Roccasecca attraverso la Valle Roveto. La prima linea è la seconda in Abruzzo per importanza in termini di volume di traffico merci e passeggeri, solo dopo la linea Adriatica, ma presenta notevoli viziosità piano-altimetriche nel tracciato, che limitano l’efficienza e la funzionalità dei trasporti, penalizzando non solo la Marsica, ma l’intera regione.

La seconda linea, priva di impianto di elettrificazione, ha importanza secondaria, avendo caratteristiche di tracciato e armamento fisso del tutto inadeguate, e per tale motivo ha un interesse prevalentemente locale. La rete viaria nella subregione marsicana ha uno sviluppo lineare complessivo di 1.314 km, corrispondente al 36,4% della rete viaria ordinaria della provincia dell’Aquila. Rispetto al rapporto tra lo sviluppo stradale e la superficie territoriale dell’area risulta uno sviluppo lineare medio di 0,705 km per unità di superficie, inferiore alla media provinciale e regionale, pari, rispettivamente, a 0,717 e 1,307 km.

In relazione agli abitanti, il valore medio risulta per l’area di 1.045 km per 10.000 ab., mentre per la provincia il valore è di 1.221 km e per la regione di 1.141 km. Rispetto al resto della provincia, la Marsica dispone di ben il 65,6%, vale a dire i due terzi della rete autostradale provinciale; per le strade statali l’incidenza è invece del 27% e per quelle provinciali del 32,9%. Per le strade comunali extraurbane si raggiunge un valore del 43,2%. Tali valori di incidenza trovano riscontro nella differenza tra la tipologia della rete viaria dell’area e quella del resto della provincia.

La rete stradale della Marsica è composta per il 7,5% di kilometraggio autostradale, mentre questo incide solo per il 2,3% nel resto della provincia e per il 2,5% nell’intera regione. Le strade statali corrispondono al 21,7%, valore inferiore al 33,5% del resto della provincia, ma superiore al 17,6% della media regionale. Le strade provinciali nell’area sono il 26,6% (nel resto della provincia sono il 31%, nella regione il 31,3%), mentre le strade comunali extraurbane sono il 44,2% nell’area, il 33,2% nel resto della provincia e il 48,6% nella regione. La Marsica è ben servita dalla viabilità autostradale regionale, che la collega a Roma e Pescara.

Per quanto concerne le arterie di grande comunicazione, la più importante è la S.S. 5 Tiburtina-Valeria, che ne attraversa il territorio per un lungo tratto. Esiste, inoltre, la S.S. 82 della valle del Liri, che collega Avezzano e la piana del Fùcino all’autostrada del Sole e al sistema metropolitano di Napoli. In fase di avanzata realizzazione è la strada a scorrimento veloce “fondo valle del Liri”, che fa parte di una più ampia e sviluppata dorsale appenninica di collegamento interno fra Perugia e Benevento. Questo consentirà un’apertura ancora maggiore verso Napoli e il Mezzogiorno, oltre che verso le regioni centro-settentrionali.

Attualmente è già in funzione il tratto che collega Avezzano a Capistrello attraverso la Galleria del Salviano, con una sensibile riduzione dei tempi di percorrenza. Il suo completamento aprirà il Fùcino e le sue produzioni verso l’area di Napoli, valorizzando al contempo le opportunità turistiche di molte zone. Tra le altre strade presenti nel territorio della Marsica si annoverano la strada statale per Rieti e Terni della valle del Salto, la S.S. bis per L’Aquila e la S.S. 83 Marsicana per il Parco Nazionale d’Abruzzo. Tuttavia, i tracciati delle prime due presentano viziosità piano-altimetriche che riducono i tempi medi di percorrenza a livelli molto bassi. Infine, si ricorda che la Marsica dispone di una struttura aeroportuale localizzata a Cèlano, potenzialmente suscettibile di sviluppi interessanti.

Tratto da: [fonte/autore].

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