Notifica
Notifica

Ortucchio

Aggiungi qui il testo del titolo

Ortucchio: tra misteri storici, catastrofi naturali e fervore popolare, un viaggio affascinante nella resilienza di un antico borgo marsicano.

Secondo Paolo Marso, il nome deriverebbe da Ortygia; il Febonio scrive «ex ortu aquarum», il Corsignani «ab ortu solis». Sembra piú corretta l’ipotesi di una derivazione da «hortuculus/horticulus». (Cfr. W.CIANCIUSI). Giá presente in documenti medievali, il nome di Ortucchio diviene usuale dal XIII secolo in poi, quando, secondo il Di Pietro, avvenne l’aggregazione in un unico centro abitato delle popolazioni di sette villaggi o castelli della zona.

Ortucchio fu cinta subito di mura difensive e dotata di un’unica chiesa parrocchiale, S.Maria di Capodacqua. Giá soggetta ai conti dei Marsi (nel Xll secolo il feudo di Arciprete apparteneva a Crescenzio di Capistrello), rimase sempre nell’ambito della contea di Celano. Fu un Piccolomini, appunto, a portare a termine la costruzione del castello, innalzato «per mantenere i terrazzani all’obbedienza». L’economia dei suoi abitanti si basava quasi esclusivamente sullo sfruttamento del lago Fucino e sulla pesca; e i capricci del lago caratterizzarono non solo lo sviluppo del paese e del suo territorio, ma anche la mentalitá, i costumi, le abitudini della gente. Nel 1656 la peste provocó una vera e propria ecatombe: la popolazione passó da 100 a 55 fuochi (nuclei familiari); la chiesa parrocchiale, utilizzata come fossa comune per seppellirvi i cadaveri degli appestati, dovette alla fine essere demolita.

Scopri Ortucchio

Scopri di più nella sezione dedicata

Ortucchio sorge sul margine sud-est del Fucino: un tempo era quasi un’isola, oggi guarda la piana coltivata. Il segno più riconoscibile è il Castello Piccolomini, fortilizio “lacustre” nato tra fossato e acque, poi rimasto a presidiare il paese. Poco fuori, il laghetto di Ortucchio conserva un frammento dell’antico lago. In alto, il culto di Sant’Orante scandisce devozione e feste della comunità.

Esplora e approfondisci su Ortucchio

Ortucchio

IN PRIMO PIANO

Il Periodo Italico – Romano

Tra leggende e realtà archeologica, Ortucchio rivela i suoi legami con la mitica Archippe, svelando secoli di storia marsicana sommersa dalle acque del Fùcino.

Centri Fortificati, Santuari, Strade E Necropoli…..

Scoperte archeologiche rivelano la vita dei guerrieri galli e l’eleganza italico-romana nella Marsica, tesoro nascosto tra natura e storia.

Ortucchio Dai Conti Di Celano Ai Piccolomini

Ortucchio, da borgo fragile a bastione feudale: scopri la trasformazione medievale tra assedi, architetture rivoluzionate e intrighi dinastici.

Chiese e monumenti

La Chiesa Di Sant’Orante

Scopri la trasformazione millenaria della chiesa di S. Orante ad Ortucchio, custode di arte e storia tra rovine e restauri.

Personaggi

Giovanni Di Ortucchio L’Oracolo Del Sapere

Dall’umile Ortucchio alle aule di Bologna: Giovanni, il Marsicano che rivoluzionò il diritto canonico e calmò le acque turbolente dell’università.

Sintesi storica

Il prosciugamento del lago Fùcino ha rivelato le radici di Avezzano, un viaggio attraverso la storia che dalla Roma antica giunge fino a noi.

In vetrina

Prodotti, servizi e ricettività

Passata la bufera della peste, i sopravvissuti vollero riedificare la chiesa, dedicandola a S.Rocco; e contemporaneamente, acquistava vigore il culto locale di S.Orante. Nel 1807 gli abitanti inviarono una supplica a Giuseppe Bonaparte, pregandolo di prendere provvedimenti al fine di proteggere il paese dalle disastrose alluvioni del Fucino. Prosciugato il lago, non cessano le sventure per Ortucchio, che viene completamente distrutta dal terremoto del 1915 (che provoca, in paese, ben 2300 vittime). Negli anni successivi la storia di Ortucchio è caratterizzata da proteste e manifestazioni di piazza contro l’amministrazione Torlonia, fino alle tragiche giornate dell’ottobre 1944, quando, in uno scontro con le forze dell’ordine, rimane ucciso il bracciante Domenico Spera e vengono gravemente feriti numerosi altri contadini del posto.

CENNI ARTISTICI

Il monumento piú interessante è il castello dei Piccolomini; ma degna di attenzione è anche l’antica Chiesa di S.Orante.

Secondo Paolo Marso, il nome di Ortucchio potrebbe derivare da Ortygia; inoltre, il Febonio scrive «ex ortu aquarum», mentre il Corsignani afferma «ab ortu solis». Tuttavia, l’ipotesi più corretta sembra essere quella di una derivazione da «hortuculus/horticulus», come indicato da W. Ciancius. Già presente in documenti medievali, il nome di Ortucchio diventa comune dal XIII secolo in poi, quando, secondo Di Pietro, avvenne l’aggregazione in un unico centro abitato delle popolazioni di sette villaggi o castelli della zona.

Ortucchio fu subito cinta di mura difensive e dotata di un’unica chiesa parrocchiale, S. Maria di Capodacqua. Già soggetta ai conti dei Marsi (nel XII secolo, il feudo di Arciprete apparteneva a Crescenzio di Capistrello), rimase sempre nell’ambito della contea di Cèlano. Un Piccolomini completò la costruzione del castello, innalzato «per mantenere i terrazzani all’obbedienza». L’economia dei suoi abitanti si basava quasi esclusivamente sullo sfruttamento del lago Fùcino e sulla pesca; i capricci del lago influenzarono non solo lo sviluppo del paese e del suo territorio, ma anche la mentalità, i costumi e le abitudini della gente.

Nel 1656, la peste provocò una vera e propria ecatombe: la popolazione passò da 100 a 55 fuochi (nuclei familiari). La chiesa parrocchiale, utilizzata come fossa comune per seppellire i cadaveri degli appestati, dovette alla fine essere demolita. Passata la bufera della peste, i sopravvissuti vollero riedificare la chiesa, dedicandola a S. Rocco; contemporaneamente, acquistava vigore il culto locale di S. Orante.

Nel 1807, gli abitanti inviarono una supplica a Giuseppe Bonaparte, pregandolo di prendere provvedimenti al fine di proteggere il paese dalle disastrose alluvioni del Fùcino. Nonostante il prosciugamento del lago, le sventure non cessarono per Ortucchio, che venne completamente distrutta dal terremoto del 1915, causando 2300 vittime nel paese. Negli anni successivi, la storia di Ortucchio è caratterizzata da proteste e manifestazioni di piazza contro l’amministrazione Torlonia, fino alle tragiche giornate dell’ottobre 1944, quando in uno scontro con le forze dell’ordine, rimase ucciso il bracciante Domenico Spera, con numerosi altri contadini del posto gravemente feriti.

CENNI ARTISTICI

Il monumento più interessante è il castello dei Piccolomini, ma degna di attenzione è anche l’antica Chiesa di S. Orante.

Tratto da: [fonte/autore].

Aggiungi qui il testo del titolo

Ospitalità e servizi

Secondo Paolo Marso, il nome di Ortucchio potrebbe derivare da Ortygia; inoltre, il Febonio scrive «ex ortu aquarum», mentre il Corsignani afferma «ab ortu solis». Tuttavia, l’ipotesi più corretta sembra essere quella di una derivazione da «hortuculus/horticulus», come indicato da W. Ciancius. Già presente in documenti medievali, il nome di Ortucchio diventa comune dal XIII secolo in poi, quando, secondo Di Pietro, avvenne l’aggregazione in un unico centro abitato delle popolazioni di sette villaggi o castelli della zona.

Ortucchio fu subito cinta di mura difensive e dotata di un’unica chiesa parrocchiale, S. Maria di Capodacqua. Già soggetta ai conti dei Marsi (nel XII secolo, il feudo di Arciprete apparteneva a Crescenzio di Capistrello), rimase sempre nell’ambito della contea di Cèlano. Un Piccolomini completò la costruzione del castello, innalzato «per mantenere i terrazzani all’obbedienza». L’economia dei suoi abitanti si basava quasi esclusivamente sullo sfruttamento del lago Fùcino e sulla pesca; i capricci del lago influenzarono non solo lo sviluppo del paese e del suo territorio, ma anche la mentalità, i costumi e le abitudini della gente.

Nel 1656, la peste provocò una vera e propria ecatombe: la popolazione passò da 100 a 55 fuochi (nuclei familiari). La chiesa parrocchiale, utilizzata come fossa comune per seppellire i cadaveri degli appestati, dovette alla fine essere demolita. Passata la bufera della peste, i sopravvissuti vollero riedificare la chiesa, dedicandola a S. Rocco; contemporaneamente, acquistava vigore il culto locale di S. Orante.

Nel 1807, gli abitanti inviarono una supplica a Giuseppe Bonaparte, pregandolo di prendere provvedimenti al fine di proteggere il paese dalle disastrose alluvioni del Fùcino. Nonostante il prosciugamento del lago, le sventure non cessarono per Ortucchio, che venne completamente distrutta dal terremoto del 1915, causando 2300 vittime nel paese. Negli anni successivi, la storia di Ortucchio è caratterizzata da proteste e manifestazioni di piazza contro l’amministrazione Torlonia, fino alle tragiche giornate dell’ottobre 1944, quando in uno scontro con le forze dell’ordine, rimase ucciso il bracciante Domenico Spera, con numerosi altri contadini del posto gravemente feriti.

CENNI ARTISTICI

Il monumento più interessante è il castello dei Piccolomini, ma degna di attenzione è anche l’antica Chiesa di S. Orante.

Tratto da: [fonte/autore].

Resta connesso con Terre Marsicane

TERRE MARSICANE MEWS

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Avezzano (AQ) n.9 del 12 novembre 2008 – Editore web solutions Alter Ego S.r.l.s. – Direttore responsabile Luigi Todisco.

copyright: TERREMARSICANE Servizi e Comunicazione S.r.l.s.

Informazioni e contatto

Invia suggerimenti o materiale integrativo

Utilizza il form sottostante per segnalare delle modifiche o inesattezze e inviare del materiale utile all'ottimizzazione dei contenuti