Dopo il prosciugamento del lago di Fùcino, il titolo di principe passò ad Alessandro Torlonia, appartenente a una famiglia di origini francesi interconnessa con nobili casate come i Colonna, i Chigi e i Borghese. Lo stemma della famiglia, complesso e variegato, presenta sei rose d’oro e una banda d’argento su uno sfondo di rosso e blu, inusuale per le regole di araldica, e nelle sue varianti incorpora ulteriori elementi come un pino sradicato e tre stelle.
Nel corso del tempo, i Torlonia acquisirono diversi titoli nobiliari, tra cui quello di marchese di Romavecchia e il ducato di Poli. Nel 1822, la famiglia ampliò i propri possedimenti acquistando Capodimonte, Marta e Bisenzo dal principe I’oniatowski. Nella chiesa di San Giovanni di Avezzano, recentemente ricostruita, sono presenti due stemmi marmorei dei Torlonia, che testimoniano la loro presenza storica nella regione.
Tra i membri più noti della famiglia, spicca Giovanni Torlonia, che sostituì l’onorevole Giovanni Cerri nel primo mandato, attivo in politica locale e vincitore nella XIV legislatura sulle spoglie di Luigi Vidimari, tragicamente perito sotto il sisma del 1915. Dopo un lungo percorso in Parlamento, Torlonia divenne nel 1935 ministro di Stato sotto il regime fascista, mentre il principe intervenne per commemorare le vittime del terremoto nella Marsica e per la legge che istituì i comuni di Oricola e Rocca di Botte.
Oggi, Avezzano rende omaggio ai Torlonia con la piazza omonima, adornata da una fontana circolare in pietra, e con l’intitolazione di un prestigioso liceo classico, perpetuando il ricordo di questo illustre casato nella memoria collettiva della Marsica.