Nel 1463, il Re Ferrante concesse Morrea ad Antonio Piccolomini d’Aragona, segnando un’importante fase storica per il paese. Il castello, per la sua posizione strategica, divenne la residenza estiva di nobili e una fortezza difensiva per la vallata circostante, nonché sede di una guarnigione permanente. Questo periodo di fortezza e prestigio durò nel tempo, fino a quando il castello passò, nei secoli successivi, alla famiglia De Caris, imparentata con i Piccolomini.
Oggi, l’ingresso al castello si raggiunge attraverso via di Capo Castello. Entrando nel cortile, si possono ancora ammirare le volte semicircolari in pietra lavorata e gli affreschi che adornano le pareti della Loggia, testimonianze di un’epoca di grande raffinatezza e cura artistica. Tuttavia, l’attuale stato di degrado è preoccupante: molti soffitti stanno cedendo e la torre è parzialmente crollata, con la vegetazione che avanza in più punti, accentuando il senso di abbandono.
Il castello di Morrea rappresenta quindi non solo un’importante eredità storica e culturale per la Marsica, ma anche un monito sulla necessità di preservare il nostro patrimonio. Visitando questa struttura, si prova un misto di ammirazione e desolazione, che riflette non solo la bellezza perduta, ma anche la responsabilità di salvaguardare la memoria storica di luoghi tanto significativi.
Tratto da: Giuseppe Sartinara.