La via Valeria, il più significativo collegamento tra Roma e l’Abruzzo, fu realizzata dai Romani dopo la fondazione delle colonie di Alba Fùcens nel 303 a.C. e di Carsioli nel 298 a.C.. Oggi, il tracciato è quasi del tutto scomparso nella Piana del Cavaliere. Tuttavia, a Civita di Oricola, sito dell’antica Carsioli, affiorano ancora tratti ben conservati di quest’opera, composti da grandi basole di pietra calcarea, evidenziando le tracce delle ruote dei carri che la percorrevano. Gran parte di questi blocchi è stata riutilizzata per costruire alcune abitazioni visibili lungo via Civita.
Risalendo al paese di Colli di Monte Bove, possiamo osservare un tratto della Valeria che raggiunge il suo punto più elevato a 1220 metri sul livello del mare. Qui, il percorso dell’antica strada segue un tracciato quasi parallelo alla moderna S.S. n.5, con alcuni incroci fra i due tracciati nella contrada “le Prata”. A differenza della piana del Cavaliere, questa zona ha subito minori alterazioni nel tempo, conservando così aspetti significativi del tracciato originale.
In prossimità del km 85.900 del percorso moderno, si può seguire un lungo tratto dell’antica strada, caratterizzato da un’andatura in leggera salita. In questa sezione si nota chiaramente dove la roccia fu asportata, mentre l’ampiezza del piano stradale supera leggermente i 3 metri, consentendo il passaggio di due carri in alcune porzioni più larghe, da 3 a 5 metri. Una delle strutture più notevoli è un tratto di mura in opera poligonale, composte da grandi blocchi di pietra calcarea, che si sono mantenute in ottimo stato dopo secoli.
Queste caratteristiche archeologiche offrono uno spaccato della via Valeria, fondamentale per comprendere la storia della Marsica e il suo legame con l’antica Roma, così come le trasformazioni della viabilità nel corso dei secoli.
Tratto da: Sergio Maialetti.


