Il 1° febbraio 1000, il conte dei Marsi Rainaldo, figlio di Berardo, fondò il monastero di Sanctu Marice in Cellis nel territorio di Carseolano, nominando Dodone come abate. Si ritiene che la chiesa non sia stata cattedrale della breve Diocesi Carseolana, bensì la sede episcopale fosse situata nella vicina Sancta Maria in Carseolo, costruita sulle rovine della romana Carseoli. Nel dicembre 1060, il monastero passò sotto il controllo dei monaci di Montecassino, dove rimase fino all’inizio del XVII secolo.
Verso la fine del Quattrocento, il priorato venne affidato a preti secolari in commenda, i quali versavano una tassa di 12 ducati d’oro a Montecassino. L’ultimo priore di cui si ha notizia è stato don Annibale Caracciolo di Albe, nominato il 3 novembre 1600. Durante il Rinascimento, la chiesa fu arricchita da un porticato; tuttavia, a metà del ’600, subì un grave abbandono strutturale che portò all’annullamento dell’area presbiteriale e a significativi cambiamenti nell’ingresso.
Attualmente, la chiesa si trova sul fianco destro del cimitero di Carsoli e presenta una facciata settecentesca, con una parte inferiore elaborata da portale e due monofore, mentre la parte superiore è contraddistinta da una finestra tardo-rinascimentale. Il portale risale al XII secolo e mostra decorazioni vegetali e zoomorfe, con un Agnus Dei centrale e i simboli dei quattro evangelisti. Sul lato sinistro si erge una torre campanaria, la meglio conservata della Marsica, caratterizzata da aperture in monofore, bifore e trifore, realizzata con blocchi provenienti da monumenti funerari romani lungo la Via Valeria.
Internamente, la chiesa presenta una navata unica con due campate separate da un arco e una ridotta sagrestia dietro l’altare. Sono visibili tracce di un’altra campata sul sito cimiteriale, probabilmente terminante in un’abside semicircolare. Tra gli elementi di pregio, si trova l’ambone poligonale del XII secolo, ornato da un’aquila evangelica e decorazioni vegetali, benché attualmente rimaneggiato. I battenti lignei che provengono dall’edificio sono datati 1132 e la scultura in legno policromo di Madonna con Bambino del XIII secolo è ora esposta al Museo di Arte Sacra di Cèlano.
Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.


