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Capistrello

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Scopri Capistrello, crocevia storico e culturale nel cuore della Marsica, testimone di invasioni, brigantaggio e visitato da sovrani.

Il nome non ha fondamento «la pretesa che il nome derivi da caput castrorum» (W. Cianciusi). Poco valide anche le altre ipotesi: da capistrum (capestro, ma anche «cavezza», «guinzaglio»); ecc. Feudo di Crescenzo (sec.XII), Capistrello divenne ben presto sede dell’Esattore della Gabella del Passo (quasi sicuramente, fin dall’epoca di Carlo I d’Angió). Nel XVI secolo il barone Pompeo Colonna tolse molte terre ai monaci e trasportó in Capistrello la Bagliva di Civitella.

Un ruolo centrale, dunque, questo di Capistrello, favorito dalla presenza dell’unica strada che la Marsica avesse nei tempi passati, quella cioè che proveniva da Napoli passando per Sora e Balsorano. L’importanza strategica di Capistrello apparve in tutta la sua evidenza verso la fine del Settecento, in occasione dell’invasione francese del meridione: fu proprio in quella circostanza che «la massa avezzanese accorse alla frontiera di Capistrello incalzando i Francesi quando ardirono di transitare nelle vicinanze” (G.Jetti). E fu ancora nella zona di Capistrello che operarono le bande sanfediste di Ermenegildo Piccioli, di Padre Domizio lacobucci e di Michele Pezza duca di Cassano (soprannominato Fra Diavolo), tallonate dai soldati del colonnello Cavaignac.

Nell’Ottocento, Capistrello fu visitata per ben due volte da un Sovrano: nel 1807 da Giuseppe Bonaparte e nel 1832 da Ferdinando II, venuti ad osservare l’imboccatura dell’Emissario claudiano. Qualche anno dopo l’inaugurazione della strada Avezzano-Sora (avvenuta nel 1854), tutta la zona attorno a Capistrello fu martoriata dagli scontri tra briganti, truppe borboniche e soldati piemontesi.
Altra inaugurazione fu quella della ferrovia Avezzano-Balsorano (21 agosto 1902). Durante la seconda guerra mondiale, Capistrello ebbe i suoi «martiri».
Capistrello ha 2 frazioni: Corcumello e Pescocanale.

CENNI ARTISTICI

Accanto ad alcuni resti di un acquedotto romano e allo sbocco dell’antico Emissario del Fucino, è interessante «l’aggrovigliata tipologia dell’abitato medioevale tutto a saliscendi e quasi integro» (E.Pomilio). Meritano attenzione anche le frazioni di Pescocanale e di Corcumello (in quest’ultima, da vedersi il Palazzo Vetoli del XV secolo, e le chiese di S.Antonio Abate e di S.Nicola, con il magnifico ambone del XIII secolo, giá appartenente alla distrutta chiesa di S.Pietro).

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Capistrello sta tra Marsica e Valle Roveto, dove il Liri stringe la valle tra rocce e boschi. Qui affiora uno dei segni più forti dell’ingegneria romana: lo sbocco dell’Emissario di Claudio, con l’arco in opus reticulatum che convogliava le acque del Fucino. Il borgo antico e i percorsi lungo il fiume raccontano un paese di passaggio e di lavoro, oggi da vivere con passo lento.

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Sintesi storica

Capistrello, crocevia di storia e leggende, rivela episodi di rivolte e ospitalità regale tra le pieghe del suo ricco passato.

Le Frazioni

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Capistrello rivela le sue radici storiche attraverso Corcumello, Pescocanale e Santa Barbara: un viaggio nel cuore culturale e tradizionale della Marsica.

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Prodotti, servizi e ricettività

Il nome di Capistrello non ha un fondamento certo. C’è la pretesa che derivi da “caput castrorum” (W. Cianciusi), ma le altre ipotesi sono poco valide, come quella derivante da “capistrum” (capestro, ma anche “cavezza” o “guinzaglio”). Fin dal secolo XII, Capistrello era feudo di Crescenzo, divenendo ben presto sede dell’Esattore della Gabella del Passo, probabilmente già sotto l’epoca di Carlo I d’Angiò. Nel XVI secolo, il barone Pompeo Colonna privò i monaci di molte terre e trasportò in Capistrello la Bagliva di Civitella.

La posizione strategica di Capistrello è evidente, poiché si trova lungo l’unica strada che attraversava la Marsica, quella proveniente da Napoli attraverso Sora e Balsorano. Durante l’invasione francese del meridione, alla fine del Settecento, Capistrello assunse un ruolo centrale quando “la massa avezzanese accorse alla frontiera di Capistrello incalzando i Francesi che ardirono di transitare nelle vicinanze” (G. Jetti). Nella stessa zona operarono anche le bande sanfediste, capitanate da Ermenegildo Piccioli, Padre Domizio Iacobucci e Michele Pezza, duca di Cassano e soprannominato “Fra Diavolo”, seguiti dai soldati del colonnello Cavaignac.

Nell’Ottocento, Capistrello fu visitata due volte da un Sovrano: nel 1807 da Giuseppe Bonaparte e nel 1832 da Ferdinando II, per osservare l’imboccatura dell’Emissario claudiano. Dopo l’inaugurazione della strada Avezzano-Sora nel 1854, la zona attorno a Capistrello fu teatro di scontri tra briganti, truppe borboniche e soldati piemontesi. Un’altra importante inaugurazione fu quella della ferrovia Avezzano-Balsorano il 21 agosto 1902. Durante la seconda guerra mondiale, Capistrello ebbe i suoi “martiri”. Inoltre, il comune conta due frazioni: Corcumello e Pescocanale.

CENNI ARTISTICI

Accanto ai resti di un acquedotto romano e allo sbocco dell’antico Emissario del Fùcino, è interessante osservare “l’aggrovigliata tipologia dell’abitato medioevale, tutto a saliscendi e quasi integro” (E. Pomilio). Le frazioni di Pescocanale e di Corcumello meritano anch’esse attenzione: a Corcumello, è possibile ammirare il Palazzo Vetoli del XV secolo, nonché le chiese di San Antonio Abate e di San Nicola, quest’ultima con il magnifico ambone del XIII secolo, già appartenente alla distrutta chiesa di San Pietro.

Tratto da: [fonte/autore].

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Ospitalità e servizi

Il nome di Capistrello non ha un fondamento certo. C’è la pretesa che derivi da “caput castrorum” (W. Cianciusi), ma le altre ipotesi sono poco valide, come quella derivante da “capistrum” (capestro, ma anche “cavezza” o “guinzaglio”). Fin dal secolo XII, Capistrello era feudo di Crescenzo, divenendo ben presto sede dell’Esattore della Gabella del Passo, probabilmente già sotto l’epoca di Carlo I d’Angiò. Nel XVI secolo, il barone Pompeo Colonna privò i monaci di molte terre e trasportò in Capistrello la Bagliva di Civitella.

La posizione strategica di Capistrello è evidente, poiché si trova lungo l’unica strada che attraversava la Marsica, quella proveniente da Napoli attraverso Sora e Balsorano. Durante l’invasione francese del meridione, alla fine del Settecento, Capistrello assunse un ruolo centrale quando “la massa avezzanese accorse alla frontiera di Capistrello incalzando i Francesi che ardirono di transitare nelle vicinanze” (G. Jetti). Nella stessa zona operarono anche le bande sanfediste, capitanate da Ermenegildo Piccioli, Padre Domizio Iacobucci e Michele Pezza, duca di Cassano e soprannominato “Fra Diavolo”, seguiti dai soldati del colonnello Cavaignac.

Nell’Ottocento, Capistrello fu visitata due volte da un Sovrano: nel 1807 da Giuseppe Bonaparte e nel 1832 da Ferdinando II, per osservare l’imboccatura dell’Emissario claudiano. Dopo l’inaugurazione della strada Avezzano-Sora nel 1854, la zona attorno a Capistrello fu teatro di scontri tra briganti, truppe borboniche e soldati piemontesi. Un’altra importante inaugurazione fu quella della ferrovia Avezzano-Balsorano il 21 agosto 1902. Durante la seconda guerra mondiale, Capistrello ebbe i suoi “martiri”. Inoltre, il comune conta due frazioni: Corcumello e Pescocanale.

CENNI ARTISTICI

Accanto ai resti di un acquedotto romano e allo sbocco dell’antico Emissario del Fùcino, è interessante osservare “l’aggrovigliata tipologia dell’abitato medioevale, tutto a saliscendi e quasi integro” (E. Pomilio). Le frazioni di Pescocanale e di Corcumello meritano anch’esse attenzione: a Corcumello, è possibile ammirare il Palazzo Vetoli del XV secolo, nonché le chiese di San Antonio Abate e di San Nicola, quest’ultima con il magnifico ambone del XIII secolo, già appartenente alla distrutta chiesa di San Pietro.

Tratto da: [fonte/autore].

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