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La Cava

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Scoperte archeologiche a Ortucchio rivelano misteri del passato: dalla vita quotidiana alle sepolture neolitiche, un viaggio nel tempo nelle profondità de La Cava.

Nei pressi della grotta La Punta, nel comune di Ortucchio, è stata esplorata la grotta chiamata La Cava, alla fine degli anni ’50, dal Comitato per le Ricerche Preistoriche in Abruzzo e dall’Università di Pisa sotto la direzione del prof. Carlo Tozzi. Rimane della grotta originaria solo la parte finale, essendo stata in gran parte distrutta per l’estrazione della pietra, da cui deriva il nome “La Cava”. Durante una ricognizione superficiale sono stati raccolti pochi frammenti risalenti all’età del Bronzo, romani e medievali.

Nel corso degli scavi sono stati trovati resti umani attribuibili ad almeno tre individui, privi di corredo e in gran parte alterati dai lavori della cava. L’archeologo ha ipotizzato che le sepolture risalissero al neolitico iniziale, basandosi su analogie con i ritrovamenti nella grotta Continenza. La cavità è stata utilizzata nell’eneolitico, come dimostrano sette frammenti decorati a squame e frammenti di due asce martello, e successivamente anche nell’età del Bronzo medio. Inoltre, è stato rinvenuto un frammento con decorazione a fasci di solcature, attribuibile alla cultura protovillanoviana.

In sintesi, la grotta ha avuto una frequentazione e una destinazione d’uso che si estende nel tempo, dalla protostoria al Bronzo finale, fungendo da grotticella funeraria.

Tratto da: Serena Cosentino, Vincenzo d’Ercole, Gianfranco Mieli.

Nelle vicinanze della grotta La Punta, nel territorio del comune di Ortucchio, fu individuata ed esplorata con un saggio la grotta denominata La Cava, alla fine degli anni ’50, a cura del Comitato per le Ricerche Preistoriche in Abruzzo e dell’Università di Pisa sotto la direzione del prof. Carlo Tozzi.

Della grotta originaria rimane solo la parte finale a causa della distruzione operata per l’estrazione della pietra, da qui l’origine del nome “la Cava”. Una ricognizione di superficie portò alla raccolta di pochi frammenti dell’età del Bronzo, romani e medievali.

Durante lo scavo vennero alla luce resti umani attribuibili ad almeno tre individui privi di corredo, in buona parte alterati dai lavori della cava. L’archeologo supponeva che si trattasse di sepolture risalenti al Neolitico iniziale per analogia con le sepolture della grotta Continenza.

La cavità fu utilizzata nell’eneolitico e nell’età del Bronzo medio. Sono stati rinvenuti sette frammenti decorati a squame e frammenti di due asce martello. È stato rinvenuto anche un frammento con decorazione a fasci di solcature attribuibile al protovillanoviano.

La frequentazione e la destinazione d’uso della grotta si collocano nella protostoria, coprendo periodi che comprendono il Neolitico (?), l’eneolitico, l’età del Bronzo medio e finale, fungendo da grotticella funeraria.

Tratto da: Serena Cosentino, Vincenzo d’Ercole, Gianfranco Mieli.

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Nelle vicinanze della grotta La Punta, nel territorio del comune di Ortucchio, fu individuata ed esplorata con un saggio la grotta denominata La Cava, alla fine degli anni ’50, a cura del Comitato per le Ricerche Preistoriche in Abruzzo e dell’Università di Pisa sotto la direzione del prof. Carlo Tozzi.

Della grotta originaria rimane solo la parte finale a causa della distruzione operata per l’estrazione della pietra, da qui l’origine del nome “la Cava”. Una ricognizione di superficie portò alla raccolta di pochi frammenti dell’età del Bronzo, romani e medievali.

Durante lo scavo vennero alla luce resti umani attribuibili ad almeno tre individui privi di corredo, in buona parte alterati dai lavori della cava. L’archeologo supponeva che si trattasse di sepolture risalenti al Neolitico iniziale per analogia con le sepolture della grotta Continenza.

La cavità fu utilizzata nell’eneolitico e nell’età del Bronzo medio. Sono stati rinvenuti sette frammenti decorati a squame e frammenti di due asce martello. È stato rinvenuto anche un frammento con decorazione a fasci di solcature attribuibile al protovillanoviano.

La frequentazione e la destinazione d’uso della grotta si collocano nella protostoria, coprendo periodi che comprendono il Neolitico (?), l’eneolitico, l’età del Bronzo medio e finale, fungendo da grotticella funeraria.

Tratto da: Serena Cosentino, Vincenzo d’Ercole, Gianfranco Mieli.

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